Roma, 15 gennaio 2026 – Si è svolto in Campidoglio a Roma il convegno sul ruolo chiave rivestito da carta e cartone nella transizione ecologica italiana, evento organizzato dall’Associazione Italiana Scatolifici con il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.
RUOLO CHIAVE DEL CARTONE ONDULATO
Al centro della discussione il ruolo strategico dell’imballaggio in cartone ondulato quale pilastro del sistema di riciclo della carta e come leva fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economia circolare del Paese. Il convegno è stata un’importante occasione di confronto tra istituzioni e operatori del settore, esso ha preso le mosse dai risultati di una ricerca realizzata da Ipsos Doxa commissionata dall’Associazione Italiana Scatolifici, che hanno offerto una fotografia aggiornata dello stato dell’arte del comparto. Hanno partecipato ai lavori Sabrina Alfonsi (assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, (Fabrizio Penna (capo Dipartimento Unità di missione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica), Andrea Mecarozzi (presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici), Bruno Manzi (presidente di AMA) e Carlo Montalbetti (direttore di Comieco).

CONTESTO DI RIFERIMENTO
La crescita dell’imballaggio in cartone ondulato rappresenta uno dei fenomeni più rilevanti del mercato del packaging, sostenuta dallo sviluppo dell’e-commerce e da modelli di crescita economica sempre più sostenibili. L’Italia si conferma stabilmente il secondo produttore europeo di cartone ondulato subito dopo la Germania e davanti a Spagna e Francia. Un risultato reso possibile da un settore solido, innovativo e fortemente orientato alla sostenibilità, trainato dall’elevata capacità di riciclo e dai volumi produttivi. Nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, superando da anni l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030. Al riguardo, l’assessore all’Ambiente, Agricoltura e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale ha commentato: «Il settore del riciclo carta e del cartone rappresenta un elemento di traino verso la transizione e la sostenibilità ambientale. La quantità di materiale raccolto e avviato a recupero testimonia una crescita, anche culturale, ormai strutturale e duratura nel tempo. In questo contesto virtuoso, Roma fa la sua parte. Nell’area metropolitana di Roma la raccolta differenziata di carta e cartone nel 2024 ha superato di poco le 258.000 tonnellate, più della somma complessiva delle altre cinque città metropolitane messe insieme, con una variazione positiva di circa 11.000 tonnellate (+ 4,4%) rispetto al 2023».
E-COMMERCE, PACKAGING E IMBALLAGGI: I NUMERI A ROMA
«I dati provvisori di AMA per il 2025 confermano questo trend positivo – ha proseguito la Alfonsi -, infatti, nella sola città di Roma sono state raccolte e avviate a trattamento oltre 255.000 tonnellate di carta e cartone, un quantitativo pari a circa un terzo della raccolta differenziata totale. Risultati sicuramente positivi, che possono essere attribuiti allo sviluppo e al miglioramento dei servizi di raccolta, ma ci sono ancora ampi margini di crescita. Per fare ulteriori passi in avanti sarà necessario continuare a sviluppare la collaborazione che c’è stata con Comieco in questi anni, lavorando per migliorare la raccolta e le campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sul corretto conferimento di questa tipologia di rifiuto che, come dimostrato dalla ricerca Ipsos Doxa presentata oggi, viene sempre di più a contatto con gli utenti grazie allo sviluppo degli acquisti attraverso le piattaforme e-commerce. Abbiamo di fronte a noi una grande sfida collettiva, che guarda alla sostenibilità, alla coesione sociale e all’innovazione, e per vincerla è necessario il contributo di tutti gli attori».
LA FILIERA: PERCEZIONI E SCENARI
Soddisfazione espressa anche da Andrea Mecarozzi, presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici. «Siamo orgogliosi di far parte di una filiera che rappresenta un’eccellenza a livello europeo e che presenta ulteriori e concrete prospettive di crescita e innovazione – ha egli dichiarato, con questa ricerca abbiamo voluto analizzare percezioni e scenari futuri del comparto, raccogliendo il punto di vista delle imprese che acquistano imballaggi, dei produttori e dei consumatori. Ne emerge un quadro chiaro e coerente: il cartone ondulato è un materiale sempre più conosciuto e apprezzato, in crescita e ampiamente riconosciuto per il suo elevato livello di sostenibilità». Evidenzia altresì Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco, che nel 2024 oltre nove imballaggi in carta su dieci sono stati avviati a riciclo: «Un risultato che si inserisce in un contesto di crescente utilizzo, come dimostra la produzione: dal 1999 al 2024 l’impiego di carta e cartone per gli imballaggi è aumentata del 15% circa, passando da 4 a 4,7 milioni di tonnellate. Un percorso di crescita che ha generato vantaggi ambientali ed economici: nello stesso periodo, Comieco ha riconosciuto ai Comuni italiani oltre 2,75 miliardi di euro per l’avvio a riciclo degli imballaggi in carta».
