Roma, 25 febbraio 2026 – La regione artica è sempre più al centro dell’agenda internazionale, stretta tra le sfide ambientali e geopolitiche poste dagli effetti del riscaldamento globale da un lato e dalle nuove opportunità economiche che si pongono dall’altro, fattori che alimentano anche le tensioni sul piano militare.
L’ITALIA NELL’ARTICO: UNA NUOVA STRATEGIA NAZIONALE
In tale contesto l’Italia ha recentemente presentato la propria nuova Strategia artica nazionale, appunto la Politica artica italiana. L’Italia e l’Artico: i valori della cooperazione in una regione in rapida trasformazione è stato il titolo e la traccia della qualificata discussione che ha avuto luogo lo scorso 24 febbraio presso la Sala Altiero Spinelli dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), una occasione, partendo dalla presentazione della citata Strategia nazionale, per esaminare le modalità attraverso le quali il Paese potrà proseguire nell’opera di rafforzamento del proprio ruolo di partner nello scenario internazionale, promuovendo soluzioni sostenibili nell’ambito del «Grande Nord», laddove si intrecciano sicurezza, sostenibilità e governance multilaterale.
SEI GRUPPI DI LAVORO
Al riguardo va rilevato come la Repubblica Italiana partecipi già, in qualità di paese osservatore, all’Artic Council, consesso articolato in sei gruppi di lavoro, che attualmente costituisce un punto di riferimento anche a causa dello scarso interesse politico alla creazione di nuove strutture dedicate. Ebbene, tra questi sei gruppi di lavoro è stata concentrata particolare attenzione a quelli impegnati sull’ambiente, sulla ricerca scientifica (riguardo alla quale si lamenta l’inadeguatezza dei finanziamenti a fronte degli elevati costi logistici, infrastrutture che impongono elevati costi di mantenimento, pari al 70% del totale, tenuto presente che l’Artico è un territorio chiave ai fini del calcolo dell’accelerazione climatica) e sulla Difesa. Per quanto concerne quest’ultima materia, che nel nuovo documento strategico assume una dimensione rilevante, è attivo un Comitato interforze facente capo allo Stato Maggiore della Difesa.
DIFESA: IL COMITATO INTERFORZE
Il Comitato interforze si pone dunque quale interlocutore unico, evitando così moltiplicazioni e dispersioni di risorse ed energie, uno strumento in grado di facilitare le sinergie e rendere maggiormente fluido l’interfacciamento con i diversi portatori di interessi (stakeholder). Oggi – si sottolinea – lo strumento difensivo italiano in Artico opera principalmente in supporto alla ricerca scientifica, attività posta in essere, tuttavia, in un contesto caratterizzato dai mutamenti climatici che imprimono a loro volta dinamiche alla geopolitica. Infatti, in quello specifico scenario si va sempre più accentuando la competizione tra i vari attori globali, e in tema sarà sufficiente evocare la Federazione Russa e le politiche del presidente statunitense Donald Trump.
MAGGIORE PRESENZA E SORVEGLIANZA
Nel primo caso, sarà di interesse accennare al mutamento di postura di Mosca, che sulle ghiacciate acque dell’Artico si affaccia con la propria lunga fascia costiera, essa è intervenuta rimodulando i propri comandi militari e ovviamente presidia e pratica quelle rotte, continuando a fronteggiarsi con la NATO. Le feluche (ma anche qualche elemento apicale della Difesa), tradizionalmente e saggiamente inclini ad abbassare i toni, ricorrono a un eloquio appropriato alla situazione, optando nel caso di specie per una narrativa più opportuna e riferendosi di risulta alle operazioni NATO in Artico come a una «maggiore presenza e sorveglianza» piuttosto che a una «deterrenza» nei confronti dei russi. E l’Italia? Che della NATO è un membro di notevole peso? In una fase di conclamata attenzione sul settore nordorientale dello schieramento, Roma deve bilanciarsi, sorvegliando certamente il Mediterraneo e i Balcani, mantenendo in ogni caso delle capacità in Artico.
https://www.iai.it/it/pubblicazioni/c41/geopolitical-and-geoeconomic-aspects-italys-arctic-strategy
A772 – STRATEGIA, ARTICO: L’TALIA E LA NUOVA FRONTIERA, PRESENTATE ALLO IAI LE LINEE GUIDA DELL’IMPEGNO NAZIONALE. Una regione di estremo interesse per diverse ragioni, non ultima quella dell’approvvigionamento di materie prime critiche: di esse, trentuno delle trentaquattro individuate dall’Unione europea si trovano in Artico.
Platino, palladio, nickel in particolare, potrebbero contribuire alla stabilizzazione di catene del valore durature. Allo scopo, in questo strategico ambito il Paese coopera con società private ed enti di Canada, Norvegia, Svezia e Danimarca. Intanto, proseguono gli sforzi profusi nella ricerca scientifica condotta in loco, questo mentre lo scenario diviene sempre più mutevole a causa dei contrasti tra i principali attori globali. La NATO mantiene dunque la sua presenza e, con essa, assetti delle Forze armate italiane. Nel frattempo, a Roma è stato presentata la nuova strategia nazionale artica, i cui fondamenti sono stati discussi nel pomeriggio del 24 febbraio 2026 nel corso di un evento che ha avuto luogo nella Capitale presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI). Sono intervenuti MICHELE VALENSISE (presidente dell’Istituto Affari Internazionali), AGOSTINO PINNA (inviato speciale per l’Artico del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale), NICOLETTA PIROZZI (responsabile per l’Istituto Affari Internazionali del Programma UE, politica e Istituzioni), FRANCESCO PETRACCHINI (direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche), CARLO DI SOMMA (generale dell’Esercito italiano, presidente del Comitato di indirizzo interforze per l’Ambiente artico, Sub artico e Antartide), LUCA CINCIRIPINI (ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali).
