SALUTE, tecnologia e progresso. Intelligenza artificiale: la farmaceutica disegna il suo futuro

Questa la tematica al centro dei lavori del LXV simposio dell’Associazione farmaceutici dell’industria (AFI). Bruno: «Oltre la metà delle grandi aziende ricorre all’IA stabilmente, mentre il 16% ha già integrato la tecnologia nei processi». Nel corso dell’evento a Milano sono stati anche assegnati i Premi Alessandro Rigamonti a dieci giovani ricercatori

Milano, 26 febbraio 2026 – Le grandi imprese del settore hanno già scelto: l’Intelligenza Artificiale per la maggior parte di loro fa parte degli strumenti e delle strategie che determinano il percorso e condizionano le scelte. A come il settore si stia preparando a questa trasformazione, l’Associazione Farmaceutici dell’Industria (AFI) dedica il suo LXV simposio, in programma a Rimini dal 10 al 12 giugno 2026, l’industria della salute nel tempo dell’intelligenza artificiale.

INDUSTRIA DELLA SALUTE AL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Un’anteprima di temi, opportunità e protagonisti è stata offerta durante l’evento il 24 febbraio promosso da AFI, che ha avuto luogo a Milano nella sede locale della Fondazione Istituto dei ciechi. La serata è stata occasione per illustrare le direttrici scientifiche dell’appuntamento di giugno, in cui l’IA sarà analizzata come il motore trainante della ricerca, della produzione e della distribuzione farmaceutica moderna. Con oltre centoventi aziende già confermate nell’area espositiva e la presenza di numerosi corner istituzionali, il simposio AFI si conferma il cuore del dibattito dell’industria farmaceutica italiana, che unisce la solidità della tradizione manifatturiera alle sfide della transizione digitale e della sostenibilità ambientale. Il programma scientifico delineato per il simposio esplora l’intero ciclo di vita del farmaco: dalla scoperta di nuove molecole fino alla valutazione regolatoria.

EFFETTI DELL’APPLICAZIONE DELL’UE AI ACT

La piena applicazione del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) – prevista per l’agosto 2026, impegnerà le aziende farmaceutiche in una fase significativa. Ecco dunque che il simposio AFI rappresenta uno dei luoghi privilegiati per discutere come implementare i sistemi di IA ad alto rischio, ad esempio quelli usati nella diagnostica o nella produzione critica, e garantire conformità e sicurezza dei dati. Le sessioni tecniche approfondiranno l’uso dei digital twins nel miglioramento dei processi produttivi e l’applicazione di sistemi intelligenti nel controllo qualità, con un focus innovativo dedicato alla produzione di radiofarmaci e alla convalida dei sistemi digitali. L’innovazione tecnologica si fonde inoltre con una visione profondamente umana attraverso la sessione dedicata alla voce del paziente. L’obiettivo è quello di utilizzare l’IA per costruire nuovi modelli di engagement digitale che facilitino la raccolta di evidenze real-world e migliorino l’informazione medica.

UN CONTRIBUTO EFFICACE

Durante il simposio c’è stata la lectio magistralis di Massimo Scaccabarozzi, già presidente di Farmindustria. Il programma sarà completato da due eventi aggregativi come il Welcome Beach Party il 10 giugno e il Gala Dinner il giorno seguente. «Mi auguro che il sessantacinquesimo simposio AFI favorisca un confronto rigoroso e costruttivo tra comunità scientifica, istituzioni e mondo produttivo, su una tecnologia che oggi rappresenta una vera e propria leva strategica per l’innovazione e la competitività del Paese – ha commentato il presidente di AFI, Giorgio Bruno -, i dati più recenti indicano una crescita significativa dell’adozione dell’IA nelle imprese italiane. Oltre la metà delle grandi aziende la utilizza stabilmente e circa il 16% delle imprese ha già integrato queste tecnologie nei propri processi. Nel settore farmaceutico, in particolare, l’intelligenza artificiale è sempre più impiegata nella ricerca e sviluppo, nella progettazione di nuovi farmaci e nell’ottimizzazione dei processi, a conferma di un comparto dinamico e orientato all’innovazione. Tuttavia, è necessario proseguire nell’impegno per diffondere competenze scientifiche e digitali, rafforzare la cultura dell’innovazione e promuovere collaborazioni pubblico private, affinché l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo davvero efficace allo sviluppo sostenibile del Paese e alla salute delle persone».

