MATERIE PRIME, uranio. Lo scontro tra Niger e Francia per le miniere saheliane

Gli ultimi sviluppi del contenzioso che vede protagonista Orano (già Areva), colosso del settore d’oltralpe a forte partecipazione pubblica (il 90% del capitale è controllato dallo Stato francese), che si è vista esclusa dallo sfruttamento dei giacimenti dalla giunta militare al potere a Niamey. Il Paese africano è il quarto produttore mondiale di uranio, metallo indefettibile al funzionamento delle centrali nucleari

Niamey, 7 novembre 2025 – Giovedì scorso il gruppo industriale francese Orano (ex Areva), attivo nel settore del nucleare, ha reso nota la scarcerazione del suo rappresentante locale in Niger, Ibrahim Courmo, detenuto dal maggio 2023.

GUERRA DI ORANO CONTRO LA GIUNTA MILITARE NIGERINA

L’annuncio è stato diffuso in una fase nella quale l’estrazione di uranio nel Paese africano si è conclamato quale oggetto di contesa tra il citato colosso industriale d’oltralpe e governo di Niamey, alimentando ulteriormente le tensioni già in essere tra la Francia e la giunta militare nigerina. A seguito della loro assunzione del potere, avvenuta nel luglio del 2023, le autorità dello Stato saheliano avevano manifestato la volontà di diversificare i loro partenariati economici rivolgendosi in particolare a Russia e Iran. Quello di Ibrahim Courmo è un caso verificatosi in  un contesto di crescenti contrasti provocati delle drastiche misure varate da Niamey in materia di attività minerarie, che hanno interessato direttamente Orano.

LE NAZIONALIZZAZIONI DI NIAMEY

Nel dicembre di due anni fa, la società francese aveva perso il controllo delle sue tre filiali minerarie nigerine di Somaïr, Cominak (chiusa nel 2021) e Imouraren, quest’ultimo tra i maggiori giacimenti di uranio al mondo, con riserve stimate in 200.000 tonnellate. In seguito, dopo la revoca delle concessioni governative a Orano, nel giugno del 2024 il governo nigerino aveva nazionalizzato il complesso minerario di Somaïr. Orano, il cui capitale è detenuto per oltre il 90% dallo Stato francese, ha avviato diverse azioni legali contro lo Stato nigerino, ottenendo (settembre 2024) la pronunzia favorevole di un tribunale arbitrale internazionale, che ha vietato al Niamey la commercializzazione dell’uranio prodotto a Somaïr.

I GIACIMENTI DI URANIO DEL PAESE AFRICANO

Quest’ultimo giacimento sulla base delle stime avrebbe una capacità di 1.300 tonnellate di concentrato di uranio, per un valore di mercato pari a 250 milioni di euro. Si tratta di una situazione divenuta paradigmatica riguardo alle crescenti tensioni tra Francia e Niger, con Niamey che accusa regolarmente Parigi di voler destabilizzare il Paese africano. Il Niger è il quarto produttore mondiale di uranio (4,7% della produzione globale nel 2021) e riveste un ruolo importante nell’approvvigionamento di questo metallo indefettibile al funzionamento delle centrali nucleari.

Condividi: