Caracas, 2 dicembre 2025 – A distanza di pochi giorni della sospensione, seguita dall’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di considerare lo spazio aereo venezuelano chiuso, il governo di Caracas ha oggi reso noto di avere nuovamente autorizzato i voli che trasportano migranti espulsi dagli Stati Uniti.
RIPRESA DEI RIMPATRI DI EMIGRATI ESPULSI DAGLI USA
Una decisione assunta in un momento di massima tensione tra Caracas e Washington, anche a causa del restringimento degli spazi di trattativa concessi dalla casa Bianca al presidente venezuelano Nicolás Maduro, sul quale vengono esercitate pressioni per indurlo a dimettersi dalla carica e lasciare il suo paese. Il 21 novembre scorso era intercorso un breve colloquio telefonico tra il leader bolivariano e Trump, con il primo che, secondo le discrezioni fatte trapelare, si sarebbe detto disponibile a lasciare il Venezuela a condizione che lui e i suoi familiari ottenessero una piena amnistia sul piano legale internazionale, la rimozione di tutte le sanzioni imposte da Washington e l’archiviazione del procedimento pendente a suo carico davanti alla Corte penale internazionale.
LA TELEFONATA TRA TRUMP E MADURO
Maduro aveva chiesto inoltre il ritiro delle sanzioni statunitensi per un centinaio di funzionari del governo di Caracas, molti dei quali accusati dagli Stati Uniti di violazioni dei diritti umani, traffico di droga e corruzione. Infine, si era rivolto alla vicepresidente Delcy Rodriguez chiedendole di presiedere un governo ad interim che conducesse il Paese sudamericano a nuove elezioni. La Casa Bianca ha però respinto la maggior parte di queste richieste intimando a Maduro che avrebbe avuto una settimana di tempo per lasciare il Venezuela assieme ai suoi familiari. Il salvacondotto per il presidente venezuelano è scaduto venerdì, conseguentemente Trump ha dichiarato «chiuso» lo spazio aereo venezuelano.
BOLIVARIANI ALLE STRETTE
La questione venezuelana è stata discussa ieri alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti con i suoi principali consiglieri. Trump non ha escluso la possibilità di un’uscita negoziata per Maduro, ma ha sottolineato che permangono notevoli disaccordi e dettagli importanti sono ancora irrisolti. Gli Stati Uniti hanno aumentato la ricompensa a cinquanta milioni di dollari per informazioni che portino all’arresto del presidente venezuelano e di venticinque milioni per gli altri alti funzionari governativi, tra cui il ministro dell’Interno Diosdado Cabello, incriminati negli Stati Uniti d’America per presunti traffici di droga. Maduro avrebbe richiesto un’ulteriore colloquio telefonico con Trump.



