Kabul, 27 febbraio 2026 – È ormai guerra aperta tra Afghanistan e Pakistan. Nella notte e fino all’alba di stamani i velivoli dell’aeronautica militare di Islamabad hanno bombardato le principali città dell’Emirato Islamico il cui territorio è in parte governato dai talebani, inclusa la capitale Kabul e Kandahar, quest’ultima città sede del leader supremo talebano Hibatullah Akhundzada.
GUERRA APERTA TRA AFGHANISTAN E PAKISTAN
A usare pubblicamente questa precisa espressione, «ora è guerra aperta tra noi e voi», è stato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif, che in una propria dichiarazione ha aggiunto che i due paesi tra loro confinanti provengono da mesi di scontri serrati. Si tratta del bombardamento pakistano più massiccio della capitale afghana finora verificatosi da quando i talebani hanno riassunto il potere nel 2021 a seguito del ritiro americano dal Paese. Le forze aeree di Islamabad sono intervenute dopo che nella serata di giovedì scorso gli afghani avevano attaccato alcune postazioni delle truppe di frontiera pakistane in rappresaglia per i precedenti attacchi aerei subiti dall’Emirato Islamico.
L’ESCALATION
È una escalation che si è andata aggravando negli ultimi mesi con il progressivo peggioramento delle relazioni bilaterali. Una situazione che si è andata aggravando dal mese di ottobre, quando a seguito di sanguinosi combattimenti che avevano provocato la morte più di settanta persone in entrambi gli schieramenti, i valichi di frontiera terrestri erano stati in gran parte chiusi. Islamabad accusa Kabul di non aver preso adeguate misure di contenimento delle formazioni armate che compiono attacchi in Pakistan, aspetto che però i talebani negano. La maggior parte degli attacchi terroristici era stata rivendicata dal Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP), gruppo jihadista ritenuto responsabile dell’intensificazione delle azioni terroristiche, che ha iniziato a colpire il Pakistan da quando i talebani afghani sono tornati al potere a Kabul. Inoltre, vanno considerati i recenti attacchi pakistani nelle province di Nangarhar e Paktika, a seguito dei quali, secondo i dati forniti dalla missione delle Nazioni Unite in Afghanistan, avrebbero perso la vita almeno tredici civili.
ROTTO IL CESSATE IL FUOCO
Gli analisti ritengono che gli strike dell’aviazione pakistana costituiscano una significativa e pericolosa escalation rispetto agli scontri verificatisi in precedenza, poiché Islamabad, oltre ai terroristi del TTP, sta attaccando direttamente il regime talebano. Dopo un iniziale cessate il fuoco mediato dal Qatar e dalla Turchia, si sono susseguiti diversi negoziati tra Afghanistan e Pakistan, tuttavia senza esiti significativi. A seguito delle ripetute violazioni della tregua iniziale, l’Arabia Saudita era intervenuta mediando per il rilascio di tre militari pakistani fatto prigionieri dagli afghani nel mese di ottobre. Dal canto suo, l’Iran, che condivide una lunga porzione dei propri confini orientale con Afghanistan e Pakistan (province del Khorasan), si è offerto di mediare, mentre si registrava il contestuale intervento dei sauditi e della Repubblica popolare cinese ai fini di una composizione della controversia.
LE DIVERSE FORMAZIONI TERRORISTICHE JIHADISTE ATTIVE
Non sono soltanto gli attacchi armati lungo la frontiera e nelle zone a ridosso di essa a rendere fosco il quadro, poiché oltre alle operazioni militari e alle azioni perpetrate dal TTP, negli ultimi mesi sono stati registrati una serie di attentati suicidi mortali sia in Pakistan che Afghanistan, incluso un attacco suicida e rivendicato da Islamic State (IS) a una moschea sciita di Islamabad, che ha provocato la morte di più di quaranta persone. A questi si aggiungono quelli compiuti dall’ISIS-Khorasan, che ha tra l’altro rivendicato un attentato suicida compiuto in un ristorante di Kabul il mese scorso.



