Washington, 19 febbraio 2026 – Il regno nordafricano rivestirà dunque un ruolo chiave nella produzione ed esportazione di idrogeno verde facendo leva sulle sue abbondanti risorse rinnovabili e sulle infrastrutture portuali strategiche. Si tratta di una realtà confermata dal recente report analitico reso pubblico dalla Banca Mondiale, documento nel quale viene evidenziata la previsione relativa alle esportazioni marocchine di idrogeno verde, ritenute in grado di attestarsi entro il 2030 tra i 0,3 e i 0,65 milioni di tonnellate, livelli potenzialmente destinati a successivi incrementi pari a 3,4 e 9,5 milioni di tonnellate entro il 2050.
PRODUZIONE ED ESPORTAZIONE DI IDROGENO VERDE
Un vettore energetico che troverà impiego anche nella contribuzione al soddisfacimento della domanda energetica interna espressa dal Paese nordafricano, che rinviene dei picchi in modo particolare nei settori dei trasporti e dell’industria chimica. Per quanto concerne le infrastrutture logistiche, quattro piattaforme portuali costituiscono i pilastri della strategia nazionale di Rabat. Si tratta di Tanger Med, Mohammedia, Jorf Lasfar e il futuro porto dell’area di Tan-Tan. Ad avviso degli analisti della Banca mondiale, la loro complementarità porrà nelle condizioni di ottimizzare l’intera catena del valore dell’idrogeno verde, dalla sua produzione allo stoccaggio, fino all’esportazione.
I PILASTRI DELLA LOGISTICA MAROCCHINA
In modo particolare è Tanger Med, tra i maggiori porti container del Mare Mediterraneo, possiede tutte le carte in regola per affermarsi quale hub per il rifornimento di carburanti marittimi verdi lungo una delle rotte maggiormente trafficate al mondo, mentre invece Jorf Lasfar, già polo industriale al servizio del gruppo OCP, sarà in grado di accelerare il processo di decarbonizzazione in atto nel settore dei fertilizzanti attraverso l’ammoniaca verde. Infine, ma non certo per importanza, Mohammedia e Tan-Tan: il primo che offre vantaggi competitivi per lo stoccaggio in virtù della presenza di cavità saline, il secondo che beneficia di condizioni solari ed eoliche eccezionali tali da consentire una produzione in loco a basso costo da orientare all’export.
DUE CONTI IN TASCA
Per quanto invece concerne i costi del prodotto, sull’aspetto l’Agenzia internazionale dell’energia ha stimato che entro il 2050 il Marocco potrebbe produrre idrogeno verde tra 1,5 e 2,5 dollari al chilogrammo, questo a fronte di alcune altre valutazioni ancora più competitive, che indicano una forbice aperta tra lo 0,6 e l’1,3 dollari/chilogrammo. Un trend che ha luogo in un contesto di forte crescita della domanda europea, spinta in particolare dal REPowerEU, piano che prevede l’importazione di oltre dieci milioni di tonnellate di idrogeno verde all’anno entro il 2030. Al riguardo, il gruppo OCP si è posto l’obiettivo della produzione di un milione di tonnellate di ammoniaca verde entro il 2027 e tre milioni entro il 2032, confermando il ruolo strategico dell’idrogeno verde nella transizione energetica e nella competitività industriale del Regno nordafricano.



