SPETTACOLO, La storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni

Rappresentazione liberamente ispirata al romanzo di Elsa Morante, per la regia Fausto Cabra; con Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa; in scena al Teatro Vascello di Roma dal 12 al 22 marzo 2026

Roma, 6 marzo 2026 – La Storia è stato spesso tacciato di essere un romanzo cupo, negativo, persino disperato nella sua denuncia dello scandalo che dura da diecimila anni. A ben vedere questo capolavoro è invece un’opera straordinariamente vitale e commovente, venata anche di comicità̀ e leggerezza, della “vita nonostante tutto”.

LA STORIA

La storia è, infatti, innervata di una potente sottotrama che si può̀ sintetizzare con le parole del giovane Nino: «Loro nun lo sanno, a mà, quant’è bella la vita». Da queste riflessioni e da un profondo comune amore verso il romanzo scaturisce il sodalizio artistico che vede Fausto Cabra, attore e regista tra i più̀ talentuosi del teatro italiano, scrivere a quattro mani con Marco Archetti una drammaturgia liberamente ispirata all’opera morantiana, e dirigere tre attori di grandissima bravura – Franca Penone, Francesco Sferrazza Papa e Alberto Onofrietti – in un progetto che vuole attraversare e riscoprire la vicenda di Ida, Nino e del piccolo Useppe. Lo spettacolo non ha la pretesa di sostituirsi o esaurire l’immensa ricchezza del romanzo; vorrebbe invece – con delicatezza ed umiltà̀ – mettersi in ascolto assieme agli spettatori delle molteplici meraviglie che quest’opera custodisce, suddividendo la sua complessa e umanissima materia in due parti, una “in tempo di guerra” e una “in tempo di pace”. Per provare a tracciare le coordinate di un’opera necessaria nel suo rivelare le forze motrici e distruttrici delle cose, e immensamente coraggiosa nel celebrare la vita quando racconta la morte, e la morte quando racconta la vita.

UN CAPOLAVORO ASSOLUTO DEL NOVECENTO

Note di regia di Fausto Cabra – La Storia è quella narrazione collettiva che si scrive sulla carne degli ultimi. Una grande macchina artificiale determinata dagli uomini (ma allo stesso tempo sovraumana e disumana) di cui gli uomini hanno perso il controllo, facendola assurgere a surrogato del fato o del destino. Le penne della Storia scrivono implacabilmente e senza sosta, determinando il corso delle piccole storie dalla «s» minuscola, fragili traiettorie di quella brulicante umanità che si agita ai suoi piedi. La Storia ne indirizza il corso e, spesso, ne stritola la sostanza viva tra i suoi spietati ingranaggi. Da questa dialettica nasce il nostro spettacolo, che usa come assi generatori proprio la scrittura, da un lato, e la lettura, dall’altro. La Storia scrive, si, con le sue penne meccaniche sulla carne viva degli ultimi, ma scrive anche Elsa Morante la piccola storia di Nino, Useppe e Ida. E, in scena, una donna di oggi, rileggendo il romanzo, capolavoro assoluto del Novecento europeo, ricrea nella mente il suo personale attraversamento di quelle vicende.

INESAURIBILE SCRIGNO DI UMANITÀ

Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro, anzi: sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro. Il nostro lavoro, infatti, non può che offrirsi, onestamente, come uno dei mille viaggi possibili all’interno di questo inesauribile scrigno di umanità. Così, nello spettacolo, il romanzo stesso è protagonista, perché abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge. Abbiamo cioè provato a rendere tridimensionale la lettura, con la sua libertà e coesistenza di piani e punti di vista, con l’agilità di cambi spaziali e temporali. Insomma, abbiamo cercato di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura. L’altra via d’accesso che abbiamo utilizzato nell’allestimento vuole mettere a contatto una dimensione estremamente macchinosa e razionale con l’immensa umanità e fragilità delle creature raccontate dalla Morante. In questo senso, lo spettacolo vuole anche essere un omaggio a due Maestri della scena italiana: Luca Ronconi con le sue lucide architetture e vivisezioni analitiche, e Carlo Cecchi con la sua caotica e turbinosa umanità imbevuta di qui e ora.