PREMI ALLA RICERCA

L’evento del 24 febbraio è stato anche il momento dedicato alla celebrazione delle eccellenze emergenti, attraverso la consegna del premio, giunto alla seconda edizione, intitolato al professor Alessandro Rigamonti, fondatore di AFI, scomparso nel 2024. I premi sono stati assegnati a dieci giovani ricercatori under 30, provenienti dalle università italiane che si sono distinti per l’impatto e l’originalità dei loro studi scientifici. «Il valore aggiunto di AFI è quello di essere parte di un gruppo di persone che condividono interessi professionali e si trovano di fronte a nuove sfide. Quelle che  deve affrontare l’industria farmaceutica oggi non sono certo sfide più semplici di quelle che ha gestito negli anni passati. Servono  sempre idee nuove, e per generare idee nuove bisogna stare insieme e parlarsi, confrontarsi per trovare soluzioni che prima non c’erano e  per problemi che magari sono ancora un po’ nascosti, ma che emergono proprio dallo stare insieme. Forse oggi è più difficile creare questo tipo di visione, perché le nuove generazioni avvertono meno questa tensione verso la condivisione e lo stare insieme. L’intelligenza artificiale è indubbiamente uno strumento prezioso, ma non una soluzione. Auspichiamo che il Premio Rigamonti possa contribuire a costruire spazi di dialogo capaci di far nascere idee che nessuna tecnologia, in modo autonomo, può generare», commenta Dorotea Rigamonti, nipote del fondatore di AFI.

DIALOGO AL BUIO

Il valore dell’inclusione e della percezione sensoriale sono stati infine al centro del Dialogo nel Buio, un percorso immersivo, svolto nella sede della Fondazione dell’Istituto dei ciechi, che l’Associazione ha voluto proporre ai partecipanti della serata. L’esperienza ha l’obiettivo di stimolare nuove prospettive e consentire un confronto più ampio, al di là della visione superficiale della realtà.

II EDIZIONE PREMIO ALESSANDRO RIGAMONTI

SCHEDA PREMIATI UNDER 30

LUDOVICA BATTAIOTTO

Ludovica Battaiotto, venticinque anni, Università degli studi di Trieste. Smart and sustainable: Green Engineering of polymeric based nanomedicines (SAGE_Nanomedicines) Il progetto di ricerca (dodici mesi) mira a sviluppare e ottimizzare micelle polimeriche (PM) prodotte con un metodo meccanochimico (privo di solventi) per la somministrazione orale di farmaci scarsamente solubili (es. dapsone). L’obiettivo è migliorare solubilità e stabilità, sostituendo le iniezioni con forme solide e rendendo il processo ecologico e scalabile. Il programma si articola in quattro pacchetti di lavoro che coprono la selezione dei copolimeri, l’ottimizzazione del processo meccanochimico, la caratterizzazione completa delle PM e l’aumento di scala tramite estrusione hot-melt. Scientificamente, il progetto fornirà nuove intuizioni sulle interazioni fra i polimeri e i farmaci e stabilirà una piattaforma di produzione sostenibile di nanomedicine.

VIOLA BERTOLOTTI

Viola Bertolotti, ventotto anni, Università degli studi di Milano. Freeze-drying to enhance the long-time stability of advanced therapeutics. Il progetto mira a superare le limitazioni di conservazione dei medicinali per terapie avanzate (ATMP), sostituendo la complessa crioconservazione con la liofilizzazione. L’obiettivo è sviluppare formulazioni di nanoparticelle lipidiche (LNP) per il trasporto di DNA, un ambito meno esplorato rispetto all’RNA, ma con potenziale per effetti a lungo termine, che richiede una progettazione razionale specifica. Il progetto è organizzato in tre pacchetti di lavoro complementari. Il primo studia la fattibilità delle LNP nel trasporto di DNA, identificando parametri di formulazione critici, come il tipo e la concentrazione dei lipidi, attraverso una caratterizzazione completa e una valutazione dell’efficienza di trasfezione su cellule modello. Il secondo si concentra sulla selezione razionale di eccipienti, tamponi e crioprotettori essenziali per preservare l’integrità fisico-chimica delle LNP durante la liofilizzazione e garantirne la compatibilità per la somministrazione parenterale. Il terzo ottimizza i parametri del processo di liofilizzazione. Attraverso questo lavoro, l’obiettivo è rendere le ATMP più stabili, accessibili e ampiamente distribuite, contribuendo a democratizzare l’accesso a queste terapie innovative.

