Roma, 11 novembre 2025 – Digitalizzazione, utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI), privacy e cybersicurezza sono alcune delle sfide che la Pubblica Amministrazione (PA) si trova ad affrontare oggi. Con differenze notevoli tra le regioni, il governo degli enti locali è chiamato quindi ad abbracciare la transizione digitale al fine di migliorare i servizi erogati ai cittadini, adottando tutti gli strumenti che garantiscano il rispetto della privacy e la sicurezza dei dati che possono trovarsi a rischio. Infatti, la tecnologia applicata alla PA inerisce sempre più ad aspetti legali connessi con l’utilizzo e la protezione dei dati, rendendo il confronto tra amministratori pubblici e giuristi necessario e serrato.
RESTARE AL PASSO CON IL PROGRESSO
Partendo da questi presupposti, BLB Studio Legale (con uffici a Milano, Roma e Lussemburgo) ha organizzato un convegno sulla città nell’era digitale, evento che ha avuto luogo ieri, 10 novembre 2025, presso la Sala Laudato Sì del Campidoglio. L’iniziativa, intrapresa in collaborazione con la Presidenza dell’Assemblea capitolina, ha registrato la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale, giuridico e tecnologico, convenuti a Palazzo Senatorio allo scopo di confrontarsi in modo pratico sui temi più urgenti. È stata un’occasione per fare il punto dei traguardi raggiunti nella digitalizzazione e discutere inoltre dei confini giuridici da applicare alle tecnologie nelle smart city, quindi, dalle auto a guida autonoma alle piattaforme di intelligenza artificiale, dai sistemi di videosorveglianza intelligenti alla gestione dei big data. Insomma, ogni innovazione tecnologica all’interno delle città che implichi una complessa rete di norme su privacy, sicurezza, trasparenza e responsabilità. La sfida è quella di formare una nuova classe dirigente pubblica capace di comprendere i fondamenti tecnici e legali dell’innovazione al fine di dialogare alla pari con sviluppatori, consulenti e cittadini.
SALVAGUARDARE IL CITTADINO DALL’OPACITÀ ALGORITMICA
L’incontro è stato moderato da Marco Italiano che, introducendo i lavori, ha sottolineato che «per proteggere il cittadino dall’opacità algoritmica, è imperativo promuovere la trasparenza e la comprensione dei meccanismi tecnologici. E questo richiede, non soltanto la formazione civica e professionale sui sistemi digitali, ma anche un solido partenariato tra pubblico e privato per lo sviluppo etico delle tecnologie. Inoltre, la salvaguardia della giustizia in questo dominio dipende indissolubilmente dal rafforzamento della cybersecurity per garantire l’integrità e l’affidabilità dei sistemi legali digitali». I lavori sono stati aperti da Svetlana Celli, presidente dell’Assemblea capitolina, che nel corso del suo intervento ha indicato nella transizione digitale «una sfida importante che Roma Capitale affronta con visione, responsabilità e attenzione alle esigenze della comunità». Ella ha quindi aggiunto che «l’innovazione tecnologica, in particolare l’intelligenza artificiale, non deve essere motivo di timore, piuttosto uno strumento da governare con consapevolezza. Il nostro obiettivo è rendere la città più efficiente, sicura e accessibile, migliorando la qualità dei servizi e semplificando la vita quotidiana. È fondamentale che tutto ciò sia sempre accompagnato dalla tutela della privacy, dei diritti fondamentali e della sicurezza di tutti, con un approccio etico e responsabile».
SMART CITY AWARD
A seguire, Riccardo Corbucci (presidente della Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica) ha ricordato come mercoledì scorso la città sia stata insignita del prestigioso Smart City Award in occasione dello Smart City Expo World Congress di Barcellona, uno dei principali riconoscimenti internazionali attribuiti alle città che stanno guidando nuovi modelli di innovazione pubblica. «Un premio che rappresenta l’evoluzione in corso nella Capitale – ha dichiarato Corbucci – che coinvolge dimensioni urbane, economiche, amministrative, sociali e culturali. In questi anni siamo riusciti a utilizzare le risorse pubbliche per digitalizzare l’amministrazione e avviare la trasformazione di Roma in una Smart City sempre più sostenibile. La sfida dei prossimi anni sarà rendere strutturale questo modello di open innovation, rafforzando la collaborazione tra pubblico, imprese, università ed enti di ricerca. L’obiettivo è favorire la nascita di start up capaci di generare sviluppo economico e lavoro, consolidare i partenariati pubblico-privati e costruire una città che riduca le disuguaglianze, promuovendo partecipazione, inclusione e opportunità per tutti».
