Roma, 4 marzo 2026 – Si tratta di un passo importante ai fini del miglioramento delle attività di demolizione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, che toglierà gradualmente dalla strada più di un milione e mezzo di veicoli ormai abbandonati, alimentando i flussi dell’economia circolare nel Paese e decongestionando al contempo le città.

NECESSARI PROTOCOLLI CONDIVISI
«Adesso occorrono protocolli condivisi a livello nazionale che rendano questa buona legge concretamente operativa», ha commentato al riguardo Anselmo Calò, presidente dell’Associazione demolitori autoveicoli (ADA), che aderisce ad Assoambiente. Egli si è espresso in occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova legge concernente la radiazione e la demolizione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, incontro che ha avuto luogo recentemente presso la Sala Stampa della Camera dai Deputati e che ha visto, tra gli altri, la partecipazione dei promotori del disegno di legge, i parlamentari Gaetana Russo e Fabio Raimondo. La legge è entrata in vigore lo scorso 20 febbraio.
UNA NUOVA LEGGE IN MATERIA
Calò, nel corso del suo intervento alla Camera, ha indicato come «con la nuova normativa si semplificherà la rottamazione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, previo riconoscimento dell’inutizzabilità del mezzo». E proprio il tema relativo all’inutizzabilità dell’automezzo risulta centrale alla concreta applicazione della legge, «poiché – aggiunge presidente di ADA – si rende necessario precisare che il concetto non è affatto vago, bensì va inteso nel suo senso più ampio: cioè bisogna evitare che per eccesso di prudenza qualche amministrazione decida di applicare in maniera restrittiva la norma. Servono quindi linee guida chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, dato che in assenza di strumenti applicativi rischiamo di avere una buona legge che però non sarà pienamente utilizzabile dai cittadini».
EVITARE LE GABBIE PROCEDURALI
«Ecco perché – ha concluso Calò – va avviato un tavolo di lavoro tra gli stakeholder pubblici, quindi Ministero dell’Interno, prefetture e comuni, Anci e Aci Pra, unitamente agli operatori della rottamazione, in modo da definire un vademecum attuativo ed evitare che i benefici del nuovo regime restino ingabbiati in procedure complesse, che vanificano lo spirito della legge».


