Milano, 6 novembre 2025 – Nel cuore di Milano prende corpo Formæ: quattro voci, quelle di Franco Mazzucchelli, Carla Tolomeo, Fulvio Morella e Lorenzo Gnata interrogano il rapporto tra materia e forma a partire dai nuovi forni Expressive e Minimalistic di Gaggenau, scintilla e punto di partenza per una riflessione sulla responsabilità estetica e sul valore della cura. Promossa in collaborazione con Gaggenau, Sotheby’s e Cramum, la mostra curata da Sabino Maria Frassà, raccoglie e rielabora gli esiti già presentati nelle tappe di Firenze, Napoli e Verona, restituendo a Milano una visione organica e plurale del gesto formativo.

DOVE CONDUCE IL PERCORSO ESPOSITIVO
«Cos’è bello? Esiste una forma giusta? – si interroga retoricamente Sabino Maria Frassà, curatore dell’evento -, Formæ prende avvio da queste domande e le traduce in pratica: uno strumento capace di mettere insieme la ricchezza della complessità senza mai banalizzarla. In questa prospettiva, la mostra si configura come una promessa del bello: non risposta definitiva, ma ricerca condivisa di senso, atto di fiducia nella possibilità che la forma continui a rivelarsi». Il percorso espositivo conduce il pubblico attraverso linguaggi diversi e complementari: le sculture d’aria di Franco Mazzucchelli, che respirano lo spazio e ne rimodellano i volumi; le sedute-scultura tessili di Carla Tolomeo, imbottite e pazientemente intrecciate a mano; i cieli tattili del Braille Stellato di Fulvio Morella, in cui i punti diventano stelle e parole di memoria; le geometrie sospese di Lorenzo Gnata, che trasformano il disegno in architettura e orientamento dello sguardo. In mostra, dunque, non semplici oggetti, ma esperienze: opere che invitano a toccare, sostare, discutere, lasciandosi condurre in un movimento interiore di stupore, commozione e dubbio.

TECNOLOGIA E TECNICA COME LINGUAGGIO
«La tecnologia e la tecnica diventano linguaggio quando, restituendo alla materia la dignità della poesia quotidiana aprono la possibilità di un rapporto autentico con l’altro – sostiene Mistral Accorsi, Product & Brand Communication Manager di Gaggenau -, in questa direzione si inserisce l’innovazione dei nuovi forni Gaggenau, Expressive e Minimalistic, caratterizzati da una cavità unica che cela con eleganza il grill: una soluzione che rende l’interno, nel suo iconico blu, perfettamente lineare e pulito, conservando al tempo stesso tutte le funzioni e l’eccellenza tecnologica del marchio. È questo l’orizzonte che la mostra propone e che Gaggenau da sempre persegue, offrendo una sintesi di minimalismo e funzionalismo capace di trasformare la materia nella poesia della cucina».

LA FORMA È ATTO
Ad avviso di Sabino Maria Frassà «il fondamento teorico richiama la lezione aristotelica, «ἡ μὲν ὕλη δύναμις, τὸ δὲ εἶδος ἐνέργεια» (Metafisica, IX, 8, 1049b), dove la materia è potenza, la forma è atto. Questa massima, lungi dall’essere citazione erudita, diviene lente ermeneutica, in quanto ogni opera rende percepibile il passaggio dalla possibilità al compimento, mostrando come la techne sia sapere incarnato che, attraverso il gesto, rivela e trasforma. Mazzucchelli, Tolomeo, Morella e Gnata condividono la stessa domanda fondamentale: come coniugare in una forma il pensiero universale che abita la materia? Ogni loro opera è una risposta tangibile e poetica a questa domanda, che invita il pubblico a entrare in mostra non come spettatore passivo, ma come coautore del significato: solo così la forma compie la sua promessa di catalizzatore di senso condiviso che ambisce all’universalità».

MELTING POT SINCRETICO
«Nel dialogo serrato fra le opere — conclude Frassà — si dispiega l’universo evocato dagli artisti, frutto di personali e labirintici rimandi a culture e maestri del passato, ricomposti in uno straordinario melting pot sincretico che diventa autentica coordinata interpretativa: un repertorio di risposte formali e poetiche. Così Michelangelo, con l’idea che “ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla” (Vasari, Vite), illumina la pratica rivelatrice di Tolomeo e la tensione formativa che percorre le superfici di Mazzucchelli. Paul Klee, con la sua convinzione che “l’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è” (Schöpferische Konfession, 1920), risuona nel Braille Stellato di Morella, che si fa alfabeto di senso e veicolo di memoria. E Kandinsky, con la lezione di Punkt und Linie zu Fläche (1926), trova eco nelle geometrie di Gnata, che affidano a punto, linea e superficie il compito di orientare lo sguardo e di aprirlo a un’esperienza quasi panica e radicale del mondo. Queste voci non chiudono la lettura, ma la dilatano, trasformando la tradizione in corda vibrante su cui accordare le pratiche contemporanee. Perché il bello di oggi non è forma definitiva, ma incontro in divenire fra persone e culture, fra passato e futuro».

FULVIO MORELLA
Fulvio Morella (Valtellina, 1971) è noto per aver trasformato la tornitura del legno in linguaggio dell’arte contemporanea e il braille in strumento poetico e narrativo. Nel 2022 ha ideato il nuovo alfabeto «Braille Stellato», ampliando il dialogo tra arte, inclusione e innovazione. Nel 2023 ha ricevuto il Premio alla Carriera Alfredo d’Andrade. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre personali in Italia e all’estero ed entrano in prestigiose collezioni internazionali, tra cui Victoria and Albert Museum (Londra), Museo Nazionale di Varsavia, UNESCO, Museo del Braille di Parigi, Zecca Italiana, Kunsthistorisches Museum (Vienna). Nel 2024 è invitato a Parigi per la presentazione della medaglia Ailes de Mouette, dedicata alle Olimpiadi e Paralimpiadi e ai duecento anni dall’invenzione di Louis Braille. È protagonista del progetto I limiti non esistono in vista di Milano-Cortina 2026, tra cui la mostra LUDI (Palazzo Lombardia, Milano, 2024-25).
CARLA TOLOMEO
Carla Tolomeo (Pinerolo, 1941) inizia come pittrice, sostenuta da figure come Giorgio de Chirico e Renato Guttuso. Negli anni Settanta si trasferisce a Milano, approfondendo lo studio dei maestri antichi e esponendo in contesti internazionali tra Vienna, Ginevra, Zurigo e Atene. Dal 1997, con la serie delle sedie-scultura, trasforma la seduta in oggetto d’arte narrativo, spesso ispirato a fiori, animali e figure simboliche. Le sue opere sono state esposte presso Triennale Milano, Pushkin Museum (Mosca) e Museo Sheremetev (San Pietroburgo), e ha collaborato con Hermès, Missoni e Blumarine per vetrine e installazioni. Nel 2022 presenta alla GAMC Lorenzo Viani di Viareggio la collezione ispirata al Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges.
FRANCO MAZZUCCHELLI
Franco Mazzucchelli (Milano, 1939) si diploma in pittura e scultura all’Accademia di Brera. Partecipa alla Biennale di Venezia (1976, 2024) e all’11ª Quadriennale di Roma (1986). Dagli anni Sessanta sviluppa una ricerca pionieristica sulle strutture gonfiabili in materiale plastico, installate nello spazio pubblico e spesso lasciate alla fruizione diretta del pubblico, esplorando il rapporto tra scultura, paesaggio e partecipazione. Negli anni Settanta le opere evolvono in forme attraversabili in polietilene. Negli anni Novanta sperimenta i cicli REC, A.ON.A. e Bieca Decorazione (BD). Tra i progetti recenti, realizzati con Cramum e Sabino Maria Frassà: Non abbandonarmi! (Studio Museo Francesco Messina, 2015), Non ti abbandonerò mai (Museo del Novecento, 2018), Bi-Face (Gaggenau Milano, 2019), Salvami Andata-Ritorno (Milano Design Week 2018) e Quadreria 2050 (Museo Macro, Roma). È stato docente e coordinatore di Dipartimento all’Accademia di Brera.
LORENZO GNATA
Lorenzo Gnata (Biella, 1997) si diploma con lode in Pittura all’Accademia Albertina di Torino nel 2022. Vive e lavora a Cossato (BI). La sua ricerca indaga il rapporto tra individuo e contesto, in una tensione poetica tra figurazione e concettualità che usa metafore per oltrepassare il visibile. Tra le tappe significative: la performance Qual è l’ultima cosa che hai imparato? (Artissima, 2015), GuardiAMOcicon Michelangelo Pistoletto (Triennale Milano, 2016), le collettive Passione Bipolare (Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia) e Neapolis (Fondazione Treccani, Napoli). Nel 2018 realizza l’installazione Res Humanae a Biella e nel 2021 Come le rondini alla Reggia di Venaria (RigenerArti). Nel 2022 partecipa alla collettiva Cyborg Futures (Tate Britain); nel 2024 è coprotagonista del docufilm Questo spazio può essere tuo; nel 2025 vince il Premio Marca Corona. Le sue recenti personali approfondiscono il disegno a penna 3D, oggi fulcro della sua ricerca.
CRAMUM
Cramum è un progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel Mondo. Il nome è stato scelto proprio perché significa «crema», la parte migliore (del latte) in latino, lingua antica dalla quale è derivata quella italiana e sulla quale si è plasmata la cultura. Cramum promuove attivamente mostre e progetti culturali volti a valorizzare maestri dell’arte contemporanea non ancora noti al grande pubblico, sebbene affermati nel mondo dell’arte. Dal 2014, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà, Cramum intraprende con successo un piano di sviluppo di progetti di Corporate Social Responsibility in ambito artistico, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nel 2015.
www.amanutricresci.com/cramum/
@cramum
GAGGENAU
Gaggenau produce elettrodomestici professionali di alta qualità ed è al contempo simbolo di innovazione tecnologica e design Made in Germany. L’azienda, la cui origine risale al 1683, rivoluziona l’universo degli elettrodomestici introducendo caratteristiche professionali nelle case di chi ricerca la differenza, anche nella cucina privata. Il successo delle sue soluzioni fonda su una forte componente artigianale della manifattura e su un design senza tempo dalle forme pure e lineari, associati a un’elevata funzionalità e avanguardia tecnologica. Dal 1995 Gaggenau fa parte del gruppo BSH Hausgeräte GmbH, che ha lasua sede centrale a Monaco di Baviera. Essa è presente in oltre cinquanta paesi nel mondo con più di sessanta flagship e showroom nelle principali città, tra i quali quello di Milano, inaugurato in collaborazione con il partner DesignElementi nel 2018.
@gaggenauofficial
ITALY SOTHEBY’S INTERNATIONAL REALTY
Fondato nel 1976, il brand Sotheby’s International Realty si distingue nell’impegno per un servizio impeccabile che per più di due secoli ha caratterizzato la Casa d’aste Sotheby’s. Con dodici uffici (a Milano, Roma, Napoli, Firenze, Lucca, Torino, Como, Lago Maggiore, Verona, Porto Cervo, Noto e Palermo) e due showroom a Milano e Roma, Italy Sotheby’s International Realty si avvale della collaborazione di più di 26.100 broker in oltre 1.110 uffici in 84 paesi del mondo offrendo i propri servizi con dipartimenti dedicati: Residenziale, High Street Retail, Investments and Advisory Services e Retreats, dedicato agli affitti brevi con servizi di lusso.
FORMAE
Formæ: esposizione collettiva di Lorenzo Gnata, Franco Mazzucchelli, Fulvio Morella e Carla Tolomeo; evento a cura di Sabino Maria Frassà: Gaggenau DesignElementi Hub Milano in Corso Magenta, 2 Milano;
apertura al pubblico dal 5 novembre al 19 dicembre 2025 con ingressi consentiti esclusivamente su appuntamento; prenotare ai seguenti recapiti di contatto: gaggenau@designelementi.it, +390229015250 (interno 2);
orari di accesso al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00


