ARTE, eventi. Roma: In De Rebus Naturae, di Patrizia Trevisi

Un evento curato da Antonio E.M. Giordano che avrà luogo a partire dal 9 febbraio 2026 presso AOC F58 - Galleria Bruno Lisi, in via Flaminia 58

Roma, 25 gennaio 2026 – De Rebus Naturae prende forma nel cuore dell’Antropocene, nel momento di frattura in cui l’equilibrio tra uomo e ambiente si incrina lasciando emergere una nuova geografia del mondo. La mostra non cerca colpevoli, non formula diagnosi: si propone come uno strumento concettuale che, attraverso le opere esposte, registra tensioni, mutamenti e metamorfosi di una trasformazione ancora in atto.

DE REBUS NATURAE

È uno sguardo rivolto a ciò che sta cambiando e a ciò che, forse, è già mutato senza possibilità di ritorno. In questo tempo sospeso, la natura abbandona il ruolo di sfondo e si rivela come corpo, memoria, superficie sensibile. Le opere si configurano come eco materiali di un presente frammentato: reperti immaginari che conservano tracce di un mondo ferito dall’intervento umano, ma anche manifestazioni della forza autonoma della materia, capace di deformarsi, rigenerarsi e riaffiorare in forme inattese. Ogni lavoro agisce come una lente sul “dopo”: il momento immediatamente successivo al danno, il punto in cui l’impatto umano si ritrae e lascia emergere ciò che sopravvive, ciò che resiste, ciò che continua a trasformarsi. L’Antropocene, con le sue accelerazioni e derive, porta con sé un’eredità complessa: materiali ibridi, ecosistemi alterati, infrastrutture disseminate nella terra, nelle acque e nell’aria. In questo scenario non vi è catastrofismo né nostalgia, ma la consapevolezza di trovarsi in un territorio nuovo, dove i confini tra naturale e artificiale si sfumano fino a generare forme di esistenza inedite.

ACCELERAZIONI E DERIVE DELL’ANTROPOCENE

È in questo contesto che sculture e arazzi acquisiscono senso. Le sculture Arsa Mater, Muta Mater e Mutans Mater si presentano come totem arcaici, presenze monumentali dai volumi essenziali che evocano l’archetipo della Grande Madre. Raccolgono un senso di origine e di forza primordiale, trattenendo il respiro di tempi remoti e rendendo visibile la tensione tra vita, trasformazione e permanenza. L’arazzo Vulnera Mater (la Madre delle ferite) è un grande cerchio tessuto da corde intrecciate che incidono la superficie come una trama di cicatrici. La topografia irregolare che ne emerge evoca una mappa simbolica del mondo contemporaneo: tracciati umani sovrapposti che ridisegnano e consumano la pelle della Terra. L’opera diventa così un archivio della memoria, una pelle che trattiene ciò che è stato plasmato, sfruttato, segnato. Il secondo arazzo, Consumpta Mater, è realizzato come un patchwork di sacchi di juta provenienti da diverse aree del mondo, ricuciti con corde-sutura che attraversano la superficie.

IRREGOLARITÀ DELLE TRAME

Le irregolarità delle trame raccontano economie distanti, filiere globali, pressioni produttive e industriali impresse nel tessuto come cicatrici di un sistema che consuma senza tregua. In Grembo Matris rappresenta infine un corpo simbolico, modellato come una guepière, che accoglie nel proprio ventre frammenti eterogenei: plastiche deformate, legni levigati dall’acqua, detriti naturali e scarti industriali. Da questa fusione inattesa nasce un organismo ibrido, una materia che sembra inaugurare un nuovo linguaggio, un sistema che muta annunciando un cambiamento profondo. In De Rebus Naturae la forma non descrive, ma rivela. Mostra ciò che la Terra trattiene, ciò che sopravvive, ciò che muta. È la visione di un’artista che affida alla materia il compito di testimoniare e insieme reinventare il passaggio dell’umanità: una materia che si compone e si decompone, generando possibilità inedite di esistenza.

INFO

De Rebus Naturae, di Patrizia Trevisi; evento a cura di Antonio EM Giordano;

luogo: sede AOC F58 – Galleria Bruno Lisi, in via Flaminia, 58 Roma;

data inaugurazione: 9 febbraio 2026 dalle ore 18:00 alle ore 20:30;

periodo esposizione: dal 9 al 28 febbraio 2026: orario di apertura al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle ore 19:30, prenotare appuntamenti a mezzo SMS o messaggeria istantanea (Whatsapp) all’utenza telefonica +393339652149; chiuso il sabato e nelle giornate festive.

Condividi: