Gerusalemme, 17 marzo 2026 – Le forze armate israeliane hanno reso noto di aver ucciso Gholamreza Soleimani, comandante delle unità paramilitari iraniane Basij, forza di sicurezza del regime teocratico formata da volontari e affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC).
ALTRI CADAVERI ECCELLENTI A TEHERAN
Gli apparati di intelligence e l’aviazione militare dello Stato ebraico hanno eliminato anche un’altra importante personalità della Repubblica Islamica, Ali Larijani, figura centrale del potere a Teheran e attuale segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, considerato tra gli uomini più influenti del sistema dopo la guida suprema Mojtaba Khamenei. Il «fine negoziatore», che parlava in un inglese fluente da fare invidia a un professore di Cambridge, è stato ucciso nel corso della notte, mentre in Iran si celebrava il Laylat al Qadr, uno dei momenti più sacri del Ramadan. Poche ore prima della sua morte aveva diffuso un messaggio al mondo musulmano esortandolo a sostenere l’Iran nel confronto con Israele e gli Stati Uniti d’America.
ELIMINATA UNA FIGURA CHIAVE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA
Larijani, che ha combattuto nei ranghi dei pasdaran durante la guerra contro l’Iraq di Saddam, è stato per oltre quattro decenni uno degli uomini chiave della Repubblica Islamica dell’Iran. Ministro della Cultura, capo della radiotelevisione di Stato, presidente del Parlamento per tre mandati e negoziatore sul dossier nucleare, ha incarnato la continuità del sistema iraniano tra ideologia, sicurezza e gestione politica. Nel 2013 si sarebbe recato più volte segretamente negli Stati Uniti d’America per avviare contatti preliminari con l’amministrazione presieduta da Barak Obama, aprendo la strada ai successivi negoziati sul nucleare iraniano, poi formalizzati con l’accordo del 2015. Era nato nel 1957 a Najaf, in Iraq, da una famiglia religiosa originaria di Amol.