A092 – ARTICO, GEOPOLITICA: ESTREMO NORD, DI CHI È L’ARTICO? Presentazione del volume di Limes Nº1/2019 “La febbre dell’artico”, dibattito organizzato dalla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) a Roma, presso il Salone delle Conferenze della SIOI, il 7 febbraio 2019.
Introduzione di FRANCO FRATTINI (presidente della SIOI), interventi di: FRANCO PETRONI (responsabile Artico di Limes), MARGIT F. TVEITEN (ambasciatore del Regno di Norvegia), JANNE TAALAS (ambasciatore della Repubblica di Finlandia).
Argomenti trattati: Vertice ministeriale di Trømso: l’Italia è in paese osservatore in Artico; Consiglio Artico: cooperazione su tematiche sensibili; Usa, diversi approcci alla regione artica da parte delle varie amministrazioni avvicendatesi alla Casa Bianca, Obama prima e Trump dopo: tutte si sono sempre poste il limite della sostenibilità dello sfruttamento delle risorse del territorio; vulnerabilità dell’ambiente; Islanda, polemiche sollevate riguardo alle massicce concessioni relative allo sfruttamento delle risorse minerarie del sottosuolo: calotta permafrost poste a rischio; innalzamento della temperatura media terrestre: dubbi e verità riguardo alla narrazione che inquadra il fenomeno prevedendo delle conseguenze catastrofiche indotte dallo sfruttamento spinto delle risorse e dalle tensioni derivanti dagli interessi dei vari attori locali; inquadramento geopolitico, gli interessi e le strategie delle grandi potenze: Russia, Cina e Usa; Cina Popolare, paese che ha maggiormente investito negli ultimi anni nella regione polare: l’Artico è una regione del globo non pienamente regolata, quindi “aperta” allo sfruttamento soprattutto nell’open sea (il mare aperto); Cina Popolare, obiettivo: esercizio di influenza nella fase di scrittura delle regole in Artico; Groenlandia, influenze asiatiche (Cina e Russia) e ipotesi di un’annessione da parte degli Usa; Usa «privi di mentalità artica»; difficile eventualità di un conflitto per l’Artico seppure la NATO vi rivolga sempre più le attenzioni; Artico, tutti contro tutti per accaparrarsene le risorse: ma risponde davvero alla realtà questo tipo di narrazione, oppure prevale lo spirito di cooperazione?
Pesca del merluzzo: rapporti di cooperazione tra Norvegia e Russia fin dagli anni Settanta; 2010, accordo sulle delimitazioni marittime stipulato di quaranta anni di trattative tra Oslo e Mosca: grazie a esso diviene ora possibile la collaborazione anche in materia di rilevazioni sismiche e lo sfruttamento in comune dei giacimenti di materie prime energetiche transfrontalieri; Cina Popolare, 30 ottobre 2018: accordo con nove paesi sulla pesca in Artico; Finlandia e Artico: rotte aeree intra-euroasiatiche e nuove vie della seta, sia di superficie che cablate sul fondale marino; Consiglio Artico, prossima presidenza finlandese; Finlandia «paese artico»; elementi di tensione: destabilizzazione nel Baltico, tuttavia senza riflessi evidenti sulla regione artica; Accordo di Parigi e obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu nell’Agenda 2020: tutela dell’ambiente e problemi climatici; tuttavia, le attuali tensioni a livello internazionale rendono poco probabile che nei prossimi mesi abbia luogo una sessione del Consiglio Artico; cooperazione in campo meteorologico e cooperazione per la pace; Eni ed Enel, investimenti nell’Artico e prospettive; le attività militari russe.
Ascolta gli audio allegati:
- A772 – STRATEGIA, ARTICO: L’TALIA E LA NUOVA FRONTIERA, PRESENTATE ALLO IAI LE LINEE GUIDA DELL’IMPEGNO NAZIONALE. Una regione di estremo interesse per diverse ragioni, non ultima quella dell’approvvigionamento di materie prime critiche: di esse, trentuno delle trentaquattro individuate dall’Unione europea si trovano in Artico. Platino, palladio, nickel in particolare, potrebbero contribuire alla stabilizzazione di catene del valore durature. Allo scopo, in questo strategico ambito il Paese coopera con società private ed enti di Canada, Norvegia, Svezia e Danimarca. Intanto, proseguono gli sforzi profusi nella ricerca scientifica condotta in loco, questo mentre lo scenario diviene sempre più mutevole a causa dei contrasti tra i principali attori globali. La NATO mantiene dunque la sua presenza e, con essa, assetti delle Forze armate italiane. Nel frattempo, a Roma è stato presentata la nuova strategia nazionale artica, i cui fondamenti sono stati discussi nel pomeriggio del 24 febbraio 2026 nel corso di un evento che ha avuto luogo nella Capitale presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI). Sono intervenuti MICHELE VALENSISE (presidente dell’Istituto Affari Internazionali), AGOSTINO PINNA (inviato speciale per l’Artico del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale), NICOLETTA PIROZZI (responsabile per l’Istituto Affari Internazionali del Programma UE, politica e Istituzioni), FRANCESCO PETRACCHINI (direttore del Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie dell’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche), CARLO DI SOMMA (generale dell’Esercito italiano, presidente del Comitato di indirizzo interforze per l’Ambiente artico, Sub artico e Antartide), LUCA CINCIRIPINI (ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali)
- A092 – ARTICO, GEOPOLITICA. Estremo Nord: di chi è l’Artico? Presentazione del volume di Limes Nº1/2019 “La febbre dell’Artico”, dibattito organizzato dalla SIOI a Roma il 7 febbraio 2019.



