SALUTE, patologie tumorali. Pancreas, ricerca e risultati: invito alla prudenza

A seguito della pubblicazione su PNAS del lavoro condotto sui topi dal Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (CNIO), i medici della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) hanno invitato alla prudenza, «poiché – essi affermano - i risultati della terapia sperimentale per l’adenocarcinoma duttale pancreatico sono promettenti, tuttavia, la vittoria clinica richiede l’effettuazione di studi sull'uomo»

Roma, 6 febbraio 2026 – Un chiaro invito alla prudenza è provenuto di recente dalla Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (SIGE), che ha posto in guardia in ordine ai recenti, seppure promettenti, risultati relativi all’efficacia di una terapia sperimentale per l’adenocarcinoma duttale pancreatico, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) of the United States of America. Si tratta di una patologia che conserva ancora oggi uno dei tassi di mortalità più elevati in ambito oncologico.

TERAPIA PER ADENOCARCINOMA DUTTALE PANCREATICO

Sebbene lo studio condotto a Madrid dal team del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (CNIO), guidato dal professor Mariano Barbacid, rappresenti un avanzamento scientifico di valore, la SIGE ribadisce la necessità di posizionarli in una fase sperimentale condotta esclusivamente su topi, quindi in un contesto che impone estrema cautela prima di poter parlare di una svolta terapeutica definitiva a beneficio dei pazienti. La ricerca ha evidenziato come l’azione combinata di inibizione su tre nodi strategici delle vie di segnalazione cellulare del gene KRAS, che codifica una proteina in grado di regolare la crescita cellulare (nello specifico RAF1, EGFR e STAT3) sia in grado di indurre una regressione completa del tumore senza la comparsa di resistenze farmacologiche per un periodo prolungato. Una strategia che ha rivelato un’efficacia senza precedenti nei topi, superando uno dei principali ostacoli posti alla terapia attuale, quello della rapidità con cui le cellule cancerose del pancreas imparano a eludere i farmaci.

SUCCESSO IN LABORATORIO

Afferma al riguardo Luca Frulloni, presidente della SIGE, che «il successo ottenuto in laboratorio non garantisce automaticamente un esito identico negli esseri umani. La biologia del tumore pancreatico umano è di una complessità tale da richiedere una validazione rigorosa attraverso trial clinici strutturati, indispensabili per confermare che la terapia sia non solo efficace, ma anche tollerabile nel lungo periodo il passaggio dai modelli animali alla pratica clinica è un percorso lungo e delicato; pertanto, questi risultati devono essere interpretati non come un traguardo finale, ma come una preziosa bussola per orientare la futura ricerca clinica. La comunità scientifica, in primo luogo la SIGE, è fiduciosa, ma la priorità resta quella di procedere con rigore metodologico per trasformare queste evidenze di laboratorio in una reale speranza di cura».

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