Washington, 3 febbraio 2026 – Nelle prime ore di questa mattina un caccia statunitense ha abbattuto un drone iraniano Shahed-139 che sorvolava il Mar Arabico dopo che questo si era avvicinato «aggressivamente» alla portaerei USS Abraham Lincoln (unità classe Nimitz), che si trovava in transito a cinquecento miglia (ottocento chilometri) dalla costa meridionale della Repubblica Islamica.
TENSIONE NEL GOLFO: ABBATTUTO DRONE IRANIANO
Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (US Centcom, ha in seguito dichiarato che la portaerei americana «stava attraversando il Mar Arabico a circa ottocento chilometri dalla costa meridionale dell’Iran, quando un drone Shahed-139 ha manovrato inutilmente verso di essa. Il drone ha continuato a volare verso la nave nonostante le misure di de-escalation adottate dalle forze statunitensi che operano in acque internazionali». A quel punto un caccia F-35C decollato dalla portaerei ha abbattuto il drone «per autodifesa, al fine di proteggere la nave e il suo equipaggio». Nessun militare statunitense è rimasto ferito e nessun equipaggiamento americano è stato danneggiato.
BLOCCO DELLA PETROLIERA AMERICANA E INTERVENTO DELL’US NAVY
Più tardi, nelle acque dello Stretto di Hormuz a sedici miglia nautiche (trenta chilometri) a nord dell’Oman, due imbarcazioni appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e un drone Mohajer si sono avvicinati alla petroliera Stena Imperative, battente bandiera degli Stati Uniti d’America e con a bordo un equipaggio formato da cittadini statunitensi, minacciando l’abbordaggio e il sequestro della nave mercantile. Allo specifico riguardo, US Centcom ha riferito che a seguito dell’azione intimidatoria un cacciatorpediniere lanciamissili dell’US Navy è intervenuto e ha quindi scortato la nave aggredita, che ha quindi potuto proseguire sulla propria rotta.



