Cosenza, 26 gennaio 2026; a cura di AoW – Il volume prende spunto dai casi storici calabresi riportati in “Antichi delitti”, di Francesco Caravetta (Vol. III, 2021), focalizzandosi sul brigante Acciardi e su Groppa, considerato invece un serial killer. Una nota dell’esperto Caravetta accompagna il testo, offrendo approfondimenti sui fatti storici e sulle dinamiche criminali dei protagonisti. La loro esperienza carceraria evidenzia come la detenzione, priva di programmi di reinserimento, possa alimentare rabbia sociale e comportamenti violenti, anziché promuovere la rieducazione.
IL SOLE A SCACCHI
Il libro affronta anche la dimensione più ampia del carcere quale contenitore di soggettività marginali, spesso «vittime» di un sistema che dai tempi della rivoluzione industriale tende a marginalizzare chi non rientra nei canoni sociali dominanti. Particolare attenzione viene dedicata al sistema carcerario statunitense, trasformato a partire dagli dagli anni Ottanta in una vera e propria impresa economica. Infatti, la detenzione genera profitti per aziende private e colossi finanziari attraverso servizi, forniture e programmi di lavoro interni, rendendo il carcere un redditizio business che incentiva l’incremento delle detenzioni. Anche in Italia, la scarsità di misure alternative per minori, donne con figli e condanne brevi, evidenzia la necessità urgente di programmi di reinserimento efficaci. “Il sole a scacchi” non si limita dunque a raccontare i crimini dei briganti calabresi, ma propone una riflessione sul significato della pena, sulla sua funzione sociale e sulla necessità di ripensare il carcere come spazio di recupero e reintegrazione, e non come luogo di esclusione o di profitto economico.

RIPENSARE IL CARCERE
L’idea di parlare della durezza, ma anche dell’ inadempienza e disattesa del carcere italiano è partita dagli eventi di disordini e decessi verificatisi durante il periodo della pandemia da Covid-19 alcune carceri italiane. Una situazione di sovraffollamento che avrebbe invece dovuto snellirsi. Impossibile, però, per un paese che ha quasi nulle misure alternative alla carcerazione. Come gli alloggi di detenzione per chi ha commesso reati di minore entità, cioè quei detenuti che vivono a stretto contatto con criminali di lungo corso responsabili di reati gravi. Soprattutto poi per le donne e i bambini loro figli, detenuti loro malgrado. Tutto questo pone una forte riflessione sulla promiscuità e sull’ educazione del minore nei primi tre anni di vita. Il sovraffollamento nelle carceri non moltissimo tempo fa era costato una multa salatissima irrogata allo Stato italiano dall’Unione europea.
ANALISI DEL SISTEMA DETENTIVO AMERICANO
Al fine di analizzare gli aspetti psicologici della detenzione l’autrice ha preso le mosse da due casi verificatisi nel secolo scorso, riguardanti gli ultimi due briganti della storia calabrese: Domenico Groppa, rivelatosi un serial killer e Acciardi, un cosentino che seminava il terrore nella preSila. Ciò che colpisce di questi due casi è di come nulla o quasi sia cambiato nelle implicazioni psicologiche del carcerato e nell’ambiente di detenzione. Vigeva allora, come oggi, un codice criminale, vi era la propensione ad autoaccusarsi di reati non commessi per incrementare il proprio prestigio, mentre il sovraffollamento e la promiscuità erano la prassi. L’autrice analizza anche il sistema carcerario statunitense, nel quale vengono investite notevoli risorse economiche, laddove il numero crescente di reati commessi pone problemi di sovraffollamento che negli Usa sono stati risolti con la creazione di carceri private, collocate dove le condizioni di vita sono più difficili, cioè nei luoghi con carenze di lavoro e bassa scolarizzazione.
INFO
Titolo: Il sole a scacchi: sistema, pena e disattese. Brigante in Calabria;
autrice: Lucia De Cicco;
editore: ArtonWorld;
note di Francesco Caravetta;



