Cortaccia (BZ), 30 gennaio 2026; a cura di Oskar Peterlini, membro eletto del comitato provinciale del KVW – Il KVW, con il suo tema annuale, si impegna a sensibilizzare la popolazione sul tema della pace: abbiamo organizzato una marcia per la pace, invitato come ospite il signor Zucconi della Comunità di Sant’Egidio per una conferenza e i nostri distretti e gruppi locali si stanno adoperando con varie iniziative. Ottanta anni di pace: la nuova generazione non conosce più gli orrori. Finora la pace è stata mantenuta perché le forze si tenevano in equilibrio, tuttavia, attualmente nel mondo sono in corso una quarantina di conflitti, inoltre siamo di fronte al fenomeno del «ritiro delle democrazie», dato che due terzi dell’umanità vive in sistemi autoritari L’ondata di democratizzazione è durata fino al 2012.
L’ONDATA DI DEMOCRATIZZAZIONE
Fino al 2012 all’incirca c’è stata l’ondata di democratizzazione: dalla caduta del Muro di Berlino ha preso avvio una fase felice di allargamento, ma anche un’avanzata verso Est, verso gli ex Paesi satelliti dell’Unione Sovietica, divenuti democrazie a pieno titolo. Vladimir Putin è stato eletto presidente della Federazione Russa nel 2000, succedendo a Boris Eltsin, che per gran parte del tempo è stato ricoverato in ospedale anche a causa della sua cronica dipendenza dall’alcol. Con lui la Russia era precipitata in una profonda crisi. Putin rappresentava l’opposto: lo sportivo che centralizzava il potere, ricostruiva l’economia e portava tutte le radio e le televisioni sotto il proprio controllo.
PUTIN SALVATORE DELLA RUSSIA
Popolare, con tassi di approvazione tra il 60 e l’80 per cento. Ma nel 2022 c’è stata l’invasione militare del l’Ucraina, un crimine contro il diritto internazionale. Sono contrario a tutte le guerre di aggressione; molte sono state condotte dagli Stati Uniti d’America, come in Vietnam e a Cuba. Michail Gorbaciov, presidente dell’Unione Sovietica dal marzo del 1990 al dicembre del 1991, prese persino in considerazione uno scudo di protezione europeo e l’adesione dell’Urss alla NATO, ma rifiutò un’espansione unilaterale verso est dell’Alleanza Atlantica nei territori ex sovietici. L’Unione europea era d’accordo.
ALLARGAMENTO DELLUNIONE EUROPEA
Con l’allargamento del 2004, dieci Stati entrarono nell’Unione Europea: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Cipro. Si trattò del quinto e finora il più grande allargamento, con l’UE che passò così a venticinque membri (UE25), fino a quando, nel gennaio 2007, con la seconda espansione verso est vennero ammessi anche Bulgaria e Romania, mentre altri Stati dell’Europa orientale ottennero lo status di candidati. Nel frattempo anche la NATO perseguì un’espansione verso est: nel 1999 Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria ne entrarono a fare parte; nel 2004 fu la volta di Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Romania, Bulgaria e Slovenia; nel 2009 toccò a Croazia e Albania, nel 2017 al Montenegro e nel 2020 alla Macedonia del Nord.
L’ULTIMO «MEMBRO DESIDERATO»
Per quanto tutto ciò sia positivo dal nostro punto di vista (quello occidentale), si è trattato di una dinamica che ha profondamente sconvolto l’equilibrio tra Est e Ovest. L’Ucraina rimaneva l’ultimo membro desiderato di questa catena. Papa Francesco ha condannato duramente la guerra scatenata dalla Russia, però ha anche fatto riferimento alla NATO parlando di «cani che abbaiano». Nella loro argomentazione contro l’espansione verso est, i rappresentanti della Federazione Russa fanno spesso riferimento a una promessa verbale dell’Occidente di non estendere la NATO e agli interessi di sicurezza della Russia. Ma non vi è nessuna giustificazione all’invasione dell’Ucraina, che è un crimine contro il diritto internazionale.
