Roma, 21 gennaio 2026 – «Per anni abbiamo avvertito il Governo sul rischio dell’invasione di auto cinesi nel nostro mercato e in Europa, grazie a costi più bassi che minano la concorrenza. Oggi, con la nostra ricerca, dimostriamo numeri alla mano, che quel rischio è diventato realtà e c’è bisogno di una scossa immediata per evitare un disastro occupazionale, sociale e industriale senza precedenti». È l’allarme lanciato da Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, intervenuto a seguito della pubblicazione dei dati emersi dalla ricerca condotta dall’organizzazione sindacale di cui è al vertice, un report frutto dell’elaborazione dei dati pubblicati da UNRAE e relativi alla vendita in Italia di auto prodotte nella Repubblica popolare cinese.
IL QUADRO È DRAMMATICO
«I dati sulle immatricolazioni in Italia del 2025 delineano un quadro drammatico per l’industria automobilistica nazionale – argomenta il segretario generale della Uilm -, mentre il mercato complessivo registra una piccola flessione e la produzione crolla ai livelli del dopoguerra, i gruppi industriali cinesi raggiungono una crescita senza precedenti sia nell’elettrico che nell’endotermico. In particolare, mentre il mercato delle auto elettriche aumentava del 44%, grazie soprattutto agli incentivi statali, le vendite dei marchi cinesi incrementavano del 336%, quasi quattro volte in più rispetto al 2024. Oggi una macchina elettrica su cinque venduta in Italia è stata costruita da un’impresa cinese, a fronte di un peso della produzione italiana quasi inesistente. Non è un fenomeno che riguarda esclusivamente l’elettrico, anche vedendo il mercato complessivo, a fronte di un calo generale delle vendite del 2,1% rispetto al 2024, i marchi cinesi hanno più che raddoppiato le proprie vendite, raggiungendo una quota di mercato totale del 6,5% con poco meno di 100.000 veicoli. Anche qui la produzione italiana è presente solo con due modelli tra i primi cinquanta più venduti nel nostro Paese: un disastro senza precedenti».
TEMPESTA PERFETTA
«Quella che avevamo previsto come un’invasione è diventata realtà – prosegue Palombella -, siamo in una tempesta perfetta: in assenza di interventi immediati rischiamo di perdere una filiera fondamentale. Chiediamo a Stellantis nuovi modelli, prioritariamente ibridi, in tutti gli stabilimenti italiani per rilanciare la produzione e salvaguardare l’occupazione e l’anticipo del piano industriale. Chiediamo all’Unione europea di cancellare le regole assurde del Green Deal e e sostenere la produzione interna prima di considerare la rimozione dei dazi alla Cina. Al Governo diciamo che il tempo delle passerelle è finito. Per anni abbiamo lanciato un forte grido d’allarme sul rischio di invasione di auto cinesi nel mercato italiano ed europeo, a causa dei bassi prezzi che avrebbero vinto ogni concorrenza, ma non siamo stati ascoltati dal Governo e ora il rischio è stato superato perché con questa ricerca dimostriamo, numeri alla mano, una realtà: le auto cinesi si stanno prendendo anche il mercato italiano». Nel mercato dell’auto elettrica una vettura su cinque venduta nel corso del 2025 è stata prodotta nella Cina Popolare, un aumento impressionante registrato in quest’ultimo anno. Anche nel mercato delle auto tradizionali (endotermiche) c’è stato un raddoppio, a fronte di un lieve calo registrato nel mercato nazionale.