LA SFIDA DELLA DIGITALIZZAZIONE DELLA PA
Il primo dibattito, dedicato ai nuovi fronti giuridici urbani che le pubbliche amministrazioni devono affrontare nell’utilizzo dell’AI, ha visto confrontarsi Donato Silvano Lorusso (di BLB Studio Legale) con Luigi D’Ottavi, membro dell’Avvocatura capitolina. «Dopo le infrastrutture di rete 5G arriva la sfida della digitalizzazione dei servizi pubblici, dalle strade ai beni culturali – ha esordito quest’ultimo -, strumenti nuovi per cogliere maggiori opportunità richiedono investimenti, non solo in accessibilità tecnologica, ma anche in formazione specifica delle risorse umane. Solo con un nuovo approccio sarà possibile auspicare una diversa cultura del procedimento amministrativo per incontrare le giuste domande dei cittadini e delle imprese». Lorusso, che è un esperto di AI, ha illustrato l’impegno di BLB nell’affiancare le pubbliche amministrazioni nell’implementazione dell’AI. «La nostra proposta – ha spiegato – è di governare la trasformazione digitale negli enti con una road map legale chiara e misurabile. In trenta giorni formiamo le persone, in novanta mappiamo trattamenti, dati e usi dell’AI e chiudiamo la gap analysis, in centottanta fissiamo policy e clausole standard e, in team con altri professionisti tecnici, svolgiamo le DPIA/AI-IA sui progetti chiave, in un anno collaboriamo nella istituzione di audit periodici e formazione continua. Si tratta di azioni messe in sequenza e verificabili, in modo che le scelte di innovazione diventino governabili, trasparenti e sicure per cittadini e amministrazioni».
COMPETENZE E UTILIZZO DEI DATI
Nella seconda sessione Paola Liberace (dirigente responsabile Area risorse umane e academy di Agenzia per l’Italia digitale) si è soffermata sull’importanza del fattore umano nella trasformazione digitale pubblica e sulla conseguente formazione necessaria a governarla. «Sapere, saper essere e saper fare: i tre poli costitutivi delle competenze restano più che mai cruciali nell’epoca delle città smart – ha ella sostenuto -, contesti urbani intelligenti nei quali la pubblica amministrazione agisce sempre più da facilitatrice dell’incontro tra cittadino e servizio pubblico digitale: conoscendo la tecnologia, rapportandosi con essa, utilizzandola con spirito critico e in modo consapevole ed eticamente corretto». Con Liberace ha discusso Giovanni Arzenton, di TackTMI, che ha sottolineato l’importanza di approfondire le competenze digitali e i comportamenti giuridici ed etici correlati all’utilizzo dei dati. Il terzo intervento è stato focalizzato sulla collaborazione tra pubblico e privato ai fini della guida dell’innovazione digitale. Vittoria Carli (vicepresidente con delega alla trasformazione digitale di Unindustria), ha illustrato come il partenariato tra pubblico e privato potrebbe essere «la vera leva per sviluppare l’innovazione e costruire città intelligenti, inclusive e sostenibili nell’era digitale».
PARTENARIATO TRA PUBBLICO E PRIVATO
«Quando imprese, istituzioni e mondo della formazione e della ricerca lavorano insieme le idee si trasformano in sviluppo – ha ella proseguito -, le competenze in occupazione e la tecnologia in valore per le comunità. Unindustria, con le sue aziende che si occupano di digitale, ha le competenze e il know-how per lavorare in collaborazione con istituzioni locali e stakeholders, oltreché favorire politiche che mettano la tecnologia al servizio dello sviluppo. Siamo pronti a fare in modo che l’adozione delle nuove tecnologie e la gestione dei dati non siano solo strumenti operativi, ma leve fondamentali per ripensare i processi, migliorare l’efficienza e creare valore per cittadini e imprese». Infine, l’ultima sessione è stata dedicata alla cybersecurity, un argomento di estrema attualità visto l’aumento esponenziale di minacce che la PA si trova ad affrontare. Nicla Diomede, direttrice del Dipartimento cybersecurity e privacy, di Roma Capitale ha recato la sua testimonianza: «La cybersicurezza è un pilastro strategico per lo sviluppo delle città digitali moderne, perché garantisce protezione, fiducia e continuità dei servizi digitali. Roma Capitale ha realizzato importanti progetti di convergenza di sicurezza IT/IOT a protezione dell’intero ecosistema digitale capitolino, rafforzando il suo impegno per la governance e la gestione centralizzata della sicurezza e adottando tecnologie avanzate per difendere in modo proattivo le infrastrutture, i servizi e i dati dei cittadini».



