ESTERI, controversie internazionali. Sahara Occidentale: l’Onu pubblica la risoluzione 2797 dopo quasi un mese di stallo

Respinta la richiesta dell’Algeria di una modifica del testo che riportasse il termine «le due parti» in sostituzione de «le parti», poiché essa nell’interpretazione avrebbe significato limitare il conflitto esclusivamente al Regno del Marocco e al Fronte Polisario, escludendo così il ruolo svolto direttamente da Algeri in questi decenni nella dinamica sahariana. Intanto, Rabat ha reso noto di essere pronta a sostenere la ripresa del processo di pace in Medio Oriente, associando i propri sforzi a quelli profusi dalla comunità internazionale al fine di creare delle condizioni favorevoli sulla base del cessate il fuoco entrato recentemente in vigore nella striscia di Gaza

New York, 26 novembre 2025 – Dopo ventiquattro giorni di attesa le Nazioni Unite hanno finalmente pubblicato il testo ufficiale della risoluzione n.2797 relativa al Sahara, respingendo le istanze dell’Algeria, che aveva richiesto una modifica della traduzione dell’espressione testuale «le parti», sostituendola con «le due parti», che nella sua percezione avrebbe avuto un significato diverso, nel senso della limitazione del conflitto a due soli belligeranti, il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, con esclusione di altri, in primo luogo dell’Algeria stessa, che nelle dinamiche sahariane ha rivestito un ruolo diretto ultradecennale.

INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL TESTO

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha dunque confermato la versione originale del testo della Risoluzione, assumendo che le parti coinvolte siano quattro: Marocco, Algeria, Polisario e Mauritania. A questo punto, la pubblicazione nelle sei lingue ufficiali dell’Onu pone termine a possibile tentativo di reinterpretazione, riaffermando il quadro negoziale stabilito dal Consiglio di Sicurezza medesimo. La risoluzione 2797 avalla inoltre la preminenza del Piano di Autonomia del Marocco quale base realistica per una soluzione politica, invitando altresì tutte le parti in causa ad avviare colloqui senza porre condizioni preliminari. Si tratta di una decisione che si pone in contraddizione con le interpretazioni di Algeri della risoluzione, rafforzando la legittimità del processo negoziale guidato dalle Nazioni Unite.

PROCESSO DI PACE IN MEDIO ORIENTE

Intanto, Rabat ha reso noto di essere pronta a sostenere la ripresa del processo di pace in Medio Oriente, associando i propri sforzi a quelli profusi dalla comunità internazionale al fine di creare delle condizioni favorevoli sulla base del recente cessate il fuoco nella striscia di Gaza. Re Mohammed VI ha infatti ribadito la piena disponibilità del suo paese in un messaggio inviato a Coly Seck, Presidente del Comitato dell’Onu per i diritti inalienabili del popolo palestinese, missiva fatta pervenire in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese. Il sovrano alawide ha sottolineato come la nuova fase avviatasi co il cessate il fuoco debba venire accompagnata da «un impegno chiaro, con tempi definiti, al fine di garantire sicurezza e stabilità ai popoli della regione». Egli ha inoltre ricordato che il conflitto degli ultimi due anni «ha provocato sofferenze oltre ogni limite umano» e che il Marocco a partire dal 2023 ha inviato cinque missioni di aiuti d’urgenza a Gaza, incluse trecento tonnellate trasportate mediante un ponte aereo e attraverso un corridoio umanitario terrestre.

LA SOLUZIONE DEI «DUE STATI»

Mohammed VI ha valorizzato il ruolo dei mediatori che hanno reso possibile il cessate il fuoco, citando in particolare l’impegno personale del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Sul piano politico, ha ribadito che qualsiasi soluzione duratura dovrà passare attraverso la soluzione dei due Stati sovrani: quello palestinese costituito entro le frontiere del 1967, con Gerusalemme Est capitale, che viva in pace accanto a Israele. Al riguardo, sottolineato riguardo alla necessità di garantire l’unità amministrativa della striscia di Gaza con laa  Cisgiordania sotto l’Autorità nazionale palestinese, sostenendone la riconciliazione interna. Nella funzione di Presidente del Comitato al-Qods, Re Mohammed VI ha espresso altresì forti preoccupazioni a causa delle «provocazioni e delle violazioni dei luoghi santi a Gerusalemme», ammonendo che tali atti rischiano di alimentare una pericolosa escalation. Infine, ha apprezzato il crescente slancio internazionale a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina, ricordando che nel maggio 2025 il Marocco ha ospitato la 5ª riunione dell’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione dei due Stati, iniziativa congiunta di Arabia Saudita e Francia.

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