UN AUTO ELETTRICA SU CINQUE VENDUTA NEL 2025 È CINESE
Tra i primi cinquanta modelli elettrici venduti in Italia si rinviene soltanto la 500 elettrica, prodotta a Mirafiori peraltro in quantità molto limitate, dunque marginali. Nel mercato tradizionale, se non fosse per la Panda prodotta a Pomigliano d’Arco la situazione sarebbe la medesima. «I nodi stanno venendo al pettine e i nostri timori si sono purtroppo rivelati realtà – ammonisce il segretario generale della Uilm -, ora è il momento di agire: ora o mai più. Al governo e Stellantis chiediamo con ancora più forza modelli in tutti gli stabilimenti, ibridi in primo luogo per rilanciare la produzione e tutelare l’occupazione, e un piano industriale al più presto. Non possiamo aspettare giugno, siamo ai livelli di oltre settant’anni fa e c’è bisogno di una scossa immediata, prima che sia troppo tardi. Il 30 gennaio si riunirà il tavolo automotive che finora non ha prodotto alcun risultato, al di là dei proclami e delle passerelle a cui abbiamo assistito in questi anni. Siamo a un bivio: o si interviene subito o rischiamo di perdere una filiera fondamentale e strategica per il Paese. Prima di togliere i dazi alla Cina Popolare, l’Unione europea cancelli definitivamente le assurde regole del Green Deal, modifica in maniera molto limitata, e metta in campo ogni strumento, investimenti ingenti, politiche industriali serie e credibili che abbiano al centro il rilancio della produzione delle auto e la tutela dell’occupazione».
AUTO ELETTRICHE IN ITALIA
Nel 2025 in Italia sono state commercializzate 94.973 auto elettriche, quasi 30.000 in più rispetto al 2024 quando ne furono vendute 65.989 (+44%). Rispetto al totale delle auto elettriche vendute nel corso dell’anno, quelle prodotte da gruppi industriali cinesi costituiscono il 19% del totale, pari a circa 18.300 unità. Nel 2024, invece, le vendite di auto cinesi furono il 6,4% del totale, pari a circa 4.200 unità. In definitiva, nel 2025 in Italia, mentre il mercato generale delle auto elettriche è cresciuto del 44%, quello riferito alle auto cinesi è aumentato quasi del 336 per cento. Con riferimento al totale delle auto elettriche vendute in Italia, quelle prodotte nel Paese rappresentavano il 3,6% nel 2024 e l’1,8% nel 2025 l’1,8%, ma si tratta esclusivamente della 500 elettrica prodotta a Mirafiori, passata dalle 2.345 unità del 2024 alle 1.735 del 2025. Sempre nel 2025 le vendite di auto elettriche hanno costituito il 6,2% rispetto al totale delle autovetture vendute in Italia, nel 2024 erano il 4,1 per cento.
MERCATO ITALIANO IN CIFRE
In Italia nel 2025 sono state vendute 1,525 milioni di autovetture, pari al 2,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (furono circa 33.000 le autovetture in meno). Nel 2025, rispetto al totale della auto vendute, quelle prodotte da gruppi industriali sino popolari sono state il 6,5% del totale, pari a circa 99.000 unità. Nel medesimo periodo del 2024 le auto cinesi vendute in Italia furono il 3%, pari a circa 47.000 auto. In definitiva, mentre le immatricolazioni in Italia sono diminuite del 2,1%, i gruppi industriali cinesi hanno incrementato le proprie vendite del 110%, più che raddoppiandole. Dei primi cinquanta modelli più venduti in Italia nel 2025, soltanto due sono stati prodotti nel Paese: la Fiat Panda (modello più venduto in Italia con poco più di 102.000 unità) e l’Alfa Romeo Tonale (con circa 10.700 unità vendute), entrambi modelli costruiti nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Attualmente in Italia circolano circa 41 milioni di autovetture, la loro età media è di tredici anni (dati ANFIA), mentre quelle elettriche sono 365.000 (dato MOTUS E) e rappresentano lo 0,9% del totale del circolante nel Paese. Infine, i gruppi industriali cinesi presi in esame in questa analisi sono MG, BYD, Omoda&Jaecoo, LeapMotor, DFSK, Lynk&CO, Polestar e Voyah.