GIVE PEACE A CHANCE
La guerra è un massacro senza coscienza. Criminali di guerra sono sia Netanyahu che i leader di Hamas. Vogliamo tornare alla diplomazia piuttosto che al riarmo e alle armi. Generazione tranquilla, senza più memoria delle guerre: guerra del Vietnam degli Stati Uniti d’America dal 1955 al 1975; John Lennon, Beatles! La canzone Give Peace a Chance uscì nel 1971. Lennon si spostava di città in città con la sua chitarra per la pace, le masse scesero in strada e il presidente Richard Nixon fu infine costretto a ritirare le truppe dal Vietnam. È un inno alla pace, all’unità e alla speranza e viene suonato in tutto il mondo per promuovere armonia e giustizia sociale.
POTENTI LOBBY
Purtroppo la politica è guidata da potenti lobby. La lobby più grande è la NRA. Cos’è la NRA? È la National Rifle Association of America, che conta cinque milioni di membri e un enorme patrimonio grazie alle donazioni di ventimila tra commercianti e produttori di armi. Essa influenza notevolmente le elezioni politiche negli Stati Uniti d’America, finanziariamente e sul piano della propaganda, poi «passa all’incasso» pretendendo il proprio compenso nella legislazione nazionale e nella politica internazionale. Il risultato sono leggi sulle armi permissive, sparatorie nelle scuole e guerre nel mondo. Riarmo in tutto il mondo: questa non deve essere il nostro futuro.
SI VIS PACEM PARA BELLUM
Si vis pacem, para bellum. A questo detto latino dei Romani guerrafondai opponiamo la saggezza degli antichi Greci: Erodoto (circa 485 – circa 425 a.C.), storico greco e padre della storiografia. 547 a.C., il re lidio sconfitto Creso al re persiano Ciro il Grande: ἐν μὲν γὰρ τῇ οἱ παῖδες τοὺς πατέρας θάπτουσι, ἐν δὲ τῷ οἱ πατέρες τοὺς παῖδας. En men gar tē hoi paides tous pateras thaptousi, en de tō hoi pateres tous paidas. In pace i figli seppelliscono i padri, in guerra invece i padri seppelliscono i figli.
CHE FARE?
Chiediamo: all’Unione Europea e agli Stati di rimettere la diplomazia al centro degli sforzi (come Francia, Regno Unito e Germania dopo la guerra); nessuno può scegliersi i vicini; vanno rafforzate le organizzazioni internazionali: Onu, Helsinki/Osce, Corte Internazionale di Giustizia, Salt (Strategic Arms Limitation Talks); bilanci sociali al posto delle armi; rafforzamento della democrazia e non il suo smantellamento: riforme della giustizia ed elezione diretta del presidente; imparare dalle catastrofi (mai più!); pace all’interno, giustizia sociale e pace nel mondo; educazione politica nelle scuole (cultura della pace): andare a votare nonostante la delusione! affinare lo sguardo: resilienza contro un’informazione unilaterale; educazione all’uso delle piattaforme sociali (Facebook, Brexit, divieto in Australia sotto i sedici anni); il nostro mondo non verrà distrutto dall’avidità di potere e dai criminali; preghiamo per la pace, come KVW, ma non è abbastanza; ognuno di noi lanci un sasso che crei cerchi: chiamare deputati e partiti alle loro responsabilità.
DEMOCRAZIA E CITTADINANZA
Obama, nel suo discorso di addio pronunciato il 10 gennaio del 2017 a Chicago, un discorso infuocato, affermò che «la democrazia è sempre in pericolo se la diamo per scontata» e pose l’interrogativo: «Qual è l’istituzione più importante della democrazia? Tu, il cittadino», concludendo che «noi ci opponiamo alla guerra con John Lennon: All we are saying, Give Peace a Chance!».

OSKAR PETERLINI
Oskar Peterlini, già senatore della Repubblica Italiana nelle Legislature XIV, XV e XVI; professor mit Vertrag an der Freien Universität Bozen/ Professore a contratto presso la Libera Università di Bolzano / Contract Professor at the Free University of Bozen Bolzano: Diritto pubblico dell’economia, nel Corso di laurea in Economia e Management (Public Economic Law); Theorien der Kommunikation, im Bachelorkurs in Kommunikations- und Kulturwissenschaften (Media Studies); Principi e laboratorio del Diritto pubblico e delle fonti normative, nel Corso di laurea magistrale in Politiche Pubbliche e Amministrazione (Public Law and Sources of Law). Gastprofessor an der Universität Rostock, Institut für Politik und Verwaltungswissenschaften. On.Senatore della Repubblica/ Member of Italian Parliament 14th 15th 16th legislative term.
Books and publications:
unibz.academia.edu/OskarPeterlini
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