SOCIETÀ, sport e comunicazione. Olimpiadi invernali Milano Cortina: l’artcontainer Girls Wanted sottolinea le pari opportunità

Affermare il potenziale della diversità e una visione in cui il talento deve contare più del genere di appartenenza: questo il messaggio che il progetto Girls Wanted (talent over gender di Daniela Niederstätter di Niederstätter SpA e di Sara Canali di SHER) recato ai Giochi olimpici invernali 2026 per le gare di biathlon ad Anterselva Antholz. L’iniziativa, assunta in collaborazione con la Commissione provinciale Pari opportunità per le donne, ha luogo sotto il patrocinio del presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Südtirol, Arno Komptscher

Bolzano Bozen e Anterselva Antholz, 6 febbraio 2026 – A veicolare il messaggio in un contesto di grande visibilità internazionale è l’artcontainer Girls Wanted, che per tutta la durata delle competizioni olimpiche permarrà esposto nei pressi della Südtirol Home, punto d’incontro e hub centrale per gli atleti e le atlete fino al 22 febbraio. All’esposizione del container il giorno 19 febbraio verrà associato un evento pubblico performativo sulle tematiche lanciate attraverso le opere.

EMPOWERMENT FEMMINILE: AI GIOCHI OLIMPICI SI ILLUMINA IL MESSAGGIO

L’iniziativa manifesto contro gli stereotipi di genere dialoga con i valori dello sport tra i paesaggi alpini della Südtirol Arena ed esorta il pubblico a farsi testimonial del progetto. Il talento deve contare più del genere: questo il messaggio che il progetto Girls Wanted, talent over gender porterà all’attenzione internazionale durante i Giochi olimpici invernali di Anterselva ponendo in dialogo sport, pari opportunità e inclusione. Trovare il coraggio di intraprendere nuove vie e riconoscere la forza nella diversità, per un incontro alla pari, beside, not behind anche nello sport: l’iniziativa manifesto Girls Wanted, lanciata nel maggio scorso, vuole sostenere il percorso professionale delle donne e innescare momenti di dibattito e confronto attivo sugli stereotipi professionali, in particolare nei settori tradizionalmente maschili, anche e soprattutto quelli che non si riconoscono come tali.

ARTCONTAINER GIRLS WANTED: MANIFESTO CONTRO GLI STEREOTIPI

L’artcontainer disegnato dall’artista Lena Lapschina (Kurgan, Russia, 1965) con la sua grande scritta rossa a neon materializzerà l’appello di Girls Wanted talent over gender nel suggestivo paesaggio alpino che avvolge la Südtirol Arena di Anterselva, nel cuore dell’Alta Pusteria. La visione ver dove lo sport si fa spazio di inclusione, sostenibilità sociale e confronto leale. L’esposizione sarà accompagnata, il giorno 19 febbraio da un evento pubblico performativo sulle tematiche affrontate da Girls Wanted e da una presentazione del progetto alla quale interverranno, oltre alle iniziatrici Sara Canali e Daniela Niederstätter, anche Ulrike Oberhammer e Nadia Mazzardis, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione provinciale per le Pari opportunità per le donne. L’evento avrà luogo durante la serata dedicata alla rete Südstern (Südtirol Home, a partire dalle ore 18:00).

INVITO ALLA CONDIVISIONE

Inoltre, un cartello posto vicino all’installazione inviterà pubblico, atleti, atlete e rappresentanti istituzionali presenti ai Giochi a condividere sui propri canali social un selfie davanti all’opera, e taggando il profilo Instagram del progetto (@girls_wanted.bz) diventando così testimonial dei valori di Girls Wanted. All’interno del container sarà esposta la capsule collection ideata dalla start up altoatesina SHER e realizzata in collaborazione con l’artista Lena Lapschina, che ha preso parte allo sviluppo del progetto. Si tratta di una collezione di abiti da lavoro per donne nel settore edile, e dello sport, ma anche di capi per la vita di ogni giorno, come t-shirt e borse, «messaggi da indossare» da tutte le persone che abbracciano i valori di Girls Wanted talent over gender. «Con questa iniziativa desideriamo dare visibilità al ruolo centrale delle donne nella nostra società. Le atlete, in particolare, sono esempi concreti e offrono un contributo fondamentale nel mettere in luce l’importanza della parità di genere, nello sport come nella vita di tutti i giorni. In questo senso, i Giochi Olimpici rappresentano un palcoscenico straordinario, capace di parlare al mondo intero» dichiara Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Südtirol.

ABBATTERE LE BARRIERE

Ulrike Oberhammer e Nadia Mazzardis, hanno dal canto loro dichiarato: «L’uguaglianza di opportunità nello sport ha ampie ripercussioni sociali. Atleti e atlete con le stesse opportunità costituiscono modelli aspirazionali per le prossime generazioni e ispirano i giovani e le giovani a perseguire i propri sogni, al di là del genere e del proprio background culturale e sociale. Un esempio particolarmente evidente di disuguaglianza nello sport è la combinazione nordica, che attualmente è l’unica disciplina alle Olimpiadi in cui le donne non sono ammesse. Questo non è solo una discriminazione, ma anche una perdita per lo sport in generale, poiché molte persone atlete talentuose non hanno l’opportunità di dimostrare il loro valore. L’uguaglianza di opportunità nello sport non è quindi solo una questione di giustizia, ma anche una necessità per lo sviluppo complessivo dello sport. È tempo di abbattere le barriere esistenti e garantire che tutte le atlete e gli atleti, indipendentemente dal genere, abbiano le stesse opportunità di mostrare i propri talenti e avere successo».

NIEDERSTÄTTER

«In questo palcoscenico privilegiato, teatro di emozioni spettacolari e di competizioni di altissimo livello, crediamo sia importante portare l’attenzione su modelli professionali e sociali più equi e responsabili, anche attraverso l’esempio e la forza simbolica dello sport – dichiara Sara Canali di SHER -, l’attenzione globale generata dai Giochi olimpici invernali ci offre un’occasione unica per affermare con forza che la competenza e il talento non conoscono barriere di genere» aggiunge Daniela Niederstätter, membro del Consiglio di amministrazione dell’impresa altoatesina. Un approccio, questo, che è profondamente inscritto nella storia di Niederstätter: come noto, le basi dell’azienda sono infatti state poste negli anni Settanta da Maria Niederstätter, in grado di affermarsi con successo nel settore dell’edilizia, tradizionalmente considerato «maschile».

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