Roma, 27 gennaio 2026 – «In questa giornata, in cui l’Italia e il mondo ricordano la Shoah, le leggi razziali e la persecuzione degli ebrei e di tutti i deportati nei campi di sterminio, mi rivolgo in modo speciale alle comunità italiane del Sud America, parte essenziale della nostra storia nazionale». Così ha esordito l’onorevole Fabio Porta.
NON È UNA CERIMONIA FORMALE
«Il Giorno della Memoria non è una cerimonia formale – ha egli proseguito -, ma un impegno. Quello di gridare “mai più!” all’odio, al razzismo, all’antisemitismo e a ogni ideologia che neghi la dignità umana. Come deputato eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione America meridionale, sono consapevole che le nostre comunità in Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Venezuela e in tutto il continente latinoamericano conoscono bene, per esperienza storica, il valore della libertà, della democrazia e dei diritti umani».
APPELLO ALLE NUOVE GENERAZIONI DI ITALO DISCENDENTI
«Alle nuove generazioni di italo-discendenti – ha quindi concluso il parlamentare del PD – voglio dire che la memoria è scelta di presente: significa rifiutare ogni discorso d’odio, rispettare le minoranze, difendere chi è più fragile. In questo 27 gennaio, invito tutte le nostre comunità a promuovere momenti di riflessione e testimonianza: far vivere la memoria della Shoah, anche lontano dall’Europa, vuol dire contribuire a un mondo più giusto e più umano, per gli italiani in patria e per gli italiani nel mondo.”



