Pechino, 29 novembre 2025 – Il ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi, si recherà in visita ufficiale nella Federazione Russa la prossima settimana discutere riguardo alla situazione sul piano della sicurezza. L’annuncio è stato fatto ieri da Pechino, in una fase nella quale gli Stati Uniti d’America hanno rinnovato il loro impegno per porre fine alla guerra in Ucraina.
WANG YI A MOSCA
Le consultazioni moscovite di Wang Yi, in calendario per le giornate di lunedì e martedì prossimi, sono state definite «di routine» nel corso del consueto briefing con la stampa della portavoce del dicastero degli Esteri sino popolare Mao Ning, seppure esse verteranno su aspetti strategici della sicurezza concernenti le due potenze. Wang era stato invitato a Mosca dal capo della sicurezza russa Sergei Shoigu allo scopo di «scambiarsi approfonditamente opinioni su questioni internazionali e regionali di comune interesse e rafforzare la comunicazione e il coordinamento su questioni chiave relative agli interessi strategici nel campo della sicurezza di entrambi i paesi», ha aggiunto Mao Ning.
PUTIN E L’UCRAINA ORIENTALE
La scorsa settimana gli americani erano intervenuti su e sull’Europa con un loro piano per porre fine alla guerra in Ucraina, conflitto che dura da quasi quattro anni. Giovedì scorso il presidente russo Vladimir Putin aveva dal canto suo dichiarato che avrebbe posto fine all’offensiva in Ucraina qualora le truppe di Kiev si fossero ritirate dal territorio rivendicato da Mosca, «altrimenti l’Armata russa lo avrebbe preso con la forza». E, in effetti, l’esercito russo ha lentamente, ma inesorabilmente, conquistato l’Ucraina orientale combattendo battaglie costose dal punto di vista umano e materiale contro forze nemiche inferiori in numero e in armamento.
LA POSIZIONE DI PECHINO
La Cina Popolare non è parte attiva nel conflitto, tuttavia da Kiev si lamenta da tempo il fatto che Pechino fornisca ai russi beni e materiali in grado di venire utilizzati nella guerra contro l’Ucraina e, inoltre, continui ad acquistare materie prime energetiche dalle compagnie russe. Pechino nega fermamente questi addebiti e cerca di presentarsi come un mediatore imparziale pronto a collaborare al fine di pervenire a una cessazione del conflitto.



