Roma, 14 gennaio 2026 – Dallo scorso mese di dicembre è disponibile nelle libreria e negli store online il volume “Il cinema di Jacques Demy”, di Valerio Carando, edito per i tipi di Gremese all’interno della collana CineAlbum, diretta da Enrico Giacovelli e dedicata al cinema e allo spettacolo per la scuola e l’università.
IL CINEMA DI JACQUES DEMI
Spesso relegato dalla manualistica a una posizione marginale nel vasto e frastagliato panorama del cinema francese, Jacques Demy (1931-1990) è al centro di questo saggio che, a trentacinque anni dalla sua scomparsa, ne restituisce con forza e lucidità la statura autoriale. Cineasta eccentrico e visionario, Demy ha saputo creare un universo poetico inconfondibile, in grado di reinventare il musical, la fiaba, il melodramma e la commedia con una sensibilità profondamente personale e moderna. Dietro la focosa e stravagante poesia delle sue narrazioni per immagini, spesso scandite dai codici dell’autobiografia, si agita infatti un particolarissimo sotto universo di ambiguità e contraddizioni, tensioni represse e taciute, nonché innumerevoli riferimenti alla storia del cinema ancora tutto da esplorare.

ARTISTA SPESSO FRAINTESO
Valerio Carando, scrittore, cineasta, dottore di ricerca in Storia delle Arti visive e dello Spettacolo, attivo da anni come docente e critico cinematografico, ha elaborato un’analisi critica puntuale che viene attraversata da un forte afflato narrativo. Ne è risultato un ritratto profondo e appassionato di un autore che, in fondo, è ancora tutto da scoprire e la cui eredità si riverbera oggi nel lavoro di registi come Damien Chazelle (La La Land) o Leos Carax (Annette). Egli prende idealmente avvio dalla fine, cioè dalla straordinaria operazione di memoria compiuta da Agnès Varda nei suoi film dedicati a Demy, per ribadire con forza che l’opera di questo cineasta, morto nel 1990, continua a parlare al presente. Il saggio affronta la sua filmografia intrecciandola con la biografia, i riferimenti poetici, i lasciti critici e l’impatto culturale, rivendicando l’attualità e la vitalità del suo sguardo sul cinema e sul mondo.
L’OPERA DI UN CINEASTA ANCORA TUTTO DA SCOPRIRE
Come appunto scrive Carando, «Jacques Demy non è più fra noi, ma il suo cinema sì, e parla rigorosamente al presente». Si tratta dunque di un’opera che è al tempo stesso studio critico, atto d’amore e riscatto intellettuale nei confronti di un artista spesso frainteso, che ha saputo raccontare la verità senza mai smettere di dialogare con la finzione.
Titolo: Il cinema di Jacques Demy;
autore: Valerio Carando;
saggio curato da Enrico Giacovelli;
editore: Gremese;
collana: CineAlbum;
formato: 16.2 x 1.5 x 23.1;
pagine: 208;
EAN: 978-8866922278;
prezzo: 29,00 euro.
INDICE
A mo’ di introduzione (o non-introduzione):
Come Jacques Demy è tornato a vivere nell’opera di Agnès Varda
La parola al regista
I FILM
Da Jacquot a Jacques, da Nantes a Parigi.
Prime esperienze, primi esperimenti [I]: da Le pont de Mauves (1944) ad Attaque nocturne (1947-1948).
Nel vigore degli anni.
Prime esperienze, primi esperimenti [II]: da Les horizons morts (1951) ad Ars (1959).
Sui sentieri della Nouvelle Vague.
Lola, donna di vita / Lola (1961).
La lussuria / La luxure (1962).
La grande peccatrice / La Baie des Anges (1963).
Da Cherbourg a Los Angeles, via Rochefort.
Les parapluies de Cherbourg (1964).
Les demoiselles de Rochefort [Josephine] (1967).
L’amante perduta / Model Shop (1969).
C’era una volta.
La favolosa storia di Pelle d’Asino / Peau d’âne (1970).
Il pifferaio di Hamelin / The Pied Piper (1972).
Esperimenti, tentativi, transizioni.
Niente di grave, suo marito e incinto / L’événement le plus important depuis que l’homme a marché sur la Lune (1973).
Lady Oscar (1979).
La naissance du jour [La nascita del giorno] (1980).
Crepuscolo in fiamme.
Une chambre en ville [Una camera in città] (1982).
Parking (1985).
Trois places pour le 26 [Tre posti per il 26] (1988.)
Appendici: filmografia e bibliografia selezionata.



