Roma, 21 ottobre 2025; a cura di Giuseppe Morabito, generale dell’Esercito italiano a riposo e membro del Direttoriio della NATO Dfense College Foundation – In realtà in queste ore, l’amministrazione ad interim afghana ha confermato che il Pakistan ha compiuto attacchi aerei notturni nella provincia di confine di Paktika, questo mentre i funzionari delle due parti si preparavano a tenere colloqui di pace nella capitale dell’Emirato del Qatar.
FRATELLI COLTELLI
«Ieri sera, le forze aeree pakistane hanno nuovamente condotto attacchi aerei su aree civili a Paktika, causando vittime e feriti tra i civili», ha dichiarato il portavoce dell’amministrazione afghana Zabihullah Mujahid mediante il social media X. Lo stesso Mujahid ha poi affermato che alle forze afghane era stato ordinato di «astenersi dall’intraprendere nuove operazioni militari» in quel momento. Secondo un’emittente afghana almeno diciassette persone sarebbero morte a seguito degli attacchi compiuti venerdì sera nella provincia di Paktika, tuttavia, Kabul non ha confermato il numero delle vittime degli ultimi bombardamenti, mentre il ministro dell’Informazione pakistano Ataullah Tarar ha parlato di attacchi aerei contro quelli che ha descritto come «accampamenti di militanti, o forse meglio, terroristi, accertati» di Kharji Gul Bahadur, nella zona di confine dei distretti del Waziristan settentrionale e meridionale, lungo la frontiera tra Pakistan e Afghanistan.
LE BOMBE DI ISLAMABAD
Gli attacchi aerei in Afghanistan hanno fatto seguito ad almeno due azioni compiute da infiltrati in Pakistan, a seguito delle quali sono rimasti uccisi sia civili che militari pakistani. Il ministro ha confermato sia il numero delle vittime sia il fatto che i militanti erano giunti dall’Afghanistan. «Il Pakistan crede sinceramente che la strada da seguire risieda nella risoluzione di questa complessa questione del terrorismo sponsorizzato dall’India e proveniente dal suolo afghano attraverso colloqui e il controllo di attori non statali da parte delle autorità afghane», ha aggiunto Tarar. È importante sottolineare come Nuova Delhi non abbia ancora risposto alla dichiarazione del ministro pakistano, possibile fonte di alimentazione della tensione tra i due stati, entrambi in possesso di armi nucleari. I negoziatori giunti da Kabul e da Islamabad parteciperanno in ogni caso alle trattative di Doha, come era stato precedentemente concordato dalle parti.
NEGOZIATI A DOHA
La delegazione afghana, guidata dal ministro della Difesa a interim Mawlawi Mohammad Yaqoob Mujahid ha ribadito che l’Afghanistan permane impegnato nel perseguimento di una risoluzione pacifica della controversia ai fini della stabilità regionale. Tuttavia, gli incidenti in corso ad avviso degli afghani sono interamente il risultato dell’aggressione pakistana. Il governo talebano, non ancora riconosciuto dalla stragrande maggioranza degli Stati europei, attraversa un periodo di difficoltà economiche ed è poco credibile quando asserisce di non essere consapevole che sul proprio territorio agiscono numerosi gruppi terroristici, allestendo campi di addestramento. La delegazione pakistana è guidata dal ministro della Difesa Khawaja Asif, che dal canto suo ha dichiarato che «i colloqui si concentreranno su misure immediate per porre fine al terrorismo transfrontaliero contro il Pakistan proveniente dall’Afghanistan e ripristinare la pace e la stabilità lungo il confine tra i due Stati».
COMBATTIMENTI ALLA FRONTIERA
Egli ha quindi aggiunto che il suo paese «non cerca un’escalation, però esorta le i talebani a onorare gli impegni assunti con la comunità internazionale e a dirimere le legittime preoccupazioni del Pakistan in materia di sicurezza». Tra Islamabad e Kabul si erano registrati alcuni scontri di frontiera la scorsa settimana, verificatisi per la prima volta dopo il ritorno al potere dei talebani afghani nel 2021. Le due parti avevano concordato un cessate il fuoco la scorsa settimana, dunque ora l’auspicio è che i colloqui in corso a Doha normalizzino le relazioni. Il capo di stato maggiore dell’esercito pakistano, generale Asim Munir, ha esortato il popolo afghano a scegliere «la sicurezza reciproca piuttosto che la violenza perpetua», ammonendo inoltre Kabul affinché tenga a freno i terroristi che dispongono di santuari in Afghanistan e da lì sferrano attacchi in Pakistan. Kabul nega che il suo territorio venga utilizzato dai terroristi e ribadisce il suo impegno a non consentire operazioni transfrontaliere del genere.
CAUSE DEL CONFLITTO
Rimane però da chiarire cosa c’è dietro il conflitto tra Kabul e Islamabad. In particolare, atteso che la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha confermato che ci sono stati almeno 37 civili uccisi e 425 feriti a causa dello scontro, appare ipotizzabile, se non addirittura certo, che al centro della disputa ci sia l’accusa mossa dal Pakistan secondo la quale in Afghanistan si nasconderebbero i militanti responsabili delle azioni armate sul proprio territorio, accusa che i talebani respingono. I raid dell’aviazione di Islamabad sono stati giustificati come rappresaglia a seguito dell’attentato suicida compiuto il giorno prima in un complesso di sicurezza a Mir Ali, attacchi hanno indotto l’Afghanistan Cricket Board a ritirarsi dalle prossime gare di cricket Tri-Nation in programma nel Pakistan.



