Berlino, 17 novembre 2025 – Alice ed Ellen Kessler se ne sono andate, assieme, così come lo erano sempre state nello spettacolo e nella vita privata. Erano nate il 20 agosto del 1936 a Nerchau, in Sassonia, e all’età di ottantanove anni hanno scelto di uscire di scena ricorrendo al suicidio assistito.
MITICHE E ICONICHE NELLA TELEVISIONE IN BIANCO E NERO
Infatti, sulle cause del loro decesso ha riferito il quotidiano tedesco “Bild”, che ha ripreso fonti della Kriminal Polizei di Monaco di Baviera, che ha avviato un’indagine allo scopo di chiarirne gli aspetti, questo mentre il periodico “Der Spiegel” riferisce che un’inchiesta sarebbe a Gruenwald, sempre nella Baviera. Oltreché in Germania, Alice ed Ellen Kessler erano molto famose anche in Italia, dove avevano iniziato a lavorare nel 1959 alla televisione (a quel tempo c’era soltanto la Rai) e al cinema. Cantanti, ballerine, attrici e intrattenitrici, erano divenute due icone in quell’Italia del boom economico e del graduale, ma inarrestabile, progresso sociale.
ALICE ED ELLEN SE NE VANNO
Inseparabili nella vita e unite anche nella morte dunque, le Kessler avevano espresso la volontà di venire sepolte assieme in un’unica urna cineraria accanto a quella della loro madre Elsa e del cane Yello. Nel 2012 intervistate da un settimanale italiano resero una dichiarazione che suscitò scalpore: «Se una di noi due si ridurrà allo stato vegetativo, l’altra l’aiuterà a uscire di scena». In seguito, le due donne intervennero anche ai microfoni di Radio Radicale, quando l’Associazione Luca Coscioni per la Libertà della ricerca scientifica lanciò la campagna per la legalizzazione dell’eutanasia, raccogliendo le firme necessarie alla presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, ricevendo il sostegno di Alice ed Ellen Kessler.
LUCIDITÀ E IMPEGNO
L’8 giugno del 20213 fu Ellen a intervenire ai microfoni di Radio Radicale: «È chiaro – dichiarò la Kessler -, che quando il momento arriva non è sicuro che uno abbia la forza di compiere questo gesto, ma io credo che in questo caso ce ne andremmo tutte e due». Ella poi aggiunse che in Germania questa pratica stava per essere resa possibile grazie a un inquadramento legale, poiché la relativa legge era in discussione. «In Italia – sottolineò Ellen Kessler -, Paese dove c’è il Vaticano, sarà un po’ più difficile. Io sono d’accordo con la proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni. Ci sono molti credente che sostengono che la vita l’abbia donata Dio e che, dunque, soltanto Dio la possa togliere, ma io mi domando: in molti casi, dov’è Dio? No. È la tua vita, personale, quindi devi decidere tu se andartene oppure no».
LIBERTÀ DI SCELTA
«È una libertà di scelta anche rispetto alla sofferenza. Se io sento che la mia vita non è più vivibile per una serie di cause, io me ne vado. Ho fatto una bella vita, piena di successi, di lavoro e di soddisfazioni, ma allora perché devo stare male, che so’… per cinque, dieci anni, o quello che sarà. Comunque Alice ed io abbiamo lasciato disposto attraverso un documento scritto che non vogliamo essere tenute in vita artificialmente. Vi farò un esempio: la signora che viene a casa nostra a fare le pulizie ha un marito che da due anni è totalmente demente, lei lo va a trovare una volta al mese dove l’uomo è ricoverato. Ma questi non la riconosce più, non parla più, si fa tutto addosso: è una pianta, non più un essere umano. Che senso ha vivere così».


