ESTERI, controversie internazionali. Sahara Occidentale: Algeri tratta in segreto a Madrid nell’Ambasciata Usa

La recente riunione sulla questione che ha avuto recentemente luogo nella capitale spagnola in un formato ristretto e oltremodo riservato, ha segnato l’avvio di una nuova fase nel processo negoziale promosso dalle Nazioni Unite, che verte sul Piano di autonomia proposto da Rabat, ritenuto unica concreta strada percorribile per la definitiva soluzione della controversia

Madrid, 11 febbraio 2026 – Un nuovo vigoroso impulso è stato trasmesso dagli Stati Uniti d’America di Donald Trump alla trattativa relativa all’annosa controversia internazionale sulla sovranità del Sahara Occidentale, che a partire dalla metà degli anni Settanta ha visto contrapposti due attori principali: l’Algeria e i loro alleati sahrawi del Polisario da un lato e il Marocco dall’altro.

IL TAVOLO NEGOZIALE MADRILEÑO

La recente riunione sulla questione che ha avuto luogo nella capitale spagnola nei giorni dell’8 e del 9 febbraio in un formato ristretto e oltremodo riservato, ha dunque segnato l’avvio di una nuova fase nel processo negoziale promosso dalle Nazioni Unite che verte sul Piano di autonomia proposto da Rabat, ritenuto unica valida e concreta strada percorribile per la definitiva soluzione della controversia. È tuttavia innegabile che, al netto della innegabile importanza della indefettibile azione diplomatica di composizione, va comunque ricondotta alla Casa Bianca la spinta decisiva che ha condotto alla condizione attuale, con Marocco, Algeria, Mauritania e Fronte Polisario seduti attorno allo stesso tavolo negoziale per discutere la soluzione al problema grazie anche alla mediazione statunitense e dell’Onu.

FLESSIBILITÀ DI ALGERI

I colloqui si sono svolti nell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America nella capitale spagnola, coordinati da Massad Boulos, inviato speciale per l’Africa del presidente Donald Trump. A essi ha inoltre preso parte Staffan de Mistura, inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale. Nessun comunicato ufficiale è stato diffuso alla stampa al termine della riunione, tuttavia, il confronto sarebbe stato concreto e orientato al conseguimento di risultati. Uno degli aspetti di maggiore rilievo è stato quello della partecipazione diretta dell’Algeria al negoziato, che ha accettato di sedere al tavolo insieme alle sue controparti. È un fatto ufficialmente inedito per gli ultimi anni, che si presta all’interpretazione nel senso della flessibilità dello Stato maghrebino indotta dalle pressioni diplomatiche esercitate dagli americani.

REALISMO E PRAGMATISMO

Infatti, in precedenza Algeri si era aveva rifiutata di riprendere la sua partecipazione ai negoziati di Ginevra e non aveva preso parte neppure al voto della risoluzione 2797 del 31 ottobre 2025 in qualità di Paese membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Oggi le cose stanno quindi cambiando, infatti, le parti in causa hanno accettato il percorso proposto da Washington quale quadro di riferimento per le trattative a venire. Il documento si inserisce nei parametri fissati dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, privilegiando la soluzione politica in modo realistico e pragmatico. In questo contesto, il nuovo testo del Piano di autonomia presentato dal Regno del Marocco si pone come base centrale delle discussioni tecniche, cioè gli aspetti concernenti la governance del territorio conteso, le competenze di natura istituzionale e le necessarie garanzie politiche, superando approcci considerati ormai non più realistici dalla comunità internazionale.

RIATTIVAZIONE DEL PROICESSO NEGOZIALE E SUPERAMENTO DELLO STALLO

Le parti hanno altresì concordato la creazione di un comitato tecnico di esperti incaricato di approfondire le modalità di attuazione dell’autonomia prevista dal Piano di Rabat. Un nuovo round di negoziati è previsto per i prossimi mesi a Washington, con l’obiettivo di raggiungere finalmente un accordo. Tuttavia, permangono ancora aperte alcune questioni sensibili: il Fronte Polisario (sahrawi) continua a sostenere la validità della propria interpretazione del principio di autodeterminazione, con l’Algeria che dal canto suo mantiene però una posizione prudente. Inoltre, dovrà venire definito anche il futuro della missione multinazionale MINURSO, oggetto del prossimo rapporto del segretario generale dell’Onu. La storica riunione di Madrid ha comportato la riattivazione del processo politico sul Sahara Occidentale, riconducendo il dossier al centro dell’agenda diplomatica internazionale, nella speranza che venga superato il perdurante stallo e si giunga a una soluzione definitiva della controversia.

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