Roma, 18 gennaio 2026 – Nella mattinata di sabato 17 gennaio, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, ha avuto luogo il convegno “La carta d’identità salva una vita”, evento incentrato sul ruolo sociale del cittadino nel consenso alla donazione di organi, che nell’era dell’informazione dovrebbe poter comportare per esso l’opportunità di esprimere e registrare la propria volontà sulla carta d’identità elettronica (CIE).
DONAZIONI DI ORGANI PER UN TRAPIANTO
Ogni giorno, la possibilità di salvare una vita attraverso un trapianto svanisce a causa di scelte non compiute o poco consapevoli. Spesso il vero ostacolo non risiede nell’opposizione attiva del singolo individuo, bensì (e questo si verifica con frequenza) nell’assenza di una volontà registrata. Infatti, quando un cittadino non esprime il proprio consenso sulla carta d’identità, il prelievo dei suoi organi diviene estremamente difficile da effettuarsi nelle fasi terminali, anche in presenza di condizioni mediche ottimali. Al riguardo, i dati del Centro regionale trapianti confermano che Roma, pur in presenza di centri di eccellenza sul proprio territorio, oltreché di una forte tradizione di solidarietà, registra tuttavia ancora un’elevata percentuale di opposizioni e di decisioni incerte, sovente riconducibili a una informazione incompleta o tardiva, questo mentre migliaia di persone restano in attesa di un organo per sopravvivere.
LA GIORNATA DI INFORMAZIONE ALLA PROTOMOTECA
I relatori intervenuti nell’arco della mattinata di sabato scorso hanno evidenziato le modalità di espressione del consenso informato sia all’atto del rinnovo della carta d’identità che, anche, in un momento successivo. Questo poiché non si rende necessario attendere la scadenza del documento per modificare la propria dichiarazione quando si decide di dare l’assenso. Il convegno nella Sala della Protomoteca ha preso avvio con i saluti istituzionali recati da Barbara Funari (assessore alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale), mentre Sandro Petrolati (capogruppo di Demos all’Assemblea capitolina) ha moderato i lavori; sono intervenuti Marco Di Stefano (capogruppo di Noi Moderati all’Assemblea capitolina), Giuseppe Maria Ettorre (direttore UOC Chirurgia generale e dei trapianti di organo del San Camillo Forlanini Spallanzani), Mariano Feccia (direttore del Centro regionale trapianti del Lazio), Fabio Sturabotti (presidente di AIDO Comunale Roma) e Bruno Galimberti (di ANED Sport). Numerosi anche gli interventi dei presenti in sala, tra i quali i funzionari del Servizio elettorale e l’onorevole Paolo Ciani.
LA CARTA D’IDENTITÀ SALVA UNA VITA
Ciascuno di essi ha evidenziato dal proprio punto di vista professionale l’importanza del consenso espresso ai fini del salvataggio di una vita umana. In qualità di politici, medici, chirurghi e volontari, hanno tutti reso una testimonianza sulla misura della differenza che fa un dato espresso sul documento di identità. La possibilità per una persona in attesa di trapianto di ricevere un organo significa, come minimo, una migliore qualità della vita, ma nella maggior parte dei casi segna la differenza tra il rischio fatale e una nuova vita, piena, libera e sana. Nel corso dell’evento in Campidoglio si è svolta anche la premiazione degli atleti vincitori del World Transplant Game 2025, ragazzi e ragazze che dopo il trapianto hanno espresso con lo sport la loro gioia di vivere conseguendo ottimi risultati. Si tratta di Liliana Castellani, Claudia Graziani, Samuele Galimberti, Andrea Filomia e Marco Giardino. I lavori de La carta d’identità salva una vita sono stati infine conclusi da Giuseppe Battaglia, assessore ai Servizi anagrafici ed elettorali, che ha definito l’iniziativa della giornata di informazione sulla donazione «un atto di solidarietà che rinnova la vita».



