Taranto, 2 dicembre 2025 – Continua la giornata di mobilitazione di Fim, Fiom, Uilm e Usb che oggi hanno indetto una giornata di sciopero allo scopo di ottenere nell’immediato una convocazione a Palazzo Chigi e fare ritirare il piano di chiusura degli impianti presentato dal Governo.
SCIOPERO ALL’EX ILVA
In un comunicato congiunto delle organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb diffuso nel pomeriggio si rende noto che lo sciopero ha preso avvio dalla direzione aziendale con presidi all’interno e all’esterno del sito industriale, ed è poi proseguito con il blocco dei binari nella zona tra l’area ghisa e quella dell’acciaieria. Esso ha determinato il fermo delle attività produttive dell’Afo 4 e, data l’improvviso arresto, che avrebbe potuto generare emissioni diffuse e fuggitive, è stato deciso di spostare il blocco nell’area spedizioni. Al momento i sindacati comunicano che la mobilitazione continua. Ad avviso di Dario Palombella, segretario generale della Uilm, intervenuto nel corso della trasmissione “FuoriTg”, andata in onda su Rai3 quest’oggi, «siamo vicini alla chiusura, quindi Meloni ci convochi, ma ritiri piano di chiusura»
VICINI ALLA CHIUSURA: IL GOVERNO CONVOCHI I SINDACATI
«La situazione negli stabilimenti ex Ilva rischia di degenerare – ha dichiarato il segreatario generale della Uilm -, i lavoratori stanno scioperando a oltranza a Genova come a Taranto per chiedere al Governo di intervenire immediatamente. Prima di tutto, il Governo deve eliminare il piano di morte che ci è stato presentato e fare tutto ciò che è necessario per salvare la produzione di acciaio in Italia. Non vogliamo dividere cittadini e lavoratori, tutti vogliamo una fabbrica green con una vera decarbonizzazione. Questo è l’unico modo per salvaguardare ambiente, salute e occupazione. Per queste ragioni abbiamo chiesto una convocazione urgente a Palazzo Chigi che si basa su alcune premesse, la prima è il ritiro del piano corto che ci hanno presentato all’incontro dell’11 novembre scorso. La Meloni ci metta la faccia, questa vertenza è arrivata a un punto di non ritorno ed è per questo che serve la massima responsabilità di tutti».
RICHIESTA UNITARIA DI CONVOCAZIONE URGENTE DEL TAVOLO PERMANENTE
I sindacati chiedono un incontro urgente alla Presidenza del Consiglio dei ministri: i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm, rispettivamente Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella, hanno inviato una lettera alla Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, al sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano e ai ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Adolofo Urso (Industria e Made in Italy) e Maria Elvira Calderone (Lavoro e Politiche sociali) chiedendo la convocazione urgente a Palazzo Chigi del tavolo permanente sull’ex Ilva ADI in AS. «A seguito della presentazione del piano denominato “ciclo corto” – si legge nella lettera inviata dai sindacati -, si è generata una situazione estremamente grave, caratterizzata da conflitti e forti tensioni sociali nei territori che rischiano di avere un effetto domino. Siamo fortemente preoccupati dalla decisione di interrompere ulteriori attività produttive, con pesanti e irreversibili ripercussioni sulle prospettive future degli stabilimenti dell’ex Ilva».

RISCHIO EFFETTO DOMINO
«Alle già rilevanti incertezze riguardanti il piano di salvataggio – concludono i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm –, i processi di decarbonizzazione, la tenuta industriale e occupazionale, si sono aggiunti fondati timori relativi a una vera e propria operazione di dismissione delle attività produttive. Con la presente viene richiesto il ritiro immediato del “piano corto” e la sospensione delle operazioni di spegnimento delle batterie 7, 8, 9 e 12; l’invio dei coils da Taranto a Genova, Novi Ligure e Racconigi per garantire la continuità produttiva; no a un ulteriore allontanamento dei lavoratori dalle fabbriche per effettuare formazione senza prospettiva lavorativa; l’avvio di un vero piano di manutenzione degli impianti. In caso di mancata convocazione dell’incontro, di fronte all’ulteriore aggravamento della situazione occupazionale e produttiva, verranno intraprese iniziative di mobilitazione a carattere nazionale».