LUIGI CIRIOLO

Luigi Ciriolo, ventinove anni, Università Magna Graecia di Catanzaro. GMP-Oriented Microfluidic Process for Scalable Ultradeformable Liposomes in Dermal Applications. Il progetto propone una pipeline su larga scala per la somministrazione dermica di bioattivi naturali, trasformando biomassa sostenibile (erbe infestanti e scarti agricoli) in liposomi ultradeformabili, tramite microfluidica a flusso continuo. Sfruttando una piattaforma tecnologica convalidata e strumentazione avanzata, il progetto supera le criticità della produzione industriale, garantendo processi scalabili, riproducibili e conformi alle norme GMP. I nanosistemi che sono risultati, testati per stabilità e sicurezza, offrono prestazioni superiori agli estratti liberi in termini di penetrazione e rilascio controllato, pronti per l’integrazione in formulazioni cosmeceutiche e nutraceutiche.

ELEONORA LAI

Eleonora Lai, ventisette anni, Università degli studi di Cagliari. Naloxone Depot Gel Delivered through Needle-Free Jet Injector: Expanding Accessibility in Overdose Emergency. Il progetto mira a superare i limiti dell’attuale trattamento con naloxone nei casi di overdose da oppioidi, in particolare, la sua breve emivita, rispetto a sostanze come metadone e fentanyl, che espone al rischio rebound. La proposta consiste nello sviluppo di una formulazione termosensibile somministrabile tramite iniettore a getto senza ago (NFJI), capace di aumentare la viscosità alla temperatura corporea e formare un deposito sottocutaneo. L’obiettivo è garantire un rilascio prolungato del farmaco per almeno 8 ore, riducendo la necessità di dosi multiple. La metodologia prevede l’ottimizzazione di copolimeri (poloxameri) per rispettare specifici requisiti di transizione sol-gel (30-37 °C) e viscosità, seguita da test di compatibilità e studi di cinetica per confermare il mantenimento della finestra terapeutica necessaria a contrastare gli oppioidi a lunga durata.

MARIANNA LOMBARDI

Marianna Lombardi, ventisei anni, Sapienza Università di Roma. DOPA–based hyaluronan–cholesterol (HACH-DOPA) nanogels: redox-active biomaterials for cytoprotection. Il progetto sviluppa nanogel di acido ialuronico-colesterolo funzionalizzati con dopamina (HACH-DOPA) come biomateriali redox-attivi per il trattamento delle disfunzioni cellulari indotte da stress ossidativo. Questi sistemi, ottenuti per autoassemblaggio, combinano il targeting selettivo dell’acido ialuronico (tramite recettori CD44) con la forte attività antiossidante e la rigidità strutturale conferite dalla dopamina. L’obiettivo è validare il potenziale senomorfo e antifibrotico dei nanogel: agendo come modulatori dell’infiammazione e dello stress ossidativo, essi mirano a prevenire la senescenza cellulare e la fibrosi (es. polmonare) piuttosto che eliminare le cellule. Attraverso un approccio multidisciplinare, lo studio analizzerà l’internalizzazione cellulare e l’espressione di marcatori specifici (come p16, SASP e TGF-β) in modelli in vitro per confermare l’efficacia terapeutica e la modulazione della risposta biologica.

CORINNA LOMBARDO

Corinna Lombardo, ventisette anni, Università degli Studi di Catania. Development of β-cyclodextrin-derived carbonnanodot nanogels for targeted and controlled antibacterial delivery against Staphylococcus aureus for bone infectious disease. Il progetto prevede lo sviluppo di un sistema gel nanostrutturato che utilizza nanodots di carbonio (derivanti da β-ciclodestrine e funzionalizzati) come nanocarrier per il rilascio mirato di antibiotici contro lo Staphylococcus aureus. Il progetto ha una grande rilevanza per l’industria farmaceutica, in quanto affronta una delle principali sfide terapeutiche odierne: lo sviluppo di sistemi innovativi per il rilascio mirato e controllato di antibiotici contro le infezioni batteriche resistenti, in particolare l’osteomielite correlata a Staphylococcus aureus. L’approccio basato su nanogel ibridi derivati da β-ciclodestrine e nanodots di carbonio rappresenta una strategia altamente promettente per superare i limiti delle formulazioni antibiotiche convenzionali, come la scarsa penetrazione tissutale, la bassa biodisponibilità e l’insorgenza di resistenza.