LA MACCHINA TEATRALE BEN ESPLICITATA

Abbiamo voluto dunque che la macchina teatrale fosse esplicitata e ben riconoscibile. Il complesso disegno luci e il progetto sonoro danno vita a un impianto scenico che diventa vero coprotagonista, perché la grande Storia è un enorme marchingegno artificiale, contemporaneamente scritto e subìto dagli uomini, deus ex machina autoproclamato che fa di noi ciò che vuole. Salvo poi essere continuamente relativizzato, quasi ridicolizzato, da una sfera naturale a esso ancora superiore, un colossale involucro vivente fatto di piante, animali e meccaniche celesti tanto immani da far impallidire la misera Storia degli Uomini. Il romanzo di Elsa Morante rivela questo paradossale gioco di scatole cinesi: le piccole storie degli individui sono contenute nella Grande Storia che tutti formiamo stando insieme; ed essa a sua volta è contenuta nella Grande sfera naturale, atemporale e universale. E tutto ciò è ri-contenuto in un bimbetto di nome Useppe, finito in quanto infinito, infinitesimale in quanto divino, vittima in quanto supremo creatore. Un «essere minimo» che sente e comprende il linguaggio misterico di uccellini, cani, gatti, alberi, radure e cicli solari.

GRANDE SFERA NATURALE, ATEMPORALE E UNIVERSALE

Al romanzo, scomodo ieri come oggi, si è rimproverato di non dare risposte. Non ci sono ideologie che possano indicare una via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. Non c’è modo sicuro per distinguere davvero il carnefice dalla vittima. L’oscuro è mischiato continuamente con il luminoso, e la vita è celebrata proprio nel momento in cui più ci si immerge nella sua fine. Questa suprema contraddizione è il grande “scandalo” che Morante svela implacabile. ln questo noi riconosciamo il supremo valore politico di questo testo, che ci pone continuamente davanti alla complessità del reale. Non c’è semplificazione possibile. Sembra dire: ecco la Storia nuda per quello che è. Non c’è l’auspicata fine della Storia, non ci sono vie d’uscita, né personali, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibile, viene da pensare leggendo, è proprio quella commozione, quella cruda compassione che lo stesso romanzo genera nel lettore. Un seme di umanità? Un sentimento primario, mai compiaciuto, che malgrado l’orrore rivela l’amore per la vita stessa e per questa bistrattata umanità: «Loro nun lo sanno, a ma’, quant’è bella la vita». Questo seme di comunione che il romanzo pianta in noi non si sa cosa sia, probabilmente è un fiore e non un’erbaccia.

UNO SCANDALO CHE DURA DA DIECIMILA ANNI

La storia: uno scandalo che dura da diecimila anni. Rappresentazione liberamente ispirata al romanzo di Elsa Morante, edito per i tipi di Einaudi; spettacolo in cartellone dal 12 al 22 marzo 2026 dal martedì al venerdì alle ore 21:00, il sabato alle ore 19:00 e la domenica alle ore 17:00; debutto giovedì 12 marzo alle ore 21:00, matinée venerdì 13 e 20 marzo alle ore 10:30 (20 marzo sold out);

drammaturgia di Marco Archetti; regia di Fausto Cabra; con Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa; scene e costumi di Roberta Monopoli; drammaturgia del suono di Mimosa Campironi; luci di Marco Renica e Fausto Cabra; video di Giulio Cavallini; regista assistente: Anna Leopaldo; consulenza movimenti scenici: Marco Angelilli; produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival, Centro Teatrale Bresciano; durata: un’ora e cinquanta minuti.

https://youtu.be/AJwRfdfDXBM

https://www.youtube.com/shorts/AQx4qCrQMpc

INFO

Teatro Vascello: Via Giacinto Carini 78 Roma,

+39065881021,

+39065898031,

le card libere a sei spettacoli e le card love saranno valide fino al 24 maggio 2026, ultima replica dell’ultimo spettacolo in cartellone; abbonamenti e card sono nominativi ma cedibili,

card libera (sei spettacoli a scelta su tutta la programmazione): acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-libera-6-spettacoli/268840

card love (due spettacoli a scelta su tutta la programmazione per due persone quattro ingressi): acquista on line https://www.vivaticket.com/it/ticket/card-love-2-spettacoli-per-2-persone-4-ingressi/268841

promozioneteatrovascello@gmail.com,

promozione@teatrovascello.it.

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