TERRITORIO, rischio idrogeologico. Prevenzione e messa in sicurezza: verso un testo unico in materia

Buona parte dei comuni italiani sono a rischio, questo in un contesto nel quale, anche a causa del clima, gli eventi meteo estremi si susseguono a cadenze ravvicinate, anche di mesi, quando in precedenza gli intervalli erano molto più lunghi. Si tratta di fenomeni che fungono sicuramente da acceleratori delle criticità, ma che hanno luogo in un ambiente che vive da anni il problema sulla base di una cultura emergenziale, laddove ciò che dovrebbe essere «eccezionale» viene al contrario considerato ormai «strutturale». Dunque, a fronte dei sempre più frequenti disastri (si pensi soltanto al numero di frane che si verificano nel Paese in un anno e i conseguenti complessivi danni in termini ambientali ed economici, di miliardi di euro) proseguono le decretazioni di urgenza. Il territorio è fragile e andrebbe manutenuto sia ordinariamente che straordinariamente, ma per farlo occorrerebbe passare dall’emergenzialità alla programmazione. La politica ha allo studio un intervento normativo di sistema, un testo unico in materia che consenta una visione integrata di tutto quello che attualmente risulta invece polverizzato. Sull’argomento insidertrend.it ha interpellato Erica Mazzetti, parlamentare della Repubblica che al progetto sta lavorando (registrazione audio A769-31GEN26)

Prato, 31 gennaio 2026 – L’intervista con l’onorevole Erica Mazzetti, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e responsabile del Dipartimento lavori pubblici del suo partito politico (Forza Italia) è stata registrata nel pomeriggio, dunque a poche ore di distanza dall’adozione da parte del Commissario straordinario Claudio Sammartino di un piano d’azione per la manutenzione del territorio pratese e la prevenzione degli eventi critici attraverso interventi infrastrutturali e una maggiore coordinamento al fine di rispondere in tempo alle emergenze.

Erica Mazzetti

 

ALLUVIONI E GESTIONI COMMISSARIALI

La Mazzetti esordisce dichiarando che «Prato, colpita dall’alluvione nel 2023, aveva bisogno di questo, quindi sarà sempre grata a Sammartino, che ha sbloccato le opere e fatto fare manutenzione ordinaria e straordinaria richiamando le ditte, soprattutto le partecipate. Ora, quando sarà terminato il commissariamento la politica dovrà essere in grado di proseguire nel solco tracciato». La parlamentare azzurra entra subito nel merito di una questione che le sta a cuore, quella relativa alla strategia organica di prevenzione, sia ordinaria che straordinaria, che nelle sue aspettative dovrebbe concretizzarsi in un testo unico in materia varato dal Parlamento.

IN ATTESA DEL TESTO UNICO IN MATERIA

«Sto lavorando al riordino delle norme e delle competenze in materia – ella afferma -, consapevole che la burocrazia, anche in questo caso, costituisce uno dei problemi che il Governo deve saper risolvere». La burocrazia, in particolare la sua stratificazione, torna quindi sul banco degli imputati, con la politica intenta ad approntare un quadro di riferimento che conduca alla semplificazione, a una visione di sistema che attualmente è invece polverizzato in ministeri, regioni, comuni, autorità di bacino e altri enti.

AUSPICATO CAMBIO DI PARADIGMA

Nei propositi l’obiettivo perseguito è quello del cambio di paradigma, passare cioè dalla cultura dell’emergenza a quella della programmazione al fine di essere nelle condizioni di gestire calamità naturali quali alluvioni, frane e siccità. Ovviamente si tratterebbe di una mitigazione dell’incidenza dei rischi, poiché il loro azzeramento nella pratica risulta impossibile, tuttavia, ad avviso dei promotori dell’iniziativa, attraverso efficaci sinergie e piani di protezione civile aggiornati si renderebbe possibile alleviare notevolmente il disseto idrogeologico in Italia.

sull’argomento, di seguito è possibile ascoltare l’intervista con l’onorevole Erica Mazzetti (registrazione audio insidertrend.it A769-31GEN26)

A769 – TERRITORIO, RISCHIO IDROGEOLOGICO: PREVENZIONE E MESSA IN SICUREZZA, verso un testo unico in materia. Buona parte dei comuni italiani sono a rischio, questo in un contesto nel quale, anche a causa del clima, gli eventi meteo estremi si susseguono a cadenze ravvicinate, anche di mesi, quando in precedenza gli intervalli erano molto più lunghi.
Si tratta di fenomeni che fungono sicuramente da acceleratori delle criticità, ma che hanno luogo in un ambiente che vive da anni il problema sulla base di una cultura emergenziale, laddove ciò che dovrebbe essere «eccezionale» viene al contrario considerato ormai «strutturale». Dunque, a fronte dei sempre più frequenti disastri (si pensi soltanto al numero di frane che si verificano nel Paese in un anno e i conseguenti complessivi danni in termini ambientali ed economici, di miliardi di euro) proseguono le decretazioni di urgenza. Il territorio è fragile e andrebbe manutenuto sia ordinariamente che straordinariamente, ma per farlo occorrerebbe passare dall’emergenzialità alla programmazione. La politica ha allo studio un intervento normativo di sistema, un testo unico in materia che consenta una visione integrata di tutto quello che attualmente risulta invece polverizzato. Sull’argomento insidertrend.it ha interpellato ERICA MAZZETTI, parlamentare della Repubblica che al progetto sta lavorando.
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