Roma, 7 febbraio 2026 – A tale proposito, la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (SIMVIM) ha curato e pubblicato le indicazioni per la prevenzione dal virus Chikungunya, che sono state ampiamente illustrate recentemente nel corso di un webinar tecnico scientifico, promosso grazie al contributo non condizionante di Bavarian Nordic e rivolto a medici e specialisti del settore: https://www.simvim.org/news/nuove-indicazioni-vaccinazione-chikungunya
PREVENIRE IL VIRUS DELLA CHIKUNGUNYA
Il documento, nato dalla stretta collaborazione tra la SIMVIM e la Società italiana di igiene, medicina preventiva e Sanità pubblica (SITI), non solo chiarisce che la vaccinazione sia fortemente raccomandata per chiunque visiti zone con epidemie in corso, ma risulta una scelta consigliata per i soggetti che soggiornano in aree dove nei cinque anni precedenti vi è stata una evidenza di trasmissione del virus, specie per coloro che hanno un’età superiore ai sessantacinque anni o comorbidità. «È grande la soddisfazione per aver diffuso in queste ore le definitive indicazioni SIMVIM per l’utilizzo del vaccino contro la Chikungunya. A differenza di indicazioni promulgate in altri paesi, in queste non vengono poste tempistiche minime di soggiorno in aree a rischio per raccomandare la profilassi, si sottolinea invece che la puntura di zanzara può verificarsi in ogni momento, indipendentemente dalla durata del soggiorno», afferma il dottor Andrea Rossanese, presidente della SIMVIM e responsabile Travel Clinic del Centro di malattie tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella.
ZONE ENDEMICHE E RISCHI
«Nelle raccomandazioni – prosegue Rossanese – emerge l’importanza di considerare il rischio legato ai soggiorni in zone endemiche come un fattore cumulativo prospettico. Ciò implica che la profilassi debba essere valutata attentamente non solo per i singoli viaggi di lunga durata, ma anche per i viaggiatori che si recano frequentemente in aree a rischio, accumulando nel tempo una probabilità di esposizione significativa». L’adozione di tali raccomandazioni trasforma la prevenzione della Chikungunya da una gestione emergenziale a una difesa strutturata, capace di rispondere sia alle esigenze dei viaggiatori internazionali sia alla protezione della collettività dai focolai autoctoni, confermando l’impegno dell’Italia nel contrasto a minacce virali che non possono più essere considerate distanti. Le raccomandazioni definiscono con precisione i protocolli d’impiego della vaccinazione e stabiliscono criteri chiari per la profilassi, garantendo una piena coerenza con i quadri normativi già pubblicati in altri paesi da organismi autorevoli quali il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti, il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) nel Regno Unito, la Ständige Impfkommission (STIKO) in Germania, e le società Asociación Española de Vacunología (AEV) e Sociedad Española de Medicina del Viajero (SEMEVI) in Spagna.
PREVENIRE PRIMA DI PARTIRE: IL VACCINO MONODOSE
«Chiunque sia in procinto di partire alla volta di un paese a rischio chikungunya – consiglia il presidente della SIMVIM -, per esempio Cuba, Brasile, Messico oppure le province meridionali della Cina, dovrebbe recarsi almeno quindici giorni prima in un ambulatorio dedicato per la medicina dei viaggiatori. Ci sono più di duecento punti d’accoglienza in tutto il territorio nazionale, che rientrano in una rete del Servizio sanitario nazionale». Illustra il professor Alberto Tomasi, in passato direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Toscana Nordovest e già presidente della SIMVIM, che il termine Chikungunya significa letteralmente «colui che cammina storto», un’immagine che descrive perfettamente i dolori articolari invalidanti causati da questa patologia. «Nel webinar appena concluso abbiamo ribadito come, complici i cambiamenti climatici, la prevenzione sia oggi cruciale anche per evitare focolai autoctoni in Europa. Fortunatamente, medici e viaggiatori possono ora contare su un nuovo vaccino monodose ben tollerato: uno strumento fondamentale, approfondito durante l’incontro, per tutelare la salute pubblica e garantire un ritorno sicuro da ogni viaggio».
