ARTE, esposizioni. Roma: Cage/Out

Le opere di Alessandra Pasqua nell’evento curato da Valentina Ciarallo: dal 19 al 21 febbraio 2026 presso Inside Art, in Viale Bruno Buozzi 102, ai Parioli. Tra le opere in mostra vi è la scultura We Will Be Light, che articola un discorso sulla vulnerabilità come condizione generativa. Infatti, la figura umana viene elevata a totem e, conseguentemente, evidenzia le proprie ferite quali soglie permeabili alla luce

Roma, 18 febbraio 2026 – Inside Art presenta Cage/Out, progetto sviluppato dall’artista romana Alessandra Pasqua e curato da Valentina Ciarallo, esposizione allestita presso la Talent Hall di Inside Art che sarà aperta al pubblico dal 19 al 21 febbraio 2026.

CAGE/OUT

L’esposizione si articola in un percorso che pone in scena la tensione tra ciò che trattiene e ciò che invece spinge a uscire, dunque, tra controllo e desiderio di apertura, con la forma che diviene al tempo stesso sia struttura che ferita, limite e possibilità, restituendo una riflessione sui dispositivi, fisici e simbolici che definiscono, ma sovente restringono, il modo di stare al mondo. Tra le opere in mostra si segnala la scultura We Will Be Light, concepita allo scopo di stimolare una riflessione sulla vulnerabilità quale condizione generativa: la figura umana, elevata a totem che espone le proprie ferite come soglie permeabili alla luce.

TRASFORMAZIONE: ABITARE UNA PRESA DI POSIZIONE

Iron Distancing, crinolina indossabile, è uno strumento di imprigionamento esplicito che avvolge il corpo trasformando la protezione in costrizione. The Yellow Tree è invece una rilettura contemporanea delle pratiche di contenimento applicate agli alberi, mentre le i Soundmakers, forme organiche dai colori vivaci, restituiscono una visione di trasformazione, prevedendo che le ferite possano essere trasformate in connessione reciproca. Intime e a misura di viso, le Happy Blind Mask sono caratterizzate da aperture e fratture che trasformano l’armatura in un veicolo di vulnerabilità. «Cage/Out nasce come un passaggio, una trasformazione, un modo di abitare una presa di posizione».

LIMITI DEL CONTROLLO DELLO SPAZIO

«What is your cage?», si interroga e interroga Alessandra Pasqua: la gabbia fisica, già tradotta in gabbia emotiva, da dispositivo di contenimento è in grado di assumere la forma di spazio di attivazione, luogo nel quale diviene così possibile agire. Iron Distancing analizza la logica della gabbia-crinolina, retaggio storico di uno spazio controllato in cui per la donna sacrificio e immobilità costituivano una condizione imposta; qui quella stessa struttura si trasforma in spazio di coscienza, un territorio in cui il corpo prende misura dei propri limiti e delle forze che lo modellano, diventando luogo di ascolto e di restituzione, forma abitabile e attraversabile.

ESTENSIONI EMOTIVE

«Le opere della Pasqua – illustra Valentina Ciarallo, curatrice dell’evento espositivo -, tra gabbie protettive, forme tattili colorate e deformazioni materiche, si configurano come estensioni emotive che si aprono allo spettatore. La vulnerabilità si converte in energia positiva e resilienza, mentre la trasformazione diventa la possibilità di restare dentro la forma abbastanza a lungo da mutarne il senso». L’esperienza del visitatore si costruisce quindi nello spazio come una progressiva presa di coscienza. Muovendosi lungo un itinerario che ruota attorno al concetto metaforico di gabbia, ne riconosce la costrizione e le sue fratture.

RICONOSCERE LA COSTRIZIONE

Il racconto espositivo offre un’ottimistica consapevolezza che nasce dal confronto diretto con la poetica dell’artista, una narrazione sensibile e necessaria in cui lo spettatore non è solo osservatore, bensì parte attiva e fondamentale del processo emotivo di cambiamento.

info: opening 19 febbraio 2026 alle ore 18:00;

apertura al pubblico nei pomeriggi del 20 e 21 febbraio 2026 dalle ore 15:00 alle ore 19:00.

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