IMPRESE, transizione 5.0 e incentivi pubblici. Mecarozzi (ASI): «Senza incentivi stabili la transizione resta un obiettivo solo per i grandi»

Il comparto degli scatolifici è composto in larga prevalenza da piccole e medie imprese che negli ultimi anni hanno accolto con favore gli strumenti messi a disposizione dal Piano Transizione 5.0, vedendovi un'opportunità concreta per accelerare i propri percorsi di innovazione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Molte associate avevano già avviato la pianificazione (e in diversi casi la realizzazione) di investimenti in beni materiali e immateriali, inclusi impianti per la generazione di energia rinnovabile, contando su un quadro normativo definito e su rassicurazioni istituzionali ricevute nel corso dei mesi precedenti

Roma, 1 aprile 2026 – L’Associazione Italiana Scatolifici (ASI) segue con attenzione l’evoluzione del dibattito sul Decreto fiscale e sulle modifiche al credito d’imposta previste nell’ambito del Piano Transizione 5.0, e coglie l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni la prospettiva delle piccole e medie imprese del settore.

Andrea Mecarozzi (ASI)

 

PIANO TRANSIZIONE 5.0

Il comparto degli scatolifici è composto in larga prevalenza da piccole e medie imprese (Pmi) che negli ultimi anni hanno accolto con favore gli strumenti messi a disposizione dal Piano Transizione 5.0, vedendovi un’opportunità concreta per accelerare i propri percorsi di innovazione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Molte associate avevano già avviato la pianificazione (e in diversi casi la realizzazione) di investimenti in beni materiali e immateriali, inclusi impianti per la generazione di energia rinnovabile, contando su un quadro normativo definito e su rassicurazioni istituzionali ricevute nel corso dei mesi precedenti.

INCENTIVI ACCESSIBILI E PROPORZIONATI

Ad avviso di Andrea Mecarozzi, presidente di ASI, «è importante che nel disegno degli strumenti di agevolazione venga sempre tenuta in debita considerazione la dimensione delle imprese beneficiarie. Un sistema di incentivi efficace per il Paese deve essere accessibile e proporzionato per tutte le imprese, non solo per le più grandi: le Pmi manifatturiere sono parte integrante di filiere strategiche e il loro contributo alla tenuta del sistema produttivo nazionale non può essere dato per scontato. Confidiamo che, nel prosieguo dell’iter parlamentare, si adottino soluzioni atte a garantire la continuità degli investimenti programmati e a salvaguardare l’efficacia delle misure di sostegno per le Pmi, tutelando così il rapporto di fiducia tra imprese e Istituzioni».

DISPONIBILITÀ AL CONFRONTO

«Siamo disponibili a contribuire al confronto istituzionale con dati e testimonianze dirette dal settore – conclude Mecarozzi -, nella convinzione che politiche industriali solide nascano dall’ascolto di chi ogni giorno fa impresa sul territorio». L’Associazione Italiana Scatolifici (ASI), fondata nel 2011 come consorzio privato (CIS) e divenuta in seguito associazione nel 2015, riunisce oggi un centinaio di aziende del settore, per un totale di più di duemila lavoratori impiegati. Essa opera al fine di tutelare e valorizzare il ruolo degli scatolifici nella filiera produttiva nazionale, promuovendo responsabilità sociale d’impresa, innovazione e sostenibilità, dialogando inoltre attivamente con Istituzioni, associazioni di settore e mercati.

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