Roma, 23 ottobre 2025 – Le co-realizzazioni tra la quarantesima edizione del RomaEuropa Festival e la Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello proseguono con La diva del Bataclan, più recente creazione di Gabriele Paolocà, che ne è anche il regista. Egli figura tra i fondatori della compagnia VicoQuartoMazzini, che debutterà in prima nazionale il 28 ottobre al Teatro Vascello in una coproduzione tra RomaEuropa Festival, Cranpi e Scarti Centro di produzione Teatrale d’Innovazione. A seguito della serata di debutto, lo spettacolo verrà replicato il 29 e il 30 ottobre alle ore 21:00.

LA DIVA DEL BATACLAN
Lo spettacolo è un musical che scava nelle pieghe oscure di una società ossessionata dalla ricerca di fama e riscatto. Sulle note delle le musiche di Fabio Antonelli, La diva del Bataclan racconta la storia di Audrey, una giovane donna disposta a tutto pur di sfuggire a una realtà che non sente sua. A darle corpo è la poliedrica artista e performer Claudia Marsicano, che interpreta una figura ambigua, che si reinventa come sopravvissuta agli attentati terroristici di Parigi del 2015, in un gioco pericoloso di finzione e realtà. Dissacrante e provocatorio, lo spettacolo affronta il tema delle false vittime della strage parigina. Paolocà e Antonelli danno vita a un’allucinazione musicale che reinterpreta in forma scenica un fatto di cronaca, specchio degli abissi dell’umanità del ventunesimo secolo.

«FALSE VITTIME» DELLA STRAGE TERRORISTICA
Gli attacchi terroristici jihadisti del 13 novembre 2015 a Parigi causarono la morte di 130 persone e il ferimento di 413, il più sanguinoso di essi venne perpetrato all’interno del Bataclan, una delle sale concerto più importanti della capitale francese. Quei tragici eventi di tale portata generarono effetti mediatici a livello globale. Ansia, dolore e solidarietà vennero manifestati attraverso i social network, divenendo anche, nella contraddizione che caratterizza questo presente, terreno d’invidia per la visibilità di coloro i quali si trovarono al centro della tragica scena. Il mondo di immagini e parole che amplifica i drammi rendendoli spettacolo divenne dunque terreno fertile per la nascita di «false vittime», figure che scelsero di accrescere la propria visibilità appropriandosi del dolore altrui. È ciò che viene rappresentato nel musical di Paolocà, cioè il desiderio di riscatto e disperazione che spinge la protagonista, Audrey, a immergersi in un’identità costruita, sfidando la realtà e i suoi limiti per trasformarsi in una martire, appunto la “Diva del Bataclan”.

ANSIE, TRAGEDIE E PROTAGONISMO
Una rocker (nella rappresentazione teatrale il riferimento è alla band degli Eagles of Death Metal che si esibì al Bataclan la sera della strage jihadista) è pronta a trascinare il pubblico in un vortice nel quale ogni nota è espressione del desiderio di reinventarsi e di scomparire, di essere visti a ogni costo. L’idea degli autori è stata quella di creare un perturbante cortocircuito tra un genere artistico innocuo come il musical e la brutalità della storia narrata: quella di un’emarginata che per il perseguimento dei propri obiettivi pone in essere un atto deplorevole e disperato. Nel 2015, dopo la tragedia per la prima volta la community dei social media manifestò la propria potenza mediatica davanti a un trauma collettivo dal forte impatto emotivo. Tutto il mondo condivise il proprio orrore, le proprie ansie, le proprie paure; ognuno diede sfogo al suo narcisismo algoritmico, esprimendo la propria opinione; furono molti sulle proprie bacheche a lucrare un po’ di fama commentando quelle immagini atroci dei corpi dei ragazzi assassinati a colpi di Kalashnikov
BRUTALITÀ DEI TEMPI
Fu grazie ai media che i sopravvissuti e i parenti e conoscenti delle vittime divennero oggetto di un’attenzione e di una solidarietà senza precedenti. Tuttavia, per assurdo tra le conseguenze di questo vi fu anche un’inaspettata fonte di invidia nei loro confronti. Il clamore mediatico e la prospettiva di un risarcimento economico spinsero una quindicina di persone a fingersi vittime di quegli attentati, dando così origine al fenomeno delle «false vittime», figure che intrecciarono in loro mitomania, miseria sociale e narcisismo patologico. Esse incarnarono la brutalità di questo tempo, nel quale la spinta individualista si scontra con la dura realtà di un sistema al collasso e l’ostinata volontà di perseguire a tutti i costi il famigerato «sogno di gloria» flirta con l’impossibilità di raggiungerlo, spingendo così la falsa vittima verso la perversione più estrema e paradossale: desiderarsi primo tra gli ultimi, protagonista incontrastato della sconfitta. Affermano gli autori che «nell’analisi di questo fenomeno si possono riscontrare aspetti amplificati ed estremizzati di ognuno di noi: poiché la falsa vittima rappresenta ciò che tutti noi siamo quando desideriamo riconoscimento per le nostre difficoltà, il bisogno di auto vittimizzazione di fronte alle complessità del mondo».
IL NARCISISMO PATOLOGICO DI AUDREY
Audrey viene da un passato che vuole dimenticare e un presente che non ritiene degno di essere vissuto. Per questo, da sempre, all’esistente preferisce l’immaginazione. La sua frase preferita? «La realtà uccide, la finzione salva». Ella abita con la madre in una banlieue alle porte di Parigi, in una condizione di ritiro sociale ai limiti della clausura. Le uniche gratificazioni che riceve le arrivano dallo spazio virtuale, attraverso il quale si interfaccia con il mondo inventando profili e vite che non sono le sue. Inoltre, sempre grazie al web, scopre di avere delle capacità inaspettate, tra le quali un discreto potenziale manipolatorio. Ed è a questa scoperta che si aggrapperà quando deciderà di dare una scossa alla sua vita: un gesto estremo che la porterà nelle lande torbide dell’impostura. Audrey proverà a dare una svolta alla sua vita immergendosi in una parabola di mitomania a tal punto convincente da essere lei stessa la prima a non riuscire più a distinguere la verità dalla finzione. Si fingerà una donna ferita nella sala da concerto del Bataclan e si adopererà con ogni mezzo per riuscire a diventare un membro fondamentale di un’influente organizzazione per il sostegno alle vittime di terrorismo. La martire perfetta: la Diva del Bataclan.

