Trieste, 14 febbraio 2026 – Il 12 febbraio scorso l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero ha presentato nel dettaglio il Piano industriale 2026-2030 del Gruppo industriale italiano attivo nei settori della navalmeccanica e della Difesa. L’evento ha avuto luogo a Milano.
QUATTRO PILASTRI STRATEGICI A ESECUZIONE DEL PIANO
Il Piano si articola su quattro pilastri: incremento della capacità produttiva (capacity boost), aumento della produttività, rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze. Le iniziative divisionali, trasversali e inorganiche mirano a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo e a migliorare in modo strutturale margini e ritorni sul capitale.
RADDOPPIAMENTO DELLA CAPACITÀ PRODUTTIVA IN ITALIA
Raddoppiamento della capacità produttiva nei cantieri italiani per la Difesa: al fine di rispondere alla forte crescita della domanda nel segmento Difesa, Fincantieri prevede il potenziamento della capacità produttiva dei cantieri italiani. Nuovi contratti sono attesi già a partire dal 2026.
RIARTICOLAZIONE DEL SISTEMA PRODUTTIVO A LIVELLO GLOBALE
Il Piano prevede la riallocazione di parte della produzione di sezioni di navi da crociera in Romania e la riorganizzazione del segmento Offshore e Navi speciali, con il rafforzamento del Vietnam, a supporto dell’efficienza operativa e della marginalità.
CRESCITA SEGMENTO UNDERWATER E SVILUPPO SOLUZIONI VALORE AGGIUNTO
Crescita del segmento Underwater e sviluppo di soluzioni ad alto valore aggiunto: Il Gruppo punta a un’ulteriore espansione del business Underwater, con lo sviluppo di soluzioni non convenzionali, il rafforzamento delle sinergie con la Difesa e la valutazione di opportunità di crescita inorganica in un mercato strategico, ad alto valore tecnologico.
INVESTIMENTI AUTOFINANZIATI E ACCELERAZIONE DEL DELEVERAGING
Gli investimenti industriali previsti nel periodo 2026–2030 per circa euro 1,9 miliardi, di cui euro 250 milioni in funzione dell’eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam, saranno interamente finanziati dalla generazione di cassa operativa, la quale consentirà un’accelerazione del deleveraging e supporta la valutazione dell’avvio di una politica di dividendi, soggetta ad approvazione del CdA, a partire dal 2028, subordinata ai risultati dell’esercizio 2027.
ALTRE INFORMAZIONI DI INTERESSE
Profonda visibilità del business, carico di lavoro complessivo per circa euro 60 miliardi con consegne fino al 2036 e macrotrend secolari consentono di porre l’ambizione di Fincantieri guardando ai seguenti potenziali al 2035: raddoppio dei ricavi al 2035 a circa 18 miliardi di euro, con crescita media annua 2030-2035 del 7%; margine EBITDA 2035 a circa 13% (euro 2,3 miliardi); margine utile netto 2035 a circa 7,5% (euro 1,35 miliardi); azzeramento indebitamento e Posizione Finanziaria Netta a credito dal 2032.
GUIDANCE 2025
Margine EBITDA rivisto al rialzo a 7,4%, guidance ricavi confermata a circa euro 9 miliardi, PFN/EBITDA a 2,8x (2,0x includendo i crediti finanziari non correnti nella PFN) in linea con la guidance 2,7-3,0x, guidance utile netto aggiornata a euro 110 milioni. Total backlog pari a circa euro 60 miliardi. Al netto di eventi a oggi non prevedibili, nell’arco del Piano si attendono per il 2026 ricavi per 9,2-9,3 miliardi di euro, EBITDA ~ 700 milioni di euro, EBITDA margin ~ 7,5%, utile netto superiore al 2025, PFN / EBITDA (¹) ~2,0x; per il 2028 ricavi per ~ 11 miliardi di euro, EBITDA, ~ 930 milioni di euro, EBITDA margin ~ 8,5%, utile netto ~ 220 milioni di euro, PFN / EBITDA (¹) ~ 1,7x; per il 2030 ricavi per ~ 12,5 miliardi di euro, EBITDA ~ 1.250 milioni di euro, EBITDA margin ~ 10%, utile netto ~ 500 milioni di euro, PFN / EBITDA ~ 1,0x.
ASSECONDARE I MACROTREND DELLA DOMANDA
Lo stesso Folgiero ha nell’occasione espresso il seguente commento ai risultati conseguiti dal gruppo industriale da lui guidato: «Con il Piano industriale 2026-2030 Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo. In aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa sessanta miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata visibilità nel tempo, prevediamo oltre cinquanta miliardi di euro di nuovi ordini nel periodo, una crescita media annua dei ricavi dell’8% e un utile netto di circa cinquecento milioni di euro nel 2030 guidato da un aumento dei ricavi del 40% e dell’EBITDA del 90% rispetto al 2025. Tutto ciò sostenuto da una struttura finanziaria sempre più solida e da una significativa generazione di cassa idonea sia ad autofinanziare gli investimenti per l’aumento della capacità produttiva sia a perseguire gli obiettivi di disciplina finanziaria e deleveraging. Il comparto Difesa riveste un ruolo centrale nella nostra strategia: l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti».
SETTORI INDUSTRIALI IN ACCELERATA ESPANSIONE
«Accanto a questo – ha quindi aggiunto l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri -, l’espansione accelerata dell’Underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilità del business Cruise, sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantità che in qualità, con ordini attesi già nei prossimi mesi che estenderanno la visibilità del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilità, rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro. La nostra strategia si articola su quattro direttrici: potenziamento della capacità produttiva, incremento della produttività, continuazione dei progetti strategici su evoluzione prodotti e processi costruttivi e crescita nelle adiacenze, con un piano di investimenti per circa 1,9 miliardi di euro interamente autofinanziati che includono circa duecentocinquanta milioni di euro legati ad un possibile raddoppio della produzione offshore in Vietnam con l’introduzione di un secondo cantiere, ove ne ricorrano le condizioni. Fincantieri si conferma quindi protagonista della trasformazione dell’industria navale globale che assume un crescente peso geopolitico, continuando a investire in tecnologia, digitalizzazione e capacità produttiva per garantire al Gruppo una leadership duratura nei segmenti a maggior valore aggiunto e una crescita profonda di lungo periodo».
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(¹) La posizione finanziaria netta include l’indebitamento finanziario corrente netto: disponibilità liquide, attività finanziarie correnti, debito finanziario corrente e la parte corrente dei finanziamenti non correnti; Indebitamento finanziario non corrente netto: debiti finanziari non correnti, strumenti di debito e crediti finanziari non correnti.



