SPETTACOLO, tragedie. Roma, Teatro Arcobaleno: Oreste, di Euripide

Al Centro Stabile del Classico inaugurazione della Stagione 2025-26 con il dramma: da mercoledì 22 a domenica 26 ottobre 2025 (mercoledì, giovedì, venerdì e sabato inizio spettacoli alle ore nove della sera, la domenica alle cinque e mezza del pomeriggio. Adattamento e Regia di Alessandro Machìa; con Andrea Tidona, Marco Imparato, Giulio Forges Davanzati, Alessandra Fallucchi, Claudio Mazzenga, Silvia Degrandi, Caterina Petrucci, Alessandro Giorgi e Alessia Ferrero

Roma, 22 ottobre 2025 – «Lasciati meravigliare», con queste parole Vincenzo Zingaro (direttore artistico del Teatro Arcobaleno Centro Stabile del Classico, riconosciuto dal Ministero della Cultura come Centro di produzione teatrale) ha lanciato la Stagione 2025-26. Lo ha voluto fare all’insegna dei grandi classici, per giungere poi fino alla drammaturgia contemporanea, chiamando sul palcoscenico dell’Arcobaleno importanti nomi della scena teatrale. Dalla commedia antica alla tragedia, dalla commedia musicale alla letteratura, un percorso emozionante, che coniuga cultura e divertimento.

TEATRO ARCOBALENO: AL VIA LA STAGIONE 2025-26

Al via, dal 22 al 26 ottobre, “Oreste” di Euripide, per l’adattamento e la regia di Alessandro Machìa, con Andrea Tidona, Marco Imparato, Giulio Forges Davanzati, Alessandra Fallucchi, Claudio Mazzenga, Silvia Degrandi, Caterina Petrucci, Alessandro Giorgi e Alessia Ferrero. Si tratta di una profonda indagine sul divino e sull’animo umano in una delle più riuscite prove drammaturgiche di Euripide. Rappresentato per la prima volta nel 408 a.C. in un’Atene logorata dalla guerra e ormai vicina alla sconfitta definitiva, l’Oreste è la libera e corrosiva rilettura di uno dei miti più rappresentati nel teatro tragico. Oreste, braccato dalle Erinni e preda dei rimorsi per il matricidio commesso, viene condannato a morte dall’assemblea degli Argivi. Abbandonato al suo destino dal dio Apollo (che l’aveva spinto al delitto) e dal pavido zio Menelao, che ritorna vanesio e trionfatore fingendosi estraneo a ogni responsabilità; perseguitato dalle Erinni e in preda al deliquio, in uno stato di allucinazione e di profonda prostrazione psichica, Oreste medita una sanguinaria vendetta su Elena e Menelao, forse l’unico atto totalmente libero e pienamente cosciente del giovane figlio di Agamennone.

Marco Imparato

 

OTELLO, DRAMMA DI EURIPIDE

Ma non riuscirà a portare a termine il suo piano omicidiario, il suo gesto di libertà, per il bizzarro ed estremo intervento di Apollo, che imporrà la pace tra il giovane matricida e Menelao, divinizzando addirittura Elena. Vicenda cupa e angosciosa dal finale solo apparentemente lieto, quest’opera oltre a essere una delle più riuscite prove drammaturgiche di Euripide, è una vera e propria indagine sul sacro e sul divino coi mezzi della tragedia. Qui, ancor più che nell’Ifigenia in Aulide, Euripide ingaggia un corpo a corpo con le divinità olimpiche, la loro insufficienza e la necessità di un ordine superiore. A emergere infatti, ancora una volta e in maniera potente, è la convenzionalità del deus ex machina euripideo, che sembra rivelare in filigrana la solitudine dell’uomo, abbandonato alle sue scelte e alla sua coscienza; quasi anticipando, per contrasto e in maniera vertiginosa, un tema che si affaccerà soltanto col cristianesimo per poi diventare il tema cardine della modernità, cioè la libertà.

