Adis Abeba, 11 febbraio 2026 – L’Etiopia è stata recentemente definita «crocevia e spartiacque del Piano Mattei», questo a distanza di due anni dal varo del progetto e poche ore dal prossimo Vertice Italia-Africa, che proprio ad Adis Abeba avrà luogo il 13 e il 14 di febbraio, in concomitanza con l’altro importante evento internazionale, la XXXIX Sessione ordinaria dell’Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Africana, al quale la Presidente del Consiglio dei ministri italiana nella giornata di sabato parteciperà in qualità di ospite d’onore alla riunione plenaria.
FRENETICHE ATTIVITÀ IN CORSO AD ADIS ABEBA
Un momento di intense attività politiche e diplomatiche nella capitale dello Stato del Corno d’Africa, col ministro degli Affari esteri saudita, principe Faisal bin Farhan, giunto ieri in visita ufficiale, nel corso della quale ha incontrato il Primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali con il quale ha discusso degli sviluppi in atto nella regione e gli sforzi profusi allo scopo di raggiungere la pace e la stabilità. E proprio il Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell’Unione Africana (PSC), deputato alla prevenzione e della gestione delle crisi nel continente, ha ammesso ieri il Marocco al primo turno di consultazioni nella capitale etiopica, votando in favore dell’assegnazione del seggio. Una scelta che alcuni analisti della materia riconducono anche all’impulso indotto dalle potenze estere, soprattutto quale effetto dell’influenza esercitata dalla diplomazia statunitense, frutto dell’assertiva iniziativa assunta sulla scena mondiale da Donald Trump, tesa a valorizzare referenti stabili ai fini di una efficacia nella risoluzione delle crisi regionali.
MISSIONE AFRICANA DELLA MELONI
Per quanto concerne invece il vertice sul Piano Mattei, Giorgia Meloni ad Addis Abeba si troverà di fronte alla indefettibile verifica della strategia italiana per l’Africa, che verrà effettuata assieme ai partner africani. Se ne esaminerà dunque lo stato di avanzamento e la sua concreta idoneità nel mobilitare risorse e, conseguentemente, tradurre gli impegni assunti in risultati concreti. La missione della Presidente del consiglio inizierà nel pomeriggio di venerdì 13 con la partecipazione al secondo vertice Italia-Africa, che è il primo ad avere luogo nel continente africano. Si affronteranno, appunto, le tematiche relative al Piano Mattei e al coordinamento delle iniziative intraprese dall’Italia. Il giorno seguente, sabato 14, come anticipato la Meloni prenderà parte alla riunione plenaria dell’Unione Africana. Ella fa dunque ritorno nella capitale etiope, laddove nell’aprile del 2023 pose le basi di un dialogo strutturato su migrazioni e stabilità nel Corno d’Africa, percorso proseguito successivamente nel luglio 2025 attraverso la co-presidenza del vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari e la visita a Jimma.
VALUTAZIONE DEL REALE CONSOLIDAMENTO DEL PIANO MATTEI
Ora si tratterà di comprendere (e soprattutto misurare) il reale stato di avanzamento del Piano Mattei, valutandone la fase di passaggio dall’impostazione al consolidamento. Insomma: assieme ai partner africani si rifaranno i conti di quello che c’è davvero in cassa, tenendo conto degli 1,4 miliardi di euro che nel 2025 sono derivati dal Fondo Italiano per il Clima, dal Plafond Africa di Cassa Depositi e Prestiti e dalla linea multi-donor attivata con la Banca Africana per lo Sviluppo (African Development Bank, AfDB), auspicando un benefico effetto leva negli stanziamenti. I diplomatici della Farnesina e le voci raccolte a Palazzo Chigi sostengono che il rafforzamento finanziario e operativo avrebbe determinato un cambio di scala nella presenza italiana in Africa, che oggi è più strutturata e continuativa rispetto al passato, sia per numero di attori coinvolti che riguardo all’ampiezza dei settori di intervento.
IL CONVITATO DI PIETRA
Si tratta dell’orientamento verso progetti che non siano spot, questo mentre si allarga il perimetro geografico del Piano, attualmente passato da nove a quattordici paesi, nella prospettiva di un ulteriore ampliamento nel corso di questo anno. Il piano operativo si esplica nell’apertura di una serie di cantieri settoriali: idrico e agricoltura in primo luogo, ma anche infrastrutturale e nel settore della formazione di tecnici locali, con l’obiettivo di trasferire competenze riducendo di risulta la dipendenza dall’assistenza esterna. Infine, seppure non venga contemplata formalmente nei documenti ufficiali, l’immigrazione di massa è il convitato di pietra ab origine dell’intera iniziativa: il Piano Mattei non contempla progetti specifici per il contrasto del fenomeno, ma è evidente che un miglioramento dell’accesso all’energia, la creazione di posti di lavoro anche attraverso la formazione e lo sviluppo dei servizi essenziali, potrebbe portare auna riduzione dei flussi di migranti verso l’Italia e l’Europa. Il problema è però in quale misura.



