POLITICA, territori e autonomie. Friuli Venezia Giulia: i venticinque anni della legge di tutela della minoranza slovena

A un quarto di secolo dall’approvazione della Legge n.38/2001 presso la sede della Rappresentanza nella Capitale della Regione Autonoma ha avuto luogo un convegno al quale sono intervenuti protagonisti e testimoni di quell’importante provvedimento normativo che sancì il riconoscimento ufficiale della minoranza slovena in Italia attraverso la transizione da una tutela internazionale a una propriamente giuridica. Si integrò dunque la legislazione in materia allora vigente, cioè la Legge n.482/1999 che, per quanto importante, si esplicava tuttavia mediante un proprio impianto di respiro generale, dunque ancora carente, per quanto concerneva il gruppo linguistico minoritario delle province di Gorizia, Trieste e Udine. A distanza di tutti questi anni il mondo è mutato ulteriormente anche rispetto ad allora e oggi, come ha sottolineato l’ambasciatore della Repubblica di Slovenia presso la Repubblica Italiana, Matiaž Longar, «le relazioni bilaterali tra Lubiana e Roma non sono mai state così buone, seppure si debba sempre tendere a un loro rafforzamento». Dell’evento è di seguito disponibile la registrazione audio integrale (registrazione audio insidertrend.it A777-18MAR26)

Roma, 19 marzo 2026 – L’incontro, che ha avuto luogo ieri nella sede della Rappresentanza nella Capitale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è stato organizzato dall’ambasciatore della Repubblica di Slovenia Matiaž Longar e dal dottor Pelikan di concerto con Tatjana Rojc, senatrice della Repubblica eletta nelle liste del Partito Democratico e appartenente alla minoranza linguistica slovena della provincia di Trieste. È stata anche un’interessante occasione per affrontare l’argomento del decentramento amministrativo.

INCONTRO A ROMA NELLA SEDE DI RAPPRESENTANZA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Nell’avviare la discussione sul tema relativo alla legge di tutela del 2001, ella ha inteso porre alcune premesse: «In questi giorni la Commissione parlamentare per le politiche europee – ha affermato la Rojc -, ha finalmente vagliato anche la Carta europea delle lingue regionali minoritarie che l’Italia ha firmato nel Duemila, ma che ancora non è stata ratificata; l’auspicio è dunque quello che sia la volta buona che si pervenga alla sua ratifica». Tutto origina dall’articolo 6 della Carta costituzionale della Repubblica Italiana, che statuisce che le minoranze linguistiche vadano tutelate con apposite norme, «ebbene – ha sottolineato al riguardo la parlamentare triestina -, abbiamo fortemente voluto questo incontro con personalità che hanno seguito e ancora seguono l’iter delle minoranze».

UN PUNTO DI SVOLTA: IL VARO DELLA LEGGE N.38/2001

Con la promulgazione della Legge n.38/2001 si pervenne al riconoscimento ufficiale della minoranza slovena in Italia attraverso la transizione da una tutela internazionale a una propriamente giuridica. Si integrò dunque la legislazione allora vigente in materia, la n.482/1999 che, per quanto importante, si esplicava tuttavia mediante un proprio impianto di respiro generale, dunque ancora carente, per quanto concerneva il gruppo linguistico minoritario delle province di Gorizia, Trieste e Udine. Infatti, la sua entrata in vigore definì compiutamente la delimitazione dell’ambito territoriale nella quale avrebbe essa stessa trovato applicazione oltreché la cornice degli interventi a tutela della minoranza slovena.

TUTELA DELLA MINORANZA LINGUISTICA SLOVENA  

Fu una vera e propria svolta rispetto al passato, poiché il provvedimento normativo riconobbe direttamente nell’Ordinamento giuridico italiano una tutela vincolante, organica e strutturata della minoranza slovena. Una legge che non pochi definiscono «un modello applicabile» anche altrove in casi del genere, che a cavallo del confine nordorientale e nelle cancellerie di Roma e Lubiana ha contribuito a implementare il percorso di riconciliazione, normalizzando i rapporti tra le due comunità. Un esempio virtuoso, quindi, in grado di fungere da armonioso paradigma ai fini della convivenza tra i differenti gruppi etnico-linguistici, anche in virtù del successivo intervento integrativo della 38 del 2001 da parte della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che legiferò in materia.

LEGGE N.38/2001

Ovviamente, come sovente accade, permangono ancora aperte alcune questioni, che nel caso di specie sono state compiutamente elencate dalla senatrice Rojc nel corso dell’incontro romano (piena rappresentanza e doppio voto, segnaletica bilingue in tutti i territori dove è presente la minoranza, aspetti relativi al sistema scolastico e al conservatorio musicale), comunque quest’anno è stato incrementato il finanziamento alla minoranza, seppure non in misura pari al tasso di inflazione, inoltre, come ha dichiarato l’ambasciatore sloveno Matiaž Longar, «le relazioni bilaterali tra Lubiana e Roma non sono mai state così buone, il dialogo e la collaborazione tra i due Stati è ottimo, questo seppure si debba sempre tendere a un loro rafforzamento».

A777 – POLITICA, TERRITORI E AUTONOMIE: FRIULI VENEZIA GIULIA, i venticinque anni della legge di tutela della minoranza slovena. A un quarto di secolo dall’approvazione della Legge n.38/2001 presso la sede della Rappresentanza nella Capitale della Regione Autonoma ha avuto luogo un convegno al quale sono intervenuti protagonisti e testimoni di quell’importante provvedimento normativo che sancì il riconoscimento ufficiale della minoranza slovena in Italia attraverso la transizione da una tutela internazionale a una propriamente giuridica.
Si integrò dunque la legislazione in materia allora vigente, cioè la Legge n.482/1999 che, per quanto importante, si esplicava tuttavia mediante un proprio impianto di respiro generale, dunque ancora carente, per quanto concerneva il gruppo linguistico minoritario delle province di Gorizia, Trieste e Udine. A distanza di tutti questi anni il mondo è mutato ulteriormente anche rispetto ad allora e oggi, come ha sottolineato l’ambasciatore della Repubblica di Slovenia presso la Repubblica Italiana, Matiaž Longar, «le relazioni bilaterali tra Lubiana e Roma non sono mai state così buone, seppure si debba sempre tendere a un loro rafforzamento». Hanno preso parte al convegno TATJANA ROJC (senatrice della Repubblica, esponente della minoranza linguistica slovena del Friuli Venezia Giulia), MATIAŽ LONGAR (ambasciatore della Repubblica di Slovenia presso lo Stato italiano), BOJAN BREZIGAR (giornalista e politologo, già direttore del quotidiano “Primorski dnevnik”), CARLO GIOVANARDI (già parlamentare della Repubblica), LUIGI SPAGNOLLI (senatore della Repubblica, membro della Commissione parlamentare sulle Autonomie e già sindaco della città di Bolzano Bozen), DOMENICO MORELLI (presidente del Comitato federativo delle lingue minoritarie, CONFEMILI), GIANLUCA RUOTOLO (avvocato, responsabile Dipartimento Cultura del Fogolâr furlan di Roma). (registrazione audio insidertrend.it A777-18MAR26)
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