LA SOLITUDINE DELL’UOMO

La stagione al Teatro Arcobaleno  proseguirà quindi dal 7 al 16 novembre con la tragedia che portò alla fama mondiale August Strindberg, “Signorina Giulia”, diretta da Gianni Leonetti, per esplorare i conflitti di classe e di genere, in uno scritto ancora di grande attualità. Una spumeggiante trasposizione teatrale dell’avvincente romanzo di Petronio, il “Satyricon”, sarà diretta da Francesco Polizzi, che la metterà in scena dal 21 novembre al 7 dicembre; una sequenza di storie e personaggi per narrare gli eccessi della Roma imperiale, l’affresco di una civiltà in decadenza che ricorda la nostra. Dal 12 al 21 dicembre verrà rappresentato il capolavoro del teatro del Cinquecento, “Mandragola”, diretto da Nicasio Anzelmo, divertente commedia ispirata ai modelli latini di Plauto e Terenzio, che però supera dando così vita alla nascita della commedia moderna.

                             Andrea Tidona

 

IN CARTELLONE AL TEMPIO DEL CLASSICO

Per le feste, dal 27 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026, con serata speciale Capodanno, sarà in scena “C’era una volta il night”, scritto e diretto da Alessandro Carvaruso, con Alessandra De Pascalis, Mariano Perrella e la partecipazione del maestro Mario Vicari, una occasione per rivivere l’atmosfera scintillante dei night italiani degli anni Cinquanta e Sessanta. Gigi Savoia e Francesca Bianco sono i protagonisti del capolavoro di Goldoni “L’impresario di Smirne”, diretto da Carlo Emilio Lerici, uno spettacolo pieno di sorprese e divertimento in scena dal 9 al 18 gennaio. Un grande classico della letteratura mondiale, uno dei capolavori di Ernest Hemingway, “Il vecchio e il mare”, in uno spettacolo coinvolgente con Sebastiano Somma, accompagnato da un violino e un violoncello, dal 22 al 25 gennaio.

E ANCORA…

In occasione dei novant’anni dalla morte di Luigi Pirandello, Ennio Coltorti porterà in scena dal 30 gennaio al 15 febbraio, “L’uomo, la bestia e la virtù”, una delle commedie dell’autore siciliano più rappresentata al mondo, dove con la sua straordinaria abilità egli fi un grado di mostrare la «bestia» che è nell’essere umano, rivelandone l’essenza ipocrita. Dal 19 febbraio al primo marzo Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e Silvia Siravo, diretti da Nicasio Anzelmo, daranno vita alla tragedia euripidea “Elena”, la più trasgressiva e innovativa del drammaturgo, che rovescia il mito di Elena, trasformandola in donna ideale. Vincenzo Zingaro sarà protagonista dal 6 al 29 marzo con la sua originale riscrittura del capolavoro della commedia classica “Truculentus” di Plauto, opera raramente rappresentata, qui messa in scena con la Compagnia Castalia; uno spettacolo divertente e commovente, di grande impatto emotivo.

IL MITO E L’AFFABULAZIONE, LA MUSICA

L’originale scrittura di Luana Rondinelli ripercorre, in tono brioso, il Mito della guerra di Troia, attribuendone le cause ad Eris, dea della discordia, nello spettacolo, “Il pomo della discordia”, dal 9 al 12 aprile, con la regia di Nicola Alberto Orofino. Quindi un grande ritorno: “L’infinito Giacomo”, con Giuseppe Pambieri, per la regia di Giuseppe Argirò, alla scoperta di un Leopardi inedito, inquieto e appassionato, dal 16 al 19 aprile. A chiudere la stagione sarà una delle più grandi commedie di tutti i tempi, “Il Misantropo”, l’opera più amara di Molière, diretta ed interpretata da Vincenzo Zingaro. Un inno alla sincerità e alla purezza contro il la superficialità e la corruzione; in scena dall’8 al 17 maggio. Due nuove sezioni arricchiranno la Stagione: Arcobaleno Family, dedicata ai bambini e alle famiglie, che contempla i Musical Malefica e la storia della Bella Addormentata, Il regno ghiacciato, La Maledizione dei Caraibi Il Forziere di Davy Jones e Arcobeleno in Musica, con la direzione artistica del maestro Maurizio Trippitelli, in una serie di concerti, con cadenza mensile: Le Percussioni nel Cinema – Omaggio a Ennio Morricone, I Tamburi della Pace, Epic Music Film, Carmina Burana.

INFO

Ufficio Promozione (cral, gruppi, associazioni), Elisabetta Martinelli:

+393249993008,

promozioneteatroarcobaleno@gmail.com

Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico) Via Francesco Redi 1/A Roma,

+39064402719

+390644248154

info@teatroarcobaleno.it

www.teatroarcobaleno.it

Condividi: