ECONOMIA, libere professioni. La politica di fronte alle «4D» del cambiamento: demografia, dazi, debito e digitale

La seconda parte dell’evento di presentazione del decimo Rapporto sulle libere professioni in Italia è stata dedicata a un confronto politico sui quattro grandi vettori che stanno ridisegnando l’economia e la società. Sottolineata la necessità di «fare sistema» allo scopo di rafforzare la rappresentanza e stimolare la produttività del Paese. Oggi le professioni devono affrontare invecchiamento, dazi, debito e gap tecnologico con maggiori protezioni

Roma, 10 dicembre 2025 – La seconda parte dell’evento di presentazione del decimo Rapporto sulle libere professioni in Italia, curato dall’Osservatorio di Confprofessioni e svoltosi oggi a Roma, è stata dedicata a una tavola rotonda dal titolo “Le Professioni e le 4D del cambiamento: demografia, dazi, debito e digitale”. Al confronto, moderato dal giornalista Giovanni Parente, hanno partecipato di Marco Natali (presidente di Confprofessioni), Stefania Bonaldi (responsabile Professioni del Partito Democratico), Stefano Patuanelli (capogruppo del M5s al Senato della Repubblica, membro della Commissione Programmazione economica), Marta Schifone (membro della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, responsabile Professioni di Fratelli d’Italia) e Chiara Tenerini (parlamentare di Forza Italia membro della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati).

NECESSARIO FARE SISTEMA

Ad avviso di Marco Natali è «necessario fare sistema e lavorare insieme per rafforzare l’unione del mondo professionale. Agli ordini spetta la difesa della fede pubblica e della deontologia professionale, ma la rappresentanza dei liberi professionisti è responsabilità nostra. Il vero nodo del Paese è la scarsa produttività: se non creiamo ricchezza per i giovani, lasciamo loro solo debito. Occorre una spesa pubblica più efficace ed efficiente e il coraggio di tagli mirati. Noi professionisti, con il nostro lavoro intellettuale e le nostre competenze, dobbiamo essere il pungolo. Il nostro ruolo è imprescindibile anche per la Pubblica Amministrazione: dobbiamo esserne consapevoli e rivendicarlo».

SFIDE GENERAZIONALI E RIFORME EPOCALI

Per Marta Schifone «le sfide transizionali riguardano tutti i livelli. L’intelligenza artificiale richiama l’attenzione su chi ha posto la proprietà intellettuale al centro della propria attività. Il salto tecnologico si compie investendo sulle competenze, perché stiamo vivendo un vero cambio di paradigma nel lavoro. Non è più solo una questione di domanda: oggi mancano i profili adeguati e molti laureati finiscono in occupazioni sotto qualificate. Nei prossimi anni crescerà la richiesta di formazione terziaria orientata alle materie STEM. Le competenze sono la chiave, da perseguire con orientamento e formazione continua, attraverso upskilling e reskilling». In merito alla riforma delle professioni, Schifone ha aggiunto che con le quattro deleghe è stata già avviata avvocatura, «ora le sanitarie e a breve i commercialisti, mentre confidiamo di chiudere rapidamente questa riforma epocale attesa da decenni».

WORKING POOR E PROFESSIONI

Stefania Bonaldi ha evidenziato luci e ombre del Rapporto: «I temi di genere e generazionale richiedono attenzione – ha ella affermato -, gli incentivi per la certificazione della parità di genere nelle piccole e medie imprese dovrebbero estendersi anche alle libere professioniste. La maternità resta un forte discrimine: molte professioniste sono costrette a tornare al lavoro in tempi brevissimi, con conseguenze sul reddito e sulla conciliazione tra vita e lavoro. L’apporto dei giovani formati in ambito digitale è un valore aggiunto negli studi più strutturati». La Bonaldi ha inoltre ricordato il tema della povertà, con i working poor «che non sono soltanto dipendenti, ma anche professionisti».

LUCI E OMBRE

Chiara Tenerini ha sostenuto l’opportunità di rafforzare la competitività all’estero. «I dazi non devono spingerci verso il protezionismo ha dichiarato -, ma stimolarci a innovare. La geopolitica incide anche sui professionisti e sul debito pubblico. Nella transizione digitale e demografica è fondamentale colmare il mismatch tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro, trovando strumenti per certificare anche le competenze digitali». infine, ad avviso di Stefano Patuanelli, non si dovrebbe essere ottimisti riguardo alla capacità del Paese, e più in generale dell’Europa, di tutelare i professionisti. «Serve una dose di protezionismo – ha rimarcato -, le criticità sono quattro: invecchiamento, dazi, debito e gap tecnologico, un divario che tra i paesi continuerà a esistere».

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