Abuja, 27 novembre 2025 – Mercoledì scorso il presidente nigeriano Bola Tinubu ha annunciato l’introduzione dello stato di emergenza nazionale a seguito di una serie di sequestri di persone di massa che hanno recentemente scosso il Paese africano. Più di 350 persone sono state rapite negli ultimi dieci giorni, fatti che hanno portato all’esercizio di crescenti pressioni sul governo affinché riducesse il livello di insicurezza che caratterizza in particolare le regioni centrali e settentrionali.
SEQUESTRI DI PERSONA E STATO DI EMERGENZA
La Nigeria, stato più popoloso dell’Africa con circa 230 milioni di abitanti, si trova ad affrontare una cronica insicurezza alimentata da ripetuti attacchi e rapimenti diffusi. Tra le vittime recenti figurano oltre trecento tra studenti e insegnanti sequestrati in una scuola cattolica a Papiri, nello Stato del Niger, venticinque studentesse musulmane a Maga, nello Stato di Kebbi, e di decine di fedeli e civili in altre zone. Mentre alcuni ostaggi sono stati rilasciati, diverse decine risultano ancora dispersi. Per affrontare questa crisi, Tinubu ha ordinato il reclutamento di rinforzi da inquadrare nei ranghi delle forze di sicurezza, ventimila agenti di polizia che porteranno il totale della forza a cinquantamila. Inoltre, il presidente ha autorizzato l’immediato dispiegamento di guardie forestali allo scopo di catturare terroristi e criminali comuni che agiscono nelle aree rurali, in particolare nelle foreste, dove trovano migliore rifugio.
POTENZIAMENTO DELLE FORZE DI POLIZIA
Un quarto dei membri delle forze di polizia veniva precedentemente impiegato nel mantenimento della sicurezza dei politici e delle loro famiglie. Tinubu ha sottolineato la necessità di una formazione più approfondita per questi agenti, al fine di garantire una risposta più efficace all’escalation di violenza. L’incremento dei rapimenti ha luogo in un contesto di tensioni internazionali. Il mese scorso, Donald Trump aveva esplorato pubblicamente l’ipotesi di un intervento militare statunitense per fermare gli «omicidi di cristiani» da parte dei gruppi jihadisti, accuse che la Nigeria ha fermamente respinto. Dal 2009 il Paese combatte un’insurrezione islamista radicale nel nordest, oltre al fenomeno delle bande criminali, dedite ad attacchi armati ai villaggi e ai rapimenti allo scopo di estorcere riscatti.