CRISTIANO PESCE

Cristiano Pesce, ventinove anni, Università degli studi di Padova. A drug-eluting gum-like implant for the local treatment of recurrent glioblastoma (GlioGUM). Il lavoro si concentra sul glioblastoma, uno dei tumori meno curabili, con una sopravvivenza complessiva di quindici mesi. Il progetto ha concepito l’impianto GlioGUM che mira a sviluppare un innovativo sistema di somministrazione intracranica di farmaci, progettato per eradicare il glioblastoma ricorrente e ridurre al minimo gli effetti avversi sistemici. Il dispositivo si basa su una gomma biocompatibile che assumerà la forma irregolare della cavità resecata dopo l’intervento chirurgico, stabilendo un’interazione con le cellule maligne. Ciò fornirà una nuova strategia per terapie efficaci e mirate che possono offrire una nuova opzione volta a migliorare l’esperienza di trattamento dei pazienti con il tumore.

FEDERICO SCHIENA

Federico Schena, venticinque anni, Università degli Studi di Milano (presso AIFA). Research and characterization of variability in Critical Attributes of biosimilar medicine authorisation procedures. Lo studio analizza le esigenze normative per l’esercizio di comparabilità dei medicinali biosimilari, esaminando le Relazioni di Valutazione Pubblica Europea (EPAR) dell’EMA per identificare passaggi critici, fallimenti e deviazioni dalle linee guida. Concentrandosi sui prodotti oncologici e antineoplastici, l’analisi utilizza software statistici per correlare i dati e assegnare un “Indice di Complessità” alle fasi procedurali, evidenziando i rischi normativi. L’obiettivo è individuare gli attributi critici per migliorare la qualità dei dossier e aumentare il tasso di successo delle autorizzazioni. I risultati offrono vantaggi ai produttori (ottimizzazione delle strategie e valutazione del rischio), alle agenzie e ai governi (supervisione efficiente e benefici economici) e ai pazienti (rapida disponibilità di terapie biologiche essenziali).

GIUSEPPE SCOPELLITI

Giuseppe Scopelliti, venticinque anni, Università della Calabria. Development of Molecularly Imprinted Polymers for Gluten Management in Celiac Disease: A Novel Medical Device Approach. Il progetto mira a sviluppare un dispositivo medico innovativo basato su polimeri a imprinting molecolare per la gestione della celiachia. Questi polimeri rappresentano un’innovazione nella terapia mirata: si legano selettivamente alla fibra alimentare e offrono una soluzione basata sulla precisione. Attualmente, i pazienti con celiachia devono aderire rigorosamente a una dieta priva di glutine, il che è difficile e porta a una scarsa compliance. Il “sistema trappola” proposto e basato sui polimeri a imprinting molecolare offre una terapia complementare riducendo l’assorbimento del glutine e attenuando i sintomi. Questo apre un nuovo mercato terapeutico, offrendo ai pazienti un’alternativa o un’aggiunta alle restrizioni dietetiche.

ROBERTA SOLE

Roberta Sole, ventinove anni, Università della Calabria. Green Chemistry Meets Pharmacology: Deep Eutectic Solvents as Next-Generation Drug Delivery Platforms. La penetrazione dei farmaci attraverso le barriere biologiche è influenzata dalle proprietà delle molecole e delle formulazioni, ma può essere migliorata utilizzando solventi eutettici profondi (DES). Questi solventi verdi, composti da miscele di donatori (HBD) e accettori (HBA) di legami idrogeno, agiscono come stabilizzanti e potenziatori dell’assorbimento, pur presentando sfide legate all’elevata viscosità e alla stabilità termica o in presenza di acqua. Il progetto prevede la preparazione e la caratterizzazione (tramite FTIR, NMR, DSC e reologia) dei solventi eutettici profondi (DES) per identificare quelli più adatti a garantire la solubilità del farmaco. L’obiettivo è sviluppare formulazioni in gel o nanosistemi per la somministrazione non invasiva, valutando il sistema dato da DES e principi attivi (API) attraverso indagini chimico-fisiche e studi di rilascio in vitro per confermarne l’efficacia terapeutica.

Condividi: