Amman, 22 dicembre 2025 – Le autorità del Regno hashemita hanno confermato la partecipazione dell’Aeronautica militare giordana agli attacchi sferrati dagli Stati Uniti d’America contro obiettivi dello Stato Islamico (Islamic State, ISIS) nella Siria meridionale, azioni compiute in rappresaglia a seguito dell’uccisione di tre cittadini statunitensi, due militari e un civile che fungeva loro da interprete, avvenuta per mano degli islamisti radicali armati all’inizio di questo mese.
I RAID IN SIRIA E IRAQ
Lo scorso venerdì le forze statunitensi avevano effettuato una serie di raid contro diversi obiettivi di Islamic State situati in territorio siriano. La Giordania è uno dei novanta stati aderenti alla coalizione globale contro Islamic State, della quale ha recentemente iniziato a fare paerte anche la Siria di al-Sharaa. US Centcom non ha specificato quante persone siano rimaste uccise negli attacchi di venerdì contro una settantina di obiettivi nella Siria centrale e in Iraq, ma il bilancio potrebbe ammontare ad almeno cinque, tra le quali figurerebbe anche un leader locale e alcuni membri di una cellula jihadista.
AMMAN E LA COALIZIONE GLOBALE CONTRO ISLAMIC STATE
Dal canto suo Amman ha motivato la sua partecipazione alle operazioni militari in Siria con la «necessità di impedire ai gruppi estremisti di sfruttare quelle aree come rampe di lancio per minacciare la sicurezza dei paesi vicini e, più in generale, della regione, questo soprattutto a fronte della riorganizzazione di Islamic State, che ha ricostruito le proprie capacità nella Siria meridionale». Oltre ai velivoli da combattimento dell’aeronautica, nel corso delle operazioni sono stati impiegati anche elicotteri d’attacco e sistemi di artiglieria. Islamic State non ha rivendicato la responsabilità dell’attacco ai militari statunitensi, ma due attacchi contro le forze di sicurezza siriane, in uno dei quali, nella provincia di Idlib, sono stati uccisi quattro militari siriani.