GABRIELE PAOLOCÀ
è regista, autore e attore di teatro e cinema. È membro fondatore della compagnia VicoQuartoMazzini con cui dal 2010 attraversa scritture originali e rivisitazioni di grandi classici del teatro e della letteratura. Nel 2024 con VQM vince quattro Premi Ubu (migliore spettacolo, migliore attore, migliore attrice, migliore disegno luci) con lo spettacolo La ferocia e nel 2021 il Premio Hystrio come migliore compagnia italiana emergente. Tra i suoi lavori: La ferocia (2023), dal romanzo di Nicola Lagioia, prodotto da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, LAC Lugano Arte e Cultura, RomaEuropa Festival, Tric Teatri di Bari, Teatro Nazionale Genova; Livore. Mozart & Salieri (2020), prodotto da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione e Festival delle Colline Torinesi; Vieni su Marte (2018) sostenuto da Mibact e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina”; Leave the Kids Alone (2018), installazione prodotta da Fabulamundi Playwriting Europe; Karamazov (2017), progetto speciale ospitato al debutto dal Teatro Petruzzelli di Bari; Little Europa (2016) riscrittura de ll piccolo Eyolf di Henrik Ibsen, selezionato dall’Ibsen Festival di Oslo; Amleto Fx (2015), Premio In-box e Direction Under 30.
CLAUDIA MARSICANO
È attrice di cinema e teatro, performer e regista, vincitrice del Premio Ubu nel 2017 come Migliore attrice e performer Under 35. È nota per gli spettacoli teatrali R.osa di Silvia Gribaudi, candidato nel 2017 al Premio UBU come miglior spettacolo di danza e portato in tour in tutto il mondo, Socialmente e Tropicana della compagnia milanese Frigoproduzioni. Ha lavorato inoltre con la compagnia LeviedelFool in Heretico e Made in China. Partecipa al film Mi chiedo quando ti mancherò, regia di Francesco Fei. Nel 2021 è stata scritturata da Cattleya per interpretare il ruolo di Caterina nella serie Noi, versione italiana di This is Us.
FABIO ANTONELLI
È un compositore e polistrumentista. Ha composto e prodotto musiche per film, televisione, teatro, mostre fotografiche e videogiochi in Italia, Stati Uniti d’America, Nigeria e Cina Popolare. Vivendo tra Roma, Los Angeles e Pechino ha collaborato negli anni con il fotografo Steve McCurry, la direttrice dell’orchestra degli Oscar 2020 nonché direttrice dell’orchestra per i videogiochi Blizzard Eimear Noone e la China Central Television (CCTV). Collabora regolarmente con il fumettista e animatore Sio (Scottecs) e ha composto musica per il suo primo cartone prodotto da I Wonder Pictures La mosca più grande del mondo. È l‘autore del podcast SuonA Tipo Bene con oltre 330.000 ascolti in Italia.
SCHEDA
La diva del Bataclan: regia, drammaturgia e liriche Gabriele Paolocà; con Claudia Marsicano e Gabriele Correddu; musiche originali Fabio Antonelli; scene Rosita Vallefuoco; luci Martìn Emanuel Palma; drammaturgia fisica Carlo Massari; video Luca Brinchi e Gabriele Paolocà; progetto audio Niccolò Menegazzo; costumi Anna Coluccia; aiuto regia Marco Fasciana; tecnica Chiara Zaffiro; assistente volontario Matteo Libertucci; ufficio stampa Antonella Mucciaccio; traduzioni Marco Chenevier; produzione Cranpi, Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, RomaEuropa Festival, realizzato grazie al contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lazio e al sostegno fornito dal Centro di Residenza della Toscana (Armunia CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro e Teatro Biblioteca Quarticciolo; in collaborazione con Romaeuropa Festival e co-realizzazione con La Fabbrica dell’attore Teatro Vascello.
INFO
Date successive delle rappresentazioni:
20 e 21 febbraio 2026 a Il Dialma, La Spezia;
6 e 7 febbraio 2026 al Teatro Florida, Firenze;
dal 27 al 29 marzo 2026 al Teatro Fontana, Milano;
Info e prenotazioni esclusivamente tramite abbonamenti Zefiro , Eolo e Card Libera e Card Love:
+39065881021,
+39065898031,
promozioneteatrovascello@gmail.com;
Teatro Vascello: Via Giacinto Carini 78 Roma.


