New York, 1 novembre 2025 – La notizia si è diffusa rapidamente dal Palazzo di vetro al resto del mondo, la Risoluzione 2797 è stata approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ora i principi e i fondamenti per una soluzione politica definitiva della questione del Sahara Occidentale, definiti precedentemente nel Piano di autonomia presentato diciotto anni fa dal Regno del Marocco, vengono formalmente fissati in un documento ufficiale votato a maggioranza dagli Stati membri dell’Onu.
APPROVATA ALL’ONU LA RISOLUZIONE 2797
Immediate le reazioni nelle varie cancellerie nel mondo. Attesa, in particolare, quelle da Rabat, dove si è espresso direttamente il sovrano del Regno nordafricano, Mohammed VI, che ha dichiarato che «la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite definisce i principi e i fondamenti in grado di condurre a una soluzione politica definitiva della questione del Sahara, nel pieno rispetto dei diritti legittimi del Marocco». Quindi, rivolgendosi in un breve discorso alla popolazione del suo paese, il sovrano ha aggiunto che «entriamo nella fase decisiva del processo delle Nazioni Unite, poiché, in linea con la Risoluzione delle Nazioni Unite, il Marocco procederà all’aggiornamento e alla formulazione dettagliata della proposta di autonomia in vista della sua successiva presentazione alle Nazioni Unite», precisando infine che, «in quanto soluzione realistica e applicabile, essa dovrà costituire l’unica base di negoziazione».
PIANO DI AUTONOMIA UNICA BASE DI NEGOZIAZIONE
Il sovrano del Marocco ha quindi espresso la propria gratitudine e la massima considerazione a tutti i Paesi che «con le loro posizioni costruttive e i loro sforzi a favore del diritto e della legittimità hanno contribuito all’avvento di questo cambiamento», riservando una menzione particolare agli Stati Uniti d’America, che «grazie ai suoi sforzi, sotto la guida del nostro amico, il presidente Donald Trump, hanno fatto sì che si aprisse la strada a una soluzione definitiva di questo conflitto». Mohammed VI ha rivolto sentiti ringraziamenti anche a Regno Unito, Spagna e Francia, oltreché «a tutti i Paesi arabi e africani fratelli che non hanno mai cessato di esprimere il loro sostegno incondizionato alla marocchinità del Sahara, nonché ai diversi Stati nel mondo che sostengono l’iniziativa di autonomia».
FASE CRUCIALE
«Viviamo una tappa cruciale e una svolta decisiva nella storia del Marocco moderno – ha concluso il sovrano nordafricano -, d’ora in poi ci sarà un prima e un dopo il 31 ottobre 2025. È giunto il tempo del Marocco unito, che si estende da Tangeri a Lagouira, un Paese i cui diritti nessuno oserà più violare né le cui frontiere storiche potrà trasgredire. Ma, per quanto concerne la nostra integrità territoriale, siamo passati da una fase di gestione a una dinamica di cambiamento che in questi ultimi anni ha iniziato a dare i suoi frutti». Attualmente i due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite considerano il Piano di autonomia proposto da Rabat e sancito ieri sera dalla Risoluzione Onu 2797 come l’unica ipotesi concretamente praticabile ai fini di una soluzione del conflitto sul Sahara Occidentale.
INVESTIMENTI ESTERI E SVILUPPO ECONOMICO DELLA REGIONE
Nel suo discorso pronunziato al popolo marocchino, Mohammed VI ha altresì evidenziato come il riconoscimento della sovranità economica del proprio regno sulle province meridionali abbia conosciuto un’ampia estensione a seguito dell’incoraggiamento degli investimenti economici in loco da parte di paesi e imprese di Stati Uniti d’America, Francia, Regno Unito, Federazione Russa, Spagna e Unione Europea, che con Rabat hanno promosso gli scambi commerciali. «Con un tale vantaggio, queste province possono ormai affermarsi nel loro contesto regionale, inclusa la regione del Sahel e del Sahara, quale polo di sviluppo e di stabilità, oltreché asse centrale dell’attività economica», ha quindi concluso il sovrano marocchino.



