Martedì 3 novembre 2026 gli Stati Uniti andranno al voto per le elezioni di mezzo termine, in cui potranno ridisegnare l’equilibrio di potere al Congresso. Una consultazione che influenzerà direttamente l’agenda politica del presidente Donald Trump per i successivi due anni e getterà le basi per la corsa alla Casa Bianca nel 2028.
RECORD DI ELETTORI «INDIPENDENTI»
Una stagione politica caratterizzata da una forte polarizzazione che gli elettori sembrano rifiutare. È quanto afferma un recente sondaggio Gallup, per il quale, il 45% degli adulti statunitensi in età di voto si dichiara indipendente, superando il 43% registrato nel 2014, 2023 e 2024. Percentuali uguali di elettori (27% ciascuno per un totale del 54%) si identificano nel partito democratico o repubblicano. Gli americani non mostrano di apprezzare la retorica dei due partiti che considerano troppo estremisti e poco propensi ad attuare politiche a beneficio del Paese.
LA POLARIZZAZIONE NON PAGA
Le politiche di Trump hanno radicalizzato la base elettorale repubblicana, ma anche fatto crollare a soli sette punti il vantaggio degli elettori che si considerano conservatori su quelli che si dichiarano progressisti, toccando il punto più basso mai misurato nelle medie annuali dal 1992. Molti elettori moderati si dissociano anche dal partito democratico considerandolo offuscato dall’odio anti-trumpiano. Ai loro occhi i Dem si oppongono al presidente in maniera contradditoria, come è avvenuto nella crisi in Venezuela: prima reclamando misure risolutive, poi criticando l’operazione dell’arresto di Maduro.
LE ELEZIONI SI VINCONO AL CENTRO
Nel 45% di indipendenti dell’indagine Gallup, il 20% propende per il partito Democratico, il 15% per il Repubblicano, mentre il 10% è equidistante dai due partiti. Rispetto al 2024 della seconda vittoria di Trump, un calo di tre punti per i filo-repubblicani e un aumento di tre punti percentuali per i filo-democratici. Per vincere le elezioni a novembre, i Dem devono riavvicinarsi al centro dell’elettorato e affrontare le questioni che influenzano le vite degli americani. Parlare di più dei loro bisogni e aspettative e meno di Trump. Davanti hanno dieci mesi per elaborare un programma di governo e un vantaggio di tre punti percentuali, nell’elettorato non schierato.