I CONSUMATORI
I dati dell’indagine di mercato realizzata tra ottobre e dicembre 2025 da Ipsos Doxa per conto dell’Associazione Italiana Scatolifici (facendo ricorso a metodologie CAWI e CATI su campioni rappresentativi dell’universo di riferimento), evidenziano come il cartone ondulato si confermi un materiale centrale sia per consumatori che per le imprese, dato il suo elevato tasso di familiarità e fiducia, poiché otto italiani su dieci sanno cos’è e ne conoscono funzioni e caratteristiche. La spinta dell’e-commerce ne ha rafforzato la presenza nelle case, con oltre il 50% dei consumatori che dichiara di interagire frequentemente con questi imballaggi, soprattutto tra i giovani adulti e nel Nord Italia. I consumatori sono attenti ai cambiamenti in corso nel settore degli imballaggi in cartone ondulato: oltre metà dei consumatori dichiara di avere notato la sostituzione di altri materiali (pluriball, plastica rigida, eccetera) col cartone ondulato. Diffuso anche il riutilizzo delle scatole per stoccaggio, spedizioni personali e mercato second hand.
LE IMPRESE
Sul fronte B2B, la soddisfazione delle aziende acquirenti di imballaggio è elevata e tutti i settori analizzati dall’indagine (food&beverage, abbigliamento-tessile, elettronica-tecnologia, arredamento idrosanitario) dichiarano di avere aumentato gli acquisti di imballaggi in cartone ondulato nell’ultimo anno (il 57%, con punte nel settore food&beverage e arredamento). La ‘tradizionale’ scatola di cartone, bianco o color avana è sempre più affiancata da nuove soluzioni “su misura” a livello di progettazione o di aspetto grafico, infatti più di otto aziende su dieci considerano sempre più importanti le soluzioni personalizzate, mentre il 51% delle aziende intervistate ha dichiarato di sostituire imballaggi in altri materiali (soprattutto plastica flessibile, fiocchi di polistirolo, altre tipologie di carta da imballaggio e plastica rigida) con quelli in cartone ondulato. Guardando al futuro, le imprese chiedono imballaggi più leggeri ma resistenti, sostenibili, modulari e digitali, per ridurre l’over-packaging e migliorare l’efficienza logistica.
GLI SCATOLIFICI (PRODUTTORI DI IMBALLAGGI IN CARTONE)
La ricerca restituisce l’immagine di un settore, quello degli gli scatolifici, solido e fortemente radicato nel tessuto produttivo italiano, che lavora soprattutto a servizio di un mercato nazionale composto in larga parte da piccole e medie imprese. La competizione rappresenta la principale criticità, alimentata dalla pressione sui prezzi, dalla difficoltà di reperire personale qualificato e dal confronto con operatori di maggiori dimensioni, mentre la personalizzazione è ormai un elemento strutturale dell’offerta. Cresce l’adozione del cartone in sostituzione della plastica, mentre l’innovazione si concentra su efficienza e riduzione dell’over packaging. Sottolinea dunque il presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici, Andrea Mecarozzi, che «la competizione basata esclusivamente sulla leva del prezzo, espressione di una globalizzazione spinta che ha progressivamente delocalizzato i centri produttivi e che rischia di far perdere le competenze faticosamente acquisite in anni di ricerca da parte dei nostri imprenditori e delle loro persone, sottrae risorse e competitività alle nostre piccole e medie imprese, distogliendole da investimenti fondamentali in innovazione e processi di sostituzione di materiali da imballaggio ad alto impatto ambientale con soluzioni in cartone ondulato».
GUARDARE AL FUTURO
«Per affrontare con successo queste sfide e valorizzare il ruolo strategico degli scatolifici – Conclude Mecarozzi -, è fondamentale la difesa dell’industria nazionale e la collaborazione concreta con le istituzioni, affinché sostengano le piccole e medie imprese italiane che rappresentano un presidio industriale, economico e occupazionale per il Paese. Guardando al futuro, il settore mostra infatti consapevolezza della necessità di evolvere ma manca una visione condivisa; prevale l’attesa di trend esterni come concentrazione industriale e sostituzione della plastica. In questo contesto, l’Associazione Italiana Scatolifici gode di un’ampia e positiva riconoscibilità come soggetto di rappresentanza».
ASSOCIAZIONE ITALIANA SCATOLIFICI
Fondata nel 2011 come Consorzio privato (CIS) e divenuta Associazione nel 2015, l’Associazione Italiana Scatolifici riunisce oggi circa 100 aziende del settore per un totale di oltre 2.000 dipendenti. L’Associazione opera per tutelare e valorizzare il ruolo degli scatolifici nella filiera produttiva italiana, promuovendo responsabilità sociale d’impresa, innovazione e sostenibilità, e dialogando attivamente con istituzioni, associazioni di settore e mercato nazionale e internazionale.



