Astana, 26 febbraio 2026 – Kazakhstan e Regno Unito hanno raggiunto un accordo di partenariato strategico nel settore dei minerali critici della durata biennale (fino al 2027) che contempla anche un memorandum per l’apertura di un campus universitario ad Almaty. Lo ha reso noto oggi il Ministero degli Esteri del Paese centrasiatico, che ha specificato come l’intesa sia stata formalizzata a Londra nel corso della visita ufficiale compiuta dal ministro degli Esteri kazako Yermek Kosherbayev, che ha partecipato a una tavola rotonda assieme ai rappresentanti della comunità imprenditoriale britannica.
ACCORDO FORMALIZZATO A LONDRA
Per la parte britannica erano presenti, tra gli altri, Chris Bryant (ministro ad interim per il Commercio e co-presidente della Commissione intergovernativa tra i due Stati su commercio, economia, scienza, tecnica e cultura), Rupert Goodman (presidente della British-Kazakh Society), i dirigenti di importanti società attive nello specifico settore, quali British petroleum (BP), Standard Chartered, London Stock Exchange Group e UK Export Finance, oltre ai rappresentanti di Coventry University e Cardiff University. Al centro dei colloqui sono state poste le prospettive di espansione di questo partenariato commerciale, economico e degli investimenti, con una particolare attenzione focalizzata sulla cooperazione nel settore dei minerali critici e delle terre rare. Allo specifico riguardo, Kosherbayev ha sottolineato che «nel quadro delle riforme istituzionali in corso in Kazakhstan, si proseguirà nell’azione di rafforzamento della protezione degli investitori, offrendo incentivi fiscali mirati».
RIFORME, AGEVOLAZIONI FISCALI E INVESTIMENTI
Rivolgendosi agli interlocutori britannici, il ministro kazako ha quindi aggiunto che il suo paese permarrà fermamente impegnato a garantire che i loro investimenti generino rendimenti di lungo periodo, «sostenuti da stabilità politica, da un clima imprenditoriale favorevole e da sforzi costanti al fine di sbloccare nuove opportunità nella nostra economia». Kosherbayev ha altresì illustrato i risultati economici conseguiti negli ultimi venticinque anni dal Kazakistan, evidenziando in particolare la crescita media annua reale del 5,7 per cento. Sulla base degli gli ultimi dati pubblicati dal Fondo monetario internazionale, il prodotto interno lordo nominale del Paese centrasiatico supera i trecento miliardi di dollari, cifra che colloca il Kazakhstan tra le prime cinquanta economie mondiali, essendo inoltre destinatario di oltre il 60% dei flussi di investimenti diretti esteri diretti verso l’Asia centrale, un risultato che ne fa un hub economico regionale.
I TERMINI DEL PARTENARIATO
Chris Bryant ha dal canto suo inteso evidenziare il successo degli investitori britannici in Kazakistan, esprimendo disponibilità a far progredire la cooperazione bilaterale attraverso lo sviluppo di progetti incentrati sull’economia verde, le terre rare, i trasporti, l’istruzione e sui settori Ai-It, sottolineando come tali iniziative contribuiscano «a diversificare le catene di approvvigionamento dei materiali critici sui mercati internazionali». Al termine dell’evento le parti hanno firmato la Roadmap Kazakhstan-Regno Unito sul partenariato strategico nel campo dei minerali critici, che avrà vigore fino al 2027,oltre a un memorandum tra Coventry University e Coventry University Kazakhstan concernente l’ampliamento del rapporto di partenariato e l’apertura di un campus con licenza ad Almaty.
PRESENZA BRITANNICA IN KAZAKISTAN
È stato infine annunciato il rafforzamento della presenza di istituzioni educative britanniche nel Paese centrasiatico mediante l’apertura della Charterhouse School ad Almaty, l’avvio delle attività di un centro di intelligenza artificiale della Cardiff University e di un nuovo campus della Heriot-Watt University ad Aktobe, nel Kazakhstan occidentale. Il Regno Unito è tra i primi dieci maggiori investitori nell’economia kazakha, con 723,7 milioni di dollari nel 2024 e 471,5 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2025.


