Roma, 17 marzo 2026 – A ridosso delle votazioni nelle urne per il referendum sulla Giustizia prosegue incandescente la campagna propagandistica dei due fronti, per il «Sì» e per il «no», sovente con cadute di stile e sgradevoli presagi post-referendari. Di seguito pubblichiamo alcune prese di posizioni di alcuni esponenti politici che spesso intervengono dalle colonne del nostro giornale per trattare di argomenti diversi, a seconda delle loro specifiche competenze. Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia, responsabile del Dipartimento lavori pubblici del suo partito politico, in vista del voto al referendum sulla Giustizia incontrerà domani, mercoledì 18 marzo, i cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia che si esprimeranno per il Sì.
CITTADINI STRANIERI: MAZZETTI INCONTRA LA COMUNITÀ ALBANESE
In particolare, all’evento che avrà luogo dalle ore 10:00 alle 12:30 presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari in Via di Campo Marzio 78, parteciperanno alcuni esponenti della comunità albanese in Italia. La Riforma della Giustizia verrà dunque raccontata dalla comunità albanese in Italia: introdurranno la discussione l’Onorevole Mazzetti (che ha promosso l’evento) e Doda Bardhok, segretario e coordinatore del Partito Democratico Albanesi per gli Albanesi in Italia. I saluti istituzionali verranno recati dai capigruppo di Camera e Senato, cioè l’Onorevole Paolo Barelli e il Senatore Maurizio Gasparri, oltre all’Onorevole Alessandro Battilocchio (responsabile dipartimento immigrazione di Forza Italia). Interverranno inoltre gli Onorevoli Giorgio Mulè (vicepresidente della Camera dei Deputati), Enrico Costa, (membro della Commissione parlamentare Giustizia) e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
UN’INIZIATIVA PONTE PER IL «SÌ»
Nel corso del convegno vi saranno testimonianze dirette di cittadini originari dell’Albania. Le conclusioni verranno affidate ad Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Modererà la giornalista Anna La Rosa. «Si tratta di un’iniziativa ponte tra due popoli legati da una storica amicizia e una proficua collaborazione – afferma la Mazzetti -, chi vive, lavora e produce in Italia, ed è il caso della nutrita comunità albanese che ha saputo integrarsi, è bene che si esprima e contribuisca al cambiamento in meglio del Paese, prendendo la parola e dicendo apertamente, da cittadino libero, perché occorre votare Sì». Sull’altro fronte referendario, invece, registriamo l’iniziativa assunta dai capigruppo di maggioranza all’Assemblea capitolina, che dal Campidoglio si sposteranno a Piazza del Popolo per partecipare alla manifestazione di chiusura della campagna referendaria per il «No» alla riforma costituzionale sulla Giustizia.
ROMA SI PREPARA ALLA MANIFESTAZIONE DI PIAZZA DEL POPOLO
L’appuntamento è una iniziativa del Comitato della società civile per il NO è stato fissato anch’esso per domani, mercoledì 18 marzo, ma nel pomeriggio a partire dalle ore 17:00. Siamo ormai a pochi giorni dalla consultazione referendaria del 22 e 23 marzo e questa mobilitazione segue l’incontro pubblico che ha avuto luogo ieri in Campidoglio nella Sala della Protomoteca, C’è chi dice No: difendiamo la nostra Costituzione, evento promosso appunto dai gruppi di maggioranza dell’Assemblea capitolina (Valeria Baglio del Partito Democratico, Giorgio Trabucco della Lista Civica Gualtieri, Giovanni Caudo di Roma Futura, Alessandro Luparelli di Sinistra Civica Ecologista, Ferdinando Bonessio di Europa Verde, Sandro Petrolati di Demos e la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli), svoltosi alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e di numerosi esponenti del mondo istituzionale, accademico e sindacale.
INIZIATIVE DEL COMITATO SOCIETÀ CIVILE PER IL «NO»
«Domani saremo in piazza a sostegno del “No” – dichiarano in una nota i capigruppo di maggioranza in Campidoglio -, insieme al sindaco Gualtieri, e invitiamo tutte e tutti a partecipare. È indispensabile una mobilitazione ampia contro una riforma sbagliata, che rischia di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato e di incidere sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura. Non riduce i tempi della giustizia, non rafforza i tribunali e non dà risposte concrete ai cittadini. Mettere in discussione questi principi significa indebolire la nostra democrazia: per questo continueremo a sostenere con convinzione il No e saremo domani in piazza, insieme a tante cittadine e cittadini».



