Bissau, 28 novembre 2025 – La Guinea-Bissau attraversa una nuova fase di turbolenze politiche a seguito dell’assunzione del potere da parte dei militari con un colpo di stato che ha rovesciato il presidente Umaro Sissoco Embalo. Giovedì è stata annunciata la nomina a questa carica del generale Horta N’Tam. Una decisione giunta mentre Embalo, deposto e arrestato dai militari, lasciava il Paese per l’esilio in Senegal, trasportatovi su un volo predisposto dalle autorità di Dakar.
ATTACCO AL PALAZZO PRESIDENZIALE
Gli eventi si sono susseguiti rapidamente nel primo pomeriggio, quando si è sparato nei pressi del palazzo presidenziale nella capitale, questo prima che i militari prendessero posizione sulla strada principale che conduce a quel luogo. Nel frattempo centinaia di civili fuggivano dalla zona, alcuni a piedi altri in auto, cercando di non rimanere coinvolti nello scontro a fuoco, che è poi durato diverse ore. In seguito, il generale Denis N’Canha ha rilasciato una dichiarazione: scortato da soldati armati ha annunciato che l’esercito, attraverso un Alto Comando per il Ristabilimento dell’Ordine, avrebbe assunto la guida del Paese «fino a nuovo avviso». Il presidente Embalo, considerato il favorito alle elezioni presidenziali, è stato posto agli arresti domiciliari presso il quartier generale militare. L’esercito ha giustificato la sua azione sulla base di una minaccia alla sicurezza nazionale scoperta dai servizi segreti, un complotto per destabilizzare il paese che, a detta dello stesso N’Canha, coinvolgeva personaggi influenti del narcotraffico.
COLPO DI STATO MILITARE
Il generale N’Tam, già capo di stato maggiore dell’esercito, ha prestato giuramento presso il quartier generale dello Stato maggiore. Egli ha esordito dichiarando di essere stato investito della guida dell’Alto comando militare per il ripristino dell’ordine, sottolineando quindi che «la Guinea-Bissau sta attraversando un periodo di crisi e che quindi sono necessarie misure urgenti per ripristinare la stabilità nel paese». Infine, ha chiesto una mobilitazione generale allo scopo di affrontare questa difficile situazione. Sebbene N’Tam fosse stato vicino a Embalo negli ultimi anni, la sua nomina segna una svolta per il Paese africano, dove i militari hanno giustificato il colpo di Stato con la necessità di garantire la sicurezza nazionale e contrastare i tentativi di destabilizzazione legati al narcotraffico. Secondo le autorità militari, «l’intelligence generale ha scoperto un complotto per turbare l’ordine pubblico che ha portato all’intervento dell’Alto comando militare».
ARRESTI DI PERSONALITÀ POLITICHE
In un contesto di crescenti tensioni politiche, l’Alto Consiglio di Stato (HCM) ha annunciato il divieto di manifestazioni, marce, scioperi o azioni che possano turbare la pace e la stabilità del Paese. Contemporaneamente, la giunta militare al potere ha nominato un nuovo capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Tomas Djassi, che già rivestiva questa carica durante la presidenza Embalo. Questo colpo di stato è stato caratterizzato dall’arresto di numerose personalità politiche, tra le quali Domingos Simões Pereira, principale leader dell’opposizione e capo del PAIGC, storico partito che ha svolto un ruolo chiave nell’indipendenza del Paese. Pereira, a cui era stato impedito di candidarsi alle elezioni di domenica scorsa, aveva sostenuto il candidato dissidente Dias.
REAZIONI DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
La comunità internazionale ha reagito duramente a questo rovesciamento di potere attuato con la forza. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha condannato il colpo di stato militare definendolo una «inaccettabile violazione dei principi democratici», chiedendo un «immediato e incondizionato ripristino dell’ordine costituzionale» nel Paese. La Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) ha deciso di sospendere la Guinea-Bissau da tutti i suoi organi decisionali e ha annunciato l’avvio di una missione di mediazione per ripristinarvi l’ordine costituzionale. La Guinea-Bissau, un piccolo stato dell’Africa occidentale situato tra il Senegal e la Guinea (Conakry), non è estranea alle crisi politiche. Dalla sua indipendenza nel 1974, ha subito diversi tentivi di colpi di stato, alcuni riusciti.
LA POSIZIONE DELLE ORGANIZZAZIONI AFRICANE
Le conseguenze di questo colpo di Stato si stanno facendo sentire a livello internazionale. Oltre 6.780 soldati della forza di stabilizzazione schierata dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) sono stati dispiegati in Guinea-Bissau per garantire la sicurezza durante il periodo elettorale. La comunità internazionale ha reagito con forza. L’Unione Africana, la CEDEAO e il Forum degli Anziani dell’Africa Occidentale hanno espresso la loro «profonda preoccupazione» mediante una dichiarazione congiunta. Queste organizzazioni hanno condannato quello che sembra configurarsi come un «palese tentativo di interrompere il processo democratico» e hanno chiesto il rapido ripristino dell’ordine costituzionale.


