Roma, 15 novembre 2025 – Idoleggiato e celebrato, amato sin dall’antichità più remota senza mai esser davvero compreso, mitologizzato dai Greci e dai Romani, conquistato ma mai definitivamente soggiogato, l’Antico Regno dei Faraoni continua a esercitare una fascinazione eterna e immodificabile da Alessandro Magno a Cesare, da Napoleone ai moderni turisti abbagliati dai tesori inimmaginabili del sorprendente nuovo Museo Egizio appena inaugurato nella piana di Giza.

HO VISTO IL PASSATO: NON TEMO IL FUTURO
Dalla scoperta della tomba pressoché intatta del giovane faraone Tutankhamon, a opera del tenace e infaticabile egittologo Howard Carter e del suo mecenate Lord Carnavon nel novembre del 1922, alla fastosa inaugurazione del nuovo Museo archeologico al Cairo del novembre 2025, c’è un ponte ideale di passioni e sogni, d’ossessioni e segreti che lega i due estremi temporali sotto il segno della frase che l’archeologo inglese riscoprì sul petto del sarcofago antropomorfo in oro massiccio a ventidue carati (in terzo) che concentricamente custodiva la mummia di Tutankhamon, il più adatto per il corpo del Dio vivente, poiché l’incorrutibile metallo era identificato come la Carne degli Dei. Sul coperchio istoristo e scintillante, Howard Carter lesse la frase che il giovane faraone aveva scelto per sé. Essa definisce ancor oggi la sacralità e il carattere autentico dell’Egitto: «Ho visto il passato. Non temo il Futuro».
INFO
Cena alla carta: appuntamento alle ore 20:30 in Piazza del Drago 10 all’ingresso del Ristorante Puntarella.