UNA TESTIMONIANZA
Di seguito la testimonianza di un sessantaduenne che nell’ottobre scorso ha contratto il virus a Cuba, Francesco C.: «Tutto è iniziato con una febbre devastante e uno stato di confusione tale da non farmi ricordare nulla del volo di ritorno. Una volta a Bari sono finito in ospedale. Essendo diabetico e cardiopatico, la situazione era critica e i medici hanno dovuto sospendere le mie cure abituali per il rischio di emorragie. Per tre settimane sono rimasto paralizzato da dolori atroci, simili a coltellate, che il paracetamolo non riusciva a calmare. Solo un antinfiammatorio specifico mi ha permesso di tornare a camminare, ma la guarigione è lentissima. Ancora oggi convivo con piedi gonfi e una debolezza alle mani che mi impedisce persino di svitare un tappo. Questa terribile esperienza mi ha insegnato che, quando si viaggia in certe zone la prevenzione e i vaccini sono fondamentali».
RIFERIMENTI PER APPROFONDIMENTI
Per Cuba, e in riferimento alla recentissima epidemia di arbovirosi, in particolare Dengue, Chikungunya e Oropouche, malattie veicolate tramite le punture di zanzara, è possibile consultare Ministero della Salute – Epatite A e Ministero della Salute – Malattie trasmesse da vettori, nonché la Sezione Situazione sanitaria della scheda https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/CUB. Infine, allo scopo di approfondire la conoscenza delle aree a rischio di chikungunya, è possibile consultare i siti web del CDC americano (https://wwwnc.cdc.gov/travel/notices), dell’ECDC europeo (https://www.ecdc.europa.eu/en/chikungunya-monthly), o direttamente la mappa specifica e continuamente aggiornata con outbreaks della Fondazione IO (https://chikvisualatlas.com/it/casa/)
VIRUS CHIKUNGUNYA
La chikungunya è una malattia trasmessa dalle zanzare, causata dal virus Chikungunya (CHIKV). Negli ultimi venti anni, il virus è emerso in diverse regioni dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe, inclusi molti luoghi turistici, provocando spesso focolai estesi e imprevedibili. Dalla sua scoperta, il CHIKV è stato identificato in oltre centodieci Paesi, con evidenza di trasmissione confermata in più di cinquanta paesi negli ultimi cinque anni. (¹) La malattia si manifesta generalmente con sintomi acuti, tra cui febbre, eruzione cutanea, affaticamento, mal di testa e, spesso, dolori articolari intensi e debilitanti. La maggior parte dei pazienti guarisce entro una o due settimane, ma tra il 30% e il 40% può sviluppare artrite cronica che può durare mesi o persino anni. (²) Nel 2024 sono stati segnalati 620.000 casi e oltre duecento decessi a livello globale. (³) Dati recenti suggeriscono che venga gravemente sottostimata e spesso diagnosticata erroneamente come dengue, a causa della somiglianza dei sintomi. (⁴)
NOTE
(¹) Centers for Disease Control and Prevention. Areas at Risk for Chikungunya. https://www.cdc.gov/chikungunya/data-maps/index.html
(²) European Centre for Disease Prevention and Control. Chikungunya virus disease. https://www.ecdc.europa.eu/en/chikungunya-virus-disease
(³) European Centre for Disease Prevention and Control. Chikungunya virus disease case notification rate per 100 000 population, January 2024-December 2024. https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/chikungunya-virus-disease-case-notification-rate-100-000-population-january-2024
(⁴) Ribas Freitas AR, Pinheiro Chagas AA, Siqueira AM, Pamplona de Góes Cavalcanti L. How much of the current serious arbovirus epidemic in Brazil is dengue and how much is chikungunya? Lancet Reg Health Am. 2024 Apr 30;34:100753. doi: 10.1016/j.lana.2024.100753. PMID: 38711542; PMCID: PMC11070701
https://zoom.us/j/91786993523?pwd=QjyplmbPtj2bW5ZcH7d9G7ngYe0YNi.1



