Astana, 13 gennaio 2026; a cura dell’Ambasciata della Repubblica del Kazakhstan nella Repubblica Italiana – Il presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Turkistan” ha elencato i risultati conseguiti nel 2025 in politica estera dal proprio paese, indicando al contempo le priorità per l’anno appena iniziato.
LA POLITICA ESTERA DI ASTANA
Egli ha evidenziato come nella seconda metà del 2025 la politica estera del Kazakhstan si sia caratterizzata per un particolare slancio, grazie anche al fitto calendario di impegni di alto livello che lo hanno visto impegnato in Asia, Europa, Medio Oriente e Stati Uniti d’America. Tokayev ha inteso sottolineare che il ritmo e la geografia di queste relazioni riflettono il crescente ruolo internazionale del Kazakhstan, oltreché il ruolo da esso svolto quale attore responsabile negli affari globali. «Non ho alcun desiderio di agire in veste di mediatore nelle dispute internazionali – ha al riguardo dichiarato -, né alcuna aspirazione a tornare a lavorare all’Onu, nonostante gli approcci di diversi paesi. Tuttavia, partecipo a consultazioni e discussioni riservate, soprattutto perché i leader di numerosi Stati sono interessati alla mia opinione. Non è necessaria una copertura mediatica per queste importanti attività, poiché siamo lontani dal populismo, e questo è un aspetto sul quale concordano anche i miei interlocutori». Nel corso dell’intervista con il giornalista di “Turkistan” Tokayev ha inoltre sottolineato come la posizione geografica del proprio paese obblighi Astana a perseguire una politica estera equilibrata, indipendente e basata sui principi, includendo la partecipazione attiva alla definizione delle problematiche globali. Egli ha ricordato di aver delineato la posizione del Kazakhstan sulla riforma delle Nazioni Unite durante la sessione del settantesimo anniversario dell’Assemblea Generale.
PRIORITÀ STRATEGICHE: TRASPORTI E LOGISTICA
Tokayev è quindi passato a descrivere le priorità, in primo luogo i trasporti e la logistica, da lui definite come «pietre angolari della strategia a lungo termine del Kazakhstan», data la particolare posizione del Paese centrasiatico, crocevia delle principali rotte continentali. «Per il nostro paese rafforzare il potenziale dei trasporto e della logistica è un compito di rilevanza strategica, infatti, malgrado il Kazakhstan non abbia accesso diretto al mare, è tuttavia situato al centro del continente eurasiatico, all’incrocio della maggior parte dei corridoi di transito. E questo è un grande vantaggio che dobbiamo utilizzare abilmente». Ad avviso del presidente, il Kazakhstan anela a trasformarsi nell’hub principale del trasporto in Eurasia, grazie al supporto dei progetti infrastrutturali su larga scala che concernono ferrovie e strade, incluse le nuove linee e l’autostrada Centro-Ovest, che ridurranno significativamente le distanze tra le diverse regioni. Il Kazakhstan ha sviluppato un sistema di trasporti che si estende oltre i propri confini, formando una rete di terminal merci che va dal Mar Giallo al Mar Nero. «Sono dodici i corridoi di trasporto internazionali che attraversano il Paese – sottolinea Tokayev -, rendendo possibile il maggior volume di traffico terrestre tra la Cina e l’Europa. Il Kazakhstan permane attivamente impegnato nello sviluppo della Belt and Road Initiative, del corridoio Nord-Sud e del Corridoio di Trasporto Internazionale Transcaspico (TITR), accogliendo al contempo la partecipazione della Cina al Corridoio Centrale.
CONTINUITÀ POLITICA E RIFORME
Tokayev ha poi respinto le affermazioni secondo le quali la riforma parlamentare sia stata concepita allo scopo di rafforzare il ruolo del presidente del Parlamento a fini politici personali, definendole infondate. «La discussione su tutte le riforme più importanti per il Paese viene sottoposta a referendum nazionale – ha egli inteso rimarcare -, non ci sono significati nascosti. La mia posizione è ben nota: il processo di riforme politiche continuerà e alcuni piani a lungo termine, come sempre, verranno annunciati a breve». Il presidente kazako si è quindi soffermato sulle prospettive future, affermando che «l’anno a venire sarà decisivo», poiché comporterà importanti sviluppi di natura politica destinati a plasmare il percorso del Kazakhstan per i prossimi decenni. Egli ha confermato lo svolgimento del referendum sulla riforma costituzionale già annunciato in precedenza, i cui contenuti sono attualmente oggetto di lavoro, date le ampie modifiche al tessuto costituzionale, «di portata comparabile all’adozione di una nuova costituzione». Riflettendo, infine, sui trentacinque anni di indipendenza del Kazakhstan, Tokayev ha concluso che il Paese ha superato scetticismi e dubbi esterni grazie a un costante processo di costruzione dello Stato e di riforme. «La realtà ha smentito quelle previsioni: il Kazakhstan si è affermato con successo, grazie a un’economia in rapido sviluppo e una dimensione internazionali autorevole. Ma davanti a noi c’è tanto lavoro che dovrà essere svolto, sia da chi è già esperto che dai giovani».



