ESTERI, azioni e strategie. Cosa vuole davvero l’America di Donald Trump?

Oceani, Artico, Pacifico: gli Usa, la Cina Popolare e le altre rischiose scommesse della Casa Bianca analizzate dal professor Mario Giro in un articolo pubblicato recentemente da “Pluralia”. Egli prende in esame la sfida per il primato tra le due maggiori potenze economiche, che va oltre le aree di influenza in via di ridefinizione, poiché sono in atto svariate crisi, deflagrate o latenti, nelle zone strategiche del pianeta, a cominciare dalle nuove e vecchie rotte marittime

Roma, 9 febbraio 2026 – Sostiene Mario Giro che una delle causa che hanno indotto l’amministrazione presieduta da Donald Trump a intervenire militarmente in Venezuela rimuovendo il presidente Nicolás Maduro sia stata la decisione assunta da quest’ultimo di fare parte della Shanghai Cooperation Organisation (SCO).

PROVA DI FORZA A CARACAS

Infatti, ad avviso del docente di Politica internazionale ed esponente della Comunità di Sant’Egidio, nonché già viceministro degli Affari esteri con delega alla Cooperazione internazionale, l’interesse di Washington non sarebbe rivolto alla democratizzazione del Paese latinoamericano governato con mano pesante dai bolivariani, bensì al gioco degli equilibri sullo scacchiere mondiale, che nello schieramento di Caracas al fianco di Pechino per gli americani avrebbe costituito un elemento di insicurezza sul piano strategico. Per l’analista di Sant’Egidio la vicenda diviene dunque uno spunto utile per marcare le differenze tra i neocon dell’epoca di George W. Bush (ma anche dei Democratici americani) dall’universo trumpiano dei MAGA (Make America Great Again), oltreché per approfondire il tema relativo agli obiettivi che si è posta la Casa Bianca.

Mario Giro

 

COSA DAVVERO VUOLE WASHINGTON

«Gli Stati Uniti d’America vogliono il controllo assoluto dell’emisfero occidentale e dei traffici marittimi che lo toccano o attraversano, come il Canale di Panama – scrive Giro sulle pagine di “Pluralia” -, mostrando di esercitare il controllo degli oceani. Lo possono fare grazie alle basi e all’accesso globale. Non si tratta di una boutade ma di uno strumento di potere reale che Donald Trump vuole utilizzare a tutto campo. Le minacce a Panama e gli arrembaggi alle petroliere fantasma, di cui si parla da tempo, che trafficano in petrolio posto sotto embargo, che sia russo, venezuelano o iraniano, sono reali. D’ora in poi verranno attaccate o fermate e in alcuni casi addirittura affondate. I costi di trasporto del greggio stanno diventando proibitivi anche per compagnie spericolate o abituate al contrabbando, dunque nessuno vorrà più assicurare i viaggi di questi bastimenti. E senza assicurazione non si viaggia. Resta solo la pirateria».

leggi l’intero articolo su Pluralia: https://pluralia.com/o/usa-cina-e-altre-rischiose-scommesse/

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