LAVORO, incidenti e «morti bianche». È ancora emergenza: da gennaio a a settembre le vittime sono state 784

Dunque otto in più rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, con metà del Paese che permane in zona «rossa» o «arancione». I dati che evidenziano questa criticità sull’intero territorio nazionale, regione per regione, sono stati rilevati e analizzati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega

Mestre (VE), 7 novembre 2025 – In nove mesi si sono contati 575 infortuni mortali in occasione di lavoro e 209 in itinere. Lombardia, Veneto, Campania, Piemonte ed Emilia-Romagna sono le regioni nelle quali è stato complessivamente registrato il maggior numero di vittime. Il settore più colpito resta quello delle costruzioni, mentre le denunce di infortunio aumentano.

DATI AGGIORNATI AL MESE DI SETTEMBRE 2025

«Il panorama della sicurezza sul lavoro in Italia rimane preoccupante – sottolinea l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, commentando l’emergenza in atto sulla base della recente indagine elaborata dagli esperti -, tra gennaio e settembre 2025, le vittime totali sul lavoro sono 784. In occasione di lavoro sono 575 i lavoratori deceduti, 99 dei quali appartengono al settore dell’edilizia, che risulta essere il più colpito. Rispetto allo scorso anno si contano otto vittime in più, con oltre metà del Paese in zona rossa e arancione. I dati confermano la gravità di un problema nazionale spesso sottovalutato. Per questo è assolutamente necessario promuovere la formazione e la cultura della sicurezza, risorse essenziali per ridurre il numero degli infortuni sul lavoro e migliorare la vita dei lavoratori».

RISCHIO DI MORTE SUL LAVORO REGIONE PER REGIONE E NELL’INTERO PAESE

A finire in «zona rossa» nel settembre del 2025, con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 24 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono Basilicata, Umbria, Campania, Puglia e Sicilia. In zona arancione: Liguria, Calabria, Abruzzo, Trentino-Alto Adige Südtirol, Veneto, Piemonte e Sardegna; in «zona gialla» Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Molise. In zona bianca: Valle d’Aosta, Lombardia, Lazio e Friuli Venezia Giulia. Sono 784 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 575 verificatesi nel corso della prestazione di lavoro (otto in più rispetto a settembre 2024) e 209 invece quelli in itinere (medesimo dato registrato da gennaio a settembre 2024). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (73), seguono Veneto (60), Campania (57), Piemonte ed Emilia-Romagna (47), Sicilia (46), Puglia (43), Toscana e Lazio (38), Liguria (19), Sardegna e Calabria (15), Trentino Alto Adige Südtirol, Umbria, Marche e Abruzzo (14), Basilicata (10), Friuli Venezia Giulia (8), Molise (2) e Valle d’Aosta (1).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ

L’Osservatorio mestrino ha elaborato anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). Nei primi nove mesi dell’anno, guardando alle vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (78,0) e in quella compresa tra i cinquantacinque e i sessantaquattro anni (37,5), seguita dalla fascia di lavoratori tra i quarantacinque e i cinquantaquattro anni (24,6). Numericamente invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i cinquantacinque e i sessantaquattro anni (200 vittime su un totale di 575).

DONNE E INFORTUNI LETALI E RISCHIO PER GLI STRANIERI

In totale sono 68 le donne decedute nei primi nove mesi del 2025 (5 in più rispetto al 2024). Di queste, 33 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 35 in itinere, cioè nel percorso tra l’abitazione e il luogo di lavoro. Sono 171 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 784; 125 sono deceduti in occasione di lavoro e 46 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 49,7 morti ogni milione di occupati, contro i 21,0 italiani. Alla fine di settembre 2025 il settore maggiormente colpito risultava essere quello delle costruzioni, con 99 decessi in occasione di lavoro, seguito dalle attività manifatturiere (83), i trasporti e il magazzinaggio (71), il commercio (54). Il venerdì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, cioè quello nel quale si è verificato il maggior numero di infortuni mortali nei primi nove mesi dell’anno (22,3%), seguito dal lunedì (20,8%) e dal giovedì (16,8%).

DENUNCE DI INFORTUNIO IN LIEVE AUMENTO

Le denunce di infortunio totali, dopo mesi di decremento costante, a fine settembre hnno registrato un incremento dello 0,7%, poiché si passa dalle 433.002 di fine settembre 2024 alle 435.883 di quest’anno. Anche alla fine dei primi nove mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle attività manifatturiere (52.283), seguite dalle costruzioni (28.210), sanità (27.492), commercio (25.094), trasporto e magazzinaggio (24.792). Nel settembre 2025 le denunce di infortunio delle lavoratrici ammontavano a 155.872 (121.103 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle dei lavoratori maschi ammontano a 280.011 (241.875 in occasione di lavoro). Le denunce dei lavoratori stranieri sono 94.158 su 435.883 (circa uno su cinque), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 78.658 su un totale di 362.978 (ancora uno su cinque). L’incidenza degli infortuni mortali è indice del numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa, si tratta di un indice che consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione alla quale fa ricorso l’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering rende un quadro generale e locale del rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori: bianco (regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale), giallo (regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale), arancione (regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale), rosso (regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale).

www.vegaengineering.com/osservatorio

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