IRAN, guerra. Teheran colpita duramente misura le proprie prospettive e tratta?

Gli agenti dei servizi segreti della Repubblica Islamica avrebbero contattato la Central Intelligence Agency statunitense allo scopo di avviare colloqui per porre fine alla guerra

Langley, 4 marzo 2026 – Mentre il Senato degli Stati Uniti d’America si avvia a votare la decisione del presidente Donald Trump relativa alla guerra contro la Repubblica Islamica dell’Iran, che di fatto è una risoluzione sui poteri di guerra della Casa Bianca, il quotidiano newyorkese “New York Times” fa trapelare la notizia relativa ad avvenuti contatti tra alcuni agenti dell’intelligence di Teheran e i servizi segreti statunitensi allo scopo di «avviare colloqui per far cessare la guerra».

LOTTA DI LUNGA DURATA?

Gli iraniani avrebbero manifestato questa loro disponibilità rivolgendosi alla Central Intelligence Agency (CIA), un’offerta fatta pervenire a Langley per il tramite dell’agenzia di spionaggio di uno Stato del quale non è stato rivelato alcunché. Al riguardo, il quotidiano newyorkese ha citato quale fonte dei «funzionari mediorientali» e di «uno Stato occidentale», che avrebbero rivelato la notizia a condizione di mantenere l’anonimato. Al momento né la Casa Bianca né la CIA hanno confermato la disponibilità iraniana a trattare, mentre, almeno ufficialmente, negli ambienti dei funzionari a Washington si riscontra invece scetticismo riguardo a un’attuale idoneità dell’Iran o dell’amministrazione Trump a uscire dal conflitto, almeno nel breve termine.

DIPLOMAZIA SEGRETA E DICHIARAZIONI PUBBLICHE

Allo specifico riguardo va rilevato che ieri, a Ginevra, l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite aveva escluso al momento qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti d’America, a pochi giorni dai primi letali attacchi congiunti delle forze armate di Washington e Gerusalemme contro la Repubblica Islamica e la sua leadership. Sempre nella giornata di ieri, il presidente americano Donald Trump aveva dichiarato che Teheran «voleva parlare, ma che era troppo tardi, poiché gli Stati Uniti avrebbero continuato le loro operazioni militari contro l’Iran».